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martedì, maggio 03, 2011

MINSK, ANCHE IL CORDOGLIO È DI REGIME

C’è un filo sottile che unisce tutte le dittature (o le autocrazie, a seconda dei giudizi sui regimi che si uniformano a categorie su cui neppure gli scienziati politici concordano): quello dell’ordine e della pulizia nei luoghi pubblici. Tutto deve essere sorvegliato e organizzato, ogni momento della vita pubblica e collettiva deve rientrare in un preciso automatismo stabilito dall’alto. Anche l’emozione e il cordoglio. Articolo e foto su East Side Report.

mercoledì, gennaio 12, 2011

Nelle carceri di Minsk

Un voto contestato nella sua regolarità, proteste e poi, lentamente, giorno dopo giorno, il silenzio. La Bielorussia è scivolata fuori dal cono di luce dei media internazionali, sprofondata dietro una cortina di ferro che vige ancora quasi solo lì, nel regno incontrastato di Lukashenko [... continua su Lettera 43].

lunedì, dicembre 20, 2010

Minsk, disordini dopo il plebiscito

Der zweifelhafte Wahlerfolg von Alexander Lukaschenkow, Europas "letztem Diktator", hat in Weißrussland zu schweren Ausschreitungen geführt. Mehrere Menschen wurden in Minsk verletzt. Die Polizei griff hart durch (Tagesspiegel).

giovedì, ottobre 07, 2010

Bielorussia, come muore un giornalista

Bei dem Film, den Sie jetzt gleich sehen werden, merkt man erst wieder, wie gut es uns geht. Wir können hier berichten, was wir wollen, fragen, wen wir wollen, kritisieren, wie wir wollen - ohne Angst haben zu müssen. Belarus - Weißrußland - ist so ein Land, in dem man nicht Journalist sein möchte. Unter Aljaksander Lukaschenko, dem Präsidenten von Weißrussland, ist journalistische Unabhängigkeit und freie Berichterstattung nicht gerade aufgeblüht. Umso mehr Respekt hat man vor den Menschen, die sich trotzdem trauen kritisch zu berichten. Einer dieser Journalisten mit Mut und Haltung ist nun tot. Zapp mit einer ganzen bedrückenden Geschichte.