venerdì, aprile 14, 2006

Dialogopol

D'Alema abbandona il nervosismo bancario della campagna elettorale e si rimette i panni del dialogante, con questa intervista al Corriere che gironzolava da un paio di giorni e che era stata poi bloccata quando era già in pagina perché quel giorno era ancora troppo alto il tono della polemica (fonte il Foglio, non smentita). Mieli non perde il vizietto, invece di fare il giornalista continua a muovere, pur da sconfitto, le pedine della politica da via Solferino. D'Alema, che di parlamento ha esperienza da vendere, sa benissimo che senza un accordo generale con il centrodestra, Prodi (che è ancora convinto di stare a Bruxelles) non può governare. La trattativa è partita sul nome di Giuliano Amato alla presidenza della Repubblica. La domanda però non è quella di Cesa (Udc), "l'Unione parla con il tono arrogante di Prodi o con quello dialogante di D'Alema". La domanda è: D'Alema è ancora un politico credibile, per la destra e soprattutto per la sinistra?