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martedì, dicembre 20, 2011

VACLAV HAVEL, IL DISSIDENTE DI VELLUTO

Quella di Vaclav Havel è forse la parabola più bella tra quelle che la storia ha saputo scrivere nell’anno fatale del 1989. Il dissidente per eccellenza, l’intellettuale, lo scrittore e il drammaturgo che aveva pagato con il carcere l’iniziativa di Charta ’77 – «l’associazione libera e aperta di persone» che con l’appello al rispetto basilare dei diritti dell’uomo rappresentò una delle iniziative di dissenso più importanti di tutta l’Europa orientale – prese la leadership della rivoluzione di velluto e arrivò fin su al Castello, la splendida cittadella in cima alla collina di Praga, il luogo del potere [... continua su East Side Report].

mercoledì, ottobre 12, 2011

SLOVACCHIA, ANCHE LE FORMICHE S'INCAZZANO

Forse George Papandreou si salverà, e con lui anche l'euro, ma nel frattempo sotto l'aumento del fondo salva Stati Efsf è caduta il premier della Slovacchia Iveta Radicova. Il parlamento di Bratislava non ha votato il via libera nella drammatica seduta dell'11 ottobre per l'opposizione di uno dei partiti della maggioranza, Libertà e solidarietà di Richard Sulik, aprendo così la strada alla crisi di governo [... continua su Lettera43].

domenica, ottobre 10, 2010

La nuova cortina di ferro passa tra centro e periferia

Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia sono tornate a esportare i loro prodotti nell’Europa occidentale. Romania, Bulgaria e Paesi baltici sono invece ancora impigliati nelle secche della crisi. La tempesta finanziaria degli ultimi due anni ha cambiato la geografia dei Paesi dell’Europa centro-orientale [... continua su Lettera43].

domenica, giugno 13, 2010

Cambio della guardia a Bratislava

Il 2010 può essere considerato l’anno elettorale dell’Europa centrale e la serie di votazioni a catena ne sta modificando il profilo politico. Dopo le vittorie di conservatorismi di diverso conio in Ungheria e Repubblica Ceca e in attesa dei voti presidenziali (diretti e assembleari) in Polonia e Germania, anche la Slovacchia si è recata alle urne e i dati appena sfornati dall’ufficio elettorale preannunciano un cambio di governo [... continua su East Side Report].