Walking Class riparte. Non era mai capitato, nei molti anni di vita, che questo blog rimanesse in panne per così tanti mesi. L'ultimo post è datato 11 maggio. È scivolata via tutta l'estate e con essa anche i pensieri che spesso si affollano quando i motori di un blog sono a riposo: chiuderlo, inventarne un altro che rifletta più chiaramente i suoi contenuti attuali, mettere fine a una esperienza vissuta su questo straordinario - ma a volte solitario - mezzo di comunicazione. I motivi sono sempre gli stessi: stanchezza, mancanza di tempo, necessità per chi vive del lavoro di scrittura di dedicare ogni attimo a impegni remunerati (anche se male, soprattutto se male), dubbi sull'efficacia della comunicazione via blog.
I motivi che spingono invece a rimettere in moto la macchina sono anche quelli sempre gli stessi. Per quanto l'informazione sul web si sia molto arricchita, e la nascita di quotidiani online di vario genere abbia fornito ai lettori solo l'imbarazzo della scelta, resta a mio giudizio estremamente difficile trovare angoli di comunicazione originali. Il giornalismo (italiano in particolare) si sta portando sul web gli stessi difetti della carta stampata. Notizie note e già altrove pubblicate rincorse per evitare "buchi", mainstream replicato per timore di non apparire all'altezza, standardizzazione dell'informazione, rifiuto a lasciare spazio ad angolature differenti, nella convinzione che ai lettori non interessino.
E invece, secondo me, interessano moltissimo. Restano fuori dalle pubblicazioni tanti aspetti della vita quotidiana che un giornalista riesce ad osservare ma che sui quotidiani non può raccontare, semplicemente perché le redazioni sono refrattarie a percorrere strade non segnate. Così il blog resta un rifugio, per chi lo scrive e per i lettori alla ricerca di qualcosa di diverso, talvolta di qualcosa di più. Chi vive all'estero, in una realtà che gli italiani conoscono soltanto per quel che i giornali raccontano, raccoglie materiali e spunti attraverso i quali è in grado di fornire prospettive diverse. Un piccolo fatto, se ben raccontato, può spiegare meglio (e con meno pregiudizi) un grande avvenimento. Per ora, un blog personale resta l'unico strumento con il quale sopperire a tutte queste mancanze. Anche se costa fatica, tempo e quindi denaro, vale la pena continuare a tenerlo in vita.
Mi ha sorpreso anche un'altra cosa: il fatto che, nonostante il lungo sonno, Walking Class continui a ricevere un numero spropositatamente alto di visitatori. Al di là dell'aggiornamento più o meno quotidiano, i motori di ricerca convogliano sui blog lettori in continuazione. Vale la memoria, l'archivio, quanto scritto negli anni passati. Un patrimonio per i siti che non consumano la semplice notizia del giorno: avete fatto caso come i giornali online più recenti facciano morire nel breve spazio di alcune ore anche gli articoli realizzati per durare più a lungo? Dunque Walking Class riaccende i motori. Sarà un blog in versione diesel, mi auguro, solido, costante e - perchè no - un po' inquinante. Chi vuol sapere cosa accade in questa parte d'Europa, tra la Germania e l'Est, ha ancora il suo porto sicuro. E affidabile. Un piccolo ritocco alla grafica: ci siamo messi il vestito grigio. La passione di sempre. Il gusto di raccontare, senza mettere il cappello sopra le storie e i personaggi che affolleranno i prossimi post.
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martedì, settembre 27, 2011
venerdì, ottobre 08, 2010
Lettera43

È cominciata l'avventura di Lettera43, il quotidiano online diretto da Paolo Madron (ex Panorama, Giornale, Panorama Economia, Sole 24 Ore) che si rifà a modelli come The Daily Beast e Rue 89: giornale esclusivamente sul web, redazione giovane, ambizione di indipendenza rispetto a partiti politici e (si spera) a potentati economici. Però per un'iniziativa del genere ci vogliono i soldi e questi ce li hanno messi in parte nomi pesanti dell'economia e della finanza come Andrea Agnelli e Matteo Arpe. Il direttore assicura che condividono il progetto di una testata libera e indipendente, quella che serve in un paese dove troppe iniziative, anche le più nuove, finiscono prima o poi con l'insediarsi su una curva calcistica, nord o sud, destra o sinistra, oggi preferibilmente questo o quell'altro politico. C'è da fidarsi, Madron è uno spirito libero e un giornalista non naif.
Di questa avventura faccio parte anche io. Come collaboratore dalla Germania e dall'Europa dell'est. Un appuntamento fisso, quotidiano e mattutino, nella rassegna stampa di prima pagina che viene poi replicata nella sezione Europa: il tema del giorno da Berlino e dintorni, raccontato attraverso uno o più articoli della stampa tedesca. E poi servizi, reportage, curiosità e - perché no? - anche un po' di politica raccontata come si deve, per informare gli italiani su quel che accade in queste contrade d'Europa. Dopo la nuova collaborazione con La Stampa, con i reportage dall'Europa dell'est, un altro passo in avanti sperando di trovare quell'equilibrio giornalistico a lungo cercato negli ultimi anni, dopo l'irripetibile lunga esperienza di Ideazione.
I lettori di Walking Class troveranno come sempre le segnalazioni degli articoli sul blog, con i link giusti per proseguire la lettura. Alla redazione di Lettera43 gli auguri di buon lavoro.
mercoledì, luglio 07, 2010
On the road: Ucraina
È tempo di rimettersi lo zaino sulle spalle e partire. Destinazione Ucraina: Kiev, Odessa, Sebastopoli, Jalta, Simferopoli e tutto il resto che l'avventura ci metterà di fronte. Per le prossime settimane, il blog sarà aggiornato se e quando ce ne sarà l'occasione. Intanto, godetevi l'inedita finale Olanda-Spagna. Chi vincerà sarà per la prima volta campione del mondo.
domenica, maggio 23, 2010
Il piccolo restyling di Walking Class
Le prove sono terminate e quello che avete di fronte è il nuovo modello di Walking Class. Un piccolo restyling, in verità, giacché la struttura in fondo funziona, la grafica mi pare sobria ed elegante e ipotesi di cambi più radicali non mi hanno molto convinto. La novità più evidente è nella testata, non più fissa ma affidata adesso a una grande foto di copertina destinata a cambiare di tanto in tanto. Chi ha uno schermo più piccolo dovrà fare un po' di scrolling prima di arrivare ai post più recenti ma questa soluzione avvicina il blog al modello di una rivista, più in sintonia con il ritmo meno frenetico e con i contenuti più approfonditi degli ultimi due anni. Ed è un'occasione per valorizzare l'archivio fotografico, arricchitosi con i viaggi frequenti nell'Europa centro-orientale. Per questioni grafiche, si ridurranno di conseguenza le immagini nei post, dove invece tornerà a prevalere la scrittura.
Le foto di copertina non saranno sempre strettamente legate agli argomenti trattati nei post, anche se in gran parte seguiranno il filo rosso che ormai guida Walking Class, il racconto dei fatti e delle curiosità che si agitano nella metà d'Europa che si muove "a est di Berlino Est". Più razionale e organica anche la disposizione dei link nella barra destra. Qui il lavoro è ancora in progress e durerà un bel po' di tempo. Ho iniziato dal primo blocco delle notizie: non più le ultim'ora dai grandi giornali internazionali, che avevano ormai poco senso su una piattaforma divenuta a suo modo specializzata, ma i post raccolti da blog (per ora in lingua italiana) che si occupano delle stesse aree geografiche di Walking Class. Seguirà una più chiara suddivisione dei link inseriti nei grandi contenitori geografici di Berlino, Germania, Europa centro-orientale ed Europa sud-orientale, divenuti un po' troppo ampi e quindi di confusa consultazione.
La prima immagine, che domina già da un paio di giorni la nuova apertura, non poteva che essere dedicata a Berlino e a una delle sue piazze più simboliche, l'Alexanderplatz, metafora dell'incontro e del mescolamento fra l'est e l'ovest del nostro continente.
Le foto di copertina non saranno sempre strettamente legate agli argomenti trattati nei post, anche se in gran parte seguiranno il filo rosso che ormai guida Walking Class, il racconto dei fatti e delle curiosità che si agitano nella metà d'Europa che si muove "a est di Berlino Est". Più razionale e organica anche la disposizione dei link nella barra destra. Qui il lavoro è ancora in progress e durerà un bel po' di tempo. Ho iniziato dal primo blocco delle notizie: non più le ultim'ora dai grandi giornali internazionali, che avevano ormai poco senso su una piattaforma divenuta a suo modo specializzata, ma i post raccolti da blog (per ora in lingua italiana) che si occupano delle stesse aree geografiche di Walking Class. Seguirà una più chiara suddivisione dei link inseriti nei grandi contenitori geografici di Berlino, Germania, Europa centro-orientale ed Europa sud-orientale, divenuti un po' troppo ampi e quindi di confusa consultazione.
La prima immagine, che domina già da un paio di giorni la nuova apertura, non poteva che essere dedicata a Berlino e a una delle sue piazze più simboliche, l'Alexanderplatz, metafora dell'incontro e del mescolamento fra l'est e l'ovest del nostro continente.
mercoledì, maggio 19, 2010
Prove tecniche di trasmissione
Walking Class sta cambiando impaginazione (o almeno ci prova). Chiunque capiti in queste ore sul blog, non si spaventi. Presto tutto tornerà (speriamo) alla normalità.
mercoledì, febbraio 10, 2010
Dove eravamo rimasti?
A guardare la foto di questo primo post del 2010 e quella dell'ultimo del 2009, sembrerebbe che siamo rimasti più o meno allo stesso punto. In verità, quella era stata scattata a Berlino, questa a Vienna, appena due giorni fa. Ma il tempo è rimasto pressappoco lo stesso, ricorderemo questo inverno come uno dei più freddi degli ultimi decenni. Il blog riprende dopo oltre un mese di pausa. Con andamento lento, prevedo: siamo ancora in letargo. Nel frattempo abbiamo anche qualcosa da raccontare. Della Grecia, ad esempio, visitata qualche settimana fa nel pieno della sua crisi economica. O dell'Ucraina, alle prese con una transizione politica che si annuncia arroventata dopo le elezioni presidenziali di domenica scorsa. Cominceremo proprio da qui, via East Side Report, il sito in lingua (prevalentemente) italiana dedicato all'Europa centro-orientale e all'Asia centrale che, con grande soddisfazione, sta incontrando un sempre maggiore gradimento da parte dei lettori. A tutti gli appassionati di Walking Class, per il momento, un ben ritrovati.
lunedì, dicembre 21, 2009
Buon Natale/Frohe Weihnachten
sabato, settembre 26, 2009
giovedì, luglio 16, 2009
Si riparte
Anticipato dal video ripreso da YouTube che ripercorre la sera del 9 novembre 1989 attraverso le edizioni dei telegiornali italiani, riparte Walking Class dopo oltre un mese di pausa. Il ventennale della caduta del Muro di Berlino sarà uno dei temi ricorrenti nei prossimi mesi. Per questo blog non è una novità, giacché si occupa principalmente di Europa centro-orientale. Già da qualche tempo ho avviato sul tema una rubrica fissa sulla rivista online Ff Web Magazine e quegli articoli, assieme a foto e altri articoli e spunti, sono raccolti qui tutti insieme in un dossier "1989-2009, vent'anni dopo il Muro". Il link fisso lo trovate anche in cima al blogroll. E' come fosse un libro in working progress, uno zibaldone necessariamente arruffato, non ordinato in capitoli, attraverso il quale è però possibile farsi un'idea meno approssimativa di quello che è cambiato e di quel che sta ancora cambiando nei paesi usciti vent'anni fa dall'esperienza del socialismo reale.
Torneremo anche ad occuparci di altri argomenti, vi racconterò della Berlino estiva, così ricca di iniziative culturali e di attrazioni, ed entreremo lentamente nel clima elettorale che condurrà la Germania al voto per il rinnovo di Bundestag, governo e Cancelleria il 29 settembre prossimo. Passando attraverso altri appuntamenti elettorali regionali di grande importanza. Poi, come sempre, spunti di cultura e società di tutta l'area mittel ed est-europea. Qualche volta potrà ancora scapparci qualcosa d'Italia. Ma proprio qualche volta. Perché se avete astinenza, di questi tempi mi pare più opportuno collegarsi al sito di Dagospia.
Intanto, non è stato un mese e mezzo di riposo per la penna (oggi si dovrebbe dire per la tastiera). Qualcosa delle settimane precedenti la riproporrò da subito. In alcuni casi si tratta di argomenti la cui stretta attualità è già passata. Ma un po' perché questo blog funge anche da raccolta dei miei articoli, e un po' perché passata la notizia il fatto (o il racconto) comunque resta, partiremo immediatamente con alcuni post-articoli in differita. Buona estate e buona lettura.
martedì, aprile 28, 2009
Varsavia, Lodz, Danzica: WalkingClass on the road
domenica, dicembre 07, 2008
In giro per l'Europa
sabato, settembre 06, 2008
Message in a bottle (per Paolo Emilio Petrillo)
Non conosco personalmente il collega Paolo Emilio Petrillo, che lavora anche lui da Berlino. Ma avevo avuto occasione di incrociare quasi un anno fa un suo articolo e di prenderlo ad esempio di una imprecisione professionale. La mia critica era al fatto, non alla persona: non sono così presuntuoso da fare il professorino e perderei giornate intere a raccontare i miei errori. Nulla di personale, ci mancherebbe, solo un caso da raccontare e lui ci era capitato in mezzo. Ora però un amico comune ha avuto occasione di incontrarlo e Petrillo gli ha raccontato come andarono le cose in quell'occasione. Per farla breve, la fonte lui l'aveva citata e il taglio avvenne in redazione. Ora si aprirebbe il vasto capitolo del rapporto fra i corrispondenti (e gli inviati) e le proprie redazioni, gli articoli letti velocemente e mal titolati, le richieste balzane dei direttori mentre si cerca di spiegare che la notizia è altrove, i tagli arbitrari di chi deve chiudere pagine e giornale in tempi brevissimi. Solo chi vive la vita interna dei giornali può comprendere come, ingranaggi che si ritengono oliati, siano invece continuamente inceppati da quella splendida intrusione nel meccanismo che è l'uomo. Vaste programme. Il mio è invece solo il doveroso obbligo di dare a Petrillo quel che è di Petrillo, chiudere un malinteso nel modo che spero più corretto, augurandomi che legga questo post come aveva letto l'altro.
martedì, giugno 10, 2008
Pausa di riflessione (si fa per dire)
Allora il vero Toni non è arrivato. Al contrario sono arrivati gli olandesi che ce le hanno suonate di santa ragione. La Prefabbricati basket Brindisi ha perduto con il Venezia (troppo forti) ma è tornata in serie A battendo nell'ultima finale un bel Trapani. La città è in festa, il basket è ragione di vita, si torna in serie A dopo 23 anni. Ora Brindisi aspetta il Papa per sabato e domenica. La città è molto bella. Qui la pausa continua ancora un po'. Poi si vedrà.
domenica, febbraio 10, 2008
Wie lange ist ein langweiliger Tag?
Lang. Sehr lang.
venerdì, febbraio 01, 2008
Nuovi ingressi nel blogroll
Ecco alcune novità di Walking Class nella colonnina a destra.
Ecogermania. Il blog di Alessandro Alviani, giornalista freelance da Berlino e compagno di collaborazione all'Indipendente nel breve periodo in cui vi ho collaborato anch'io. E' tanto giovane quanto bravo. Il suo blog punta su due argomenti chiave per i prossimi anni: energia ed ecologia. Il tutto in chiave Made in Germany. Come dire, dal cuore dell'innovazione su questi temi. Nella sezione Germania.
Giornalismo militante. Conflitto d'interessi. E' un nuovo blog di Ideazione e con Stefano siamo qualcosa di più che buoni amici. Lui è un cronista di razza, uno di quelli che aborre il giornalismo militante. Sarà curioso seguirlo nella nuova impresa sottosopra. Nella sezione Heimat.
Europa occidentale. Qui, come sapete, ci si muove al ritmo del "Go East". Ma si parte dall'Ovest. Mancava, e adesso c'è, una breve selezione dei più importanti giornali della Vecchia Europa.
Unione Europea. Gliene diciamo di cotte e di crude. Io perché la vorrei migliore. Vorrei più Europa, non meno Europa. Però sono uno di quelli che si sa accontentare di quella che c'è. Avete letto della seconda guerra mondiale? Poi ricordate la cortina di ferro e il muro di Berlino? Le dogane alle frontiere? Gli uffici di cambiavalute? In fondo ne ha fatta di strada l'Europa, vero? Link a news, istituzioni e blog per seguire gli sviluppi futuri.
L'ora esatta. C'è da qualche giorno la Uhrzeit di Berlino (che è poi quella dell'Europa centrale, dunque anche quella di Roma). L'ho messa perché mi piacciono gli orologi.
Berlinerluft. L'aria di Berlino, ovvero che tempo fa. Così, se mai finalmente si dovesse decidere a nevicare, lo saprete in tempo reale.
Il cielo sopra Berlino. La webcam sul grigio invernale della capitale tedesca. Di notte si vedono solo le luci. Io sono liggiù, da qualche parte. Nella sezione Berliner Ring.
Walking Photo. Sono mie. Non c'è copyright. I luoghi del mondo (ma soprattutto d'Europa) che ho visitato. E, ovviamente, fotografato.
Walking Tv. I filmati sono di You Tube, dunque il titolare del blog declina ogni responsabilità. La ricerca è automatica. La chiave è Berlino ed Europa dell'Est. Cosa possa uscirne, non lo voglio neanche immaginare.
Ecogermania. Il blog di Alessandro Alviani, giornalista freelance da Berlino e compagno di collaborazione all'Indipendente nel breve periodo in cui vi ho collaborato anch'io. E' tanto giovane quanto bravo. Il suo blog punta su due argomenti chiave per i prossimi anni: energia ed ecologia. Il tutto in chiave Made in Germany. Come dire, dal cuore dell'innovazione su questi temi. Nella sezione Germania.
Giornalismo militante. Conflitto d'interessi. E' un nuovo blog di Ideazione e con Stefano siamo qualcosa di più che buoni amici. Lui è un cronista di razza, uno di quelli che aborre il giornalismo militante. Sarà curioso seguirlo nella nuova impresa sottosopra. Nella sezione Heimat.
Europa occidentale. Qui, come sapete, ci si muove al ritmo del "Go East". Ma si parte dall'Ovest. Mancava, e adesso c'è, una breve selezione dei più importanti giornali della Vecchia Europa.
Unione Europea. Gliene diciamo di cotte e di crude. Io perché la vorrei migliore. Vorrei più Europa, non meno Europa. Però sono uno di quelli che si sa accontentare di quella che c'è. Avete letto della seconda guerra mondiale? Poi ricordate la cortina di ferro e il muro di Berlino? Le dogane alle frontiere? Gli uffici di cambiavalute? In fondo ne ha fatta di strada l'Europa, vero? Link a news, istituzioni e blog per seguire gli sviluppi futuri.
L'ora esatta. C'è da qualche giorno la Uhrzeit di Berlino (che è poi quella dell'Europa centrale, dunque anche quella di Roma). L'ho messa perché mi piacciono gli orologi.
Berlinerluft. L'aria di Berlino, ovvero che tempo fa. Così, se mai finalmente si dovesse decidere a nevicare, lo saprete in tempo reale.
Il cielo sopra Berlino. La webcam sul grigio invernale della capitale tedesca. Di notte si vedono solo le luci. Io sono liggiù, da qualche parte. Nella sezione Berliner Ring.
Walking Photo. Sono mie. Non c'è copyright. I luoghi del mondo (ma soprattutto d'Europa) che ho visitato. E, ovviamente, fotografato.
Walking Tv. I filmati sono di You Tube, dunque il titolare del blog declina ogni responsabilità. La ricerca è automatica. La chiave è Berlino ed Europa dell'Est. Cosa possa uscirne, non lo voglio neanche immaginare.
venerdì, gennaio 11, 2008
Walking Class, territorio comanche
Metamorfosi di un blog. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Al quarto anno di vita, Walking Class cambia nuovamente pelle. Libero da appartenenze, slegato dai legami del passato, questo blog si incammina per le strade d'oriente, alla ricerca dei territori comanche dell'Europa. Meno notizie e più racconti, più storie, più narrazione. Per l'informazione bastano i giornali cui collaboro (e i cui articoli proporrò comunque su questo brogliaccio digitale), ma il blog si ritaglierà uno spazio diverso. Di frontiera. E tempi diversi. Più lenti e dilatati. I sottotitoli di Walking Class hanno raccontato i momenti di questo blog: curiosità del mondo, passioni e delusioni politico-culturali, poi l'impatto con la vita quotidiana di una capitale al centro dell'Europa. Da oggi si riprende il viaggio, un cammino che spesso ci porterà al termine della notte, dove i confini si confondono, le certezze sfumano, le verità si moltiplicano. Walking Class è un territorio comanche, nel senso che gli ha dato Arturo Pérez-Reverte, che prima d'essere uno scrittore di best seller è stato un grande inviato di guerra. Nel libro in cui tracciava il bilancio della sua vita da cronista fra i dolori del mondo, Perz-Reverte scriveva: "Per un reporter in guerra territorio comanche è il posto dove l'istinto ti dice di fermare l'auto e fare marcia indietro. Il posto dove le strade sono deserte e le case sono rovine bruciate, dove sembra sempre l'imbrunire e cammini stretto ai muri verso gli spari che risuonano in lontananza, ascoltando il rumore dei tuoi passi sui vetri rotti. In guerra, il suolo è sempre coperto di vetri rotti. Territorio comanche è là dove li senti scricchiolare sotto i tuoi scarponi e anche se non vedi nessuno, sai che ti stanno guardando. Là dove non vedi i fucili ma i fucili vedono te". I territori comanche sono ovunque, in ogni angolo del mondo, vicino e lontano, in guerra e in pace. Il punto di partenza è Berlino, città comanche per definizione, e seguendo la tradizione di Walking Class, geograficamente ci muoveremo spesso verso Est, lungo il bordo orientale di quella che fu la cortina di ferro, dal Baltico all'Adriatico, il limes che racchiude studi e passioni di chi scrive. Proverò a raccontarli, i territori comanche, descrivendoli senza giudicarli.
giovedì, dicembre 27, 2007
Finalmente Brindisi. Arrivederci al 2008
Si torna in Italia, dopo cinque mesi. Si torna a casa, a Brindisi, porta d'Oriente e terra di confine, appollaiata sul mare con i Balcani di fronte e la Grecia nell'aria. Aria di casa. Aria di frontiera. Aria meticcia. Come sempre, i miei posti preferiti. Buon anno a tutti. Le "trasmissioni" riprenderanno fra qualche settimana.
mercoledì, dicembre 26, 2007
Leaving Berlin, never easy
Tre settimane di pausa, un po' di tepore mediterraneo. Non farà male. Ma lasciare questa città diventa ogni volta più difficile.
martedì, dicembre 25, 2007
Oh Tannenbaum
Buon Natale a tutti i lettori.
sabato, dicembre 15, 2007
Dragostea din tei
Finalmente sembra essersi placata la stupida ondata anti-rumena che ha invaso l'Italia per due settimane. D'altronde liggiù va così: si tira fuori un caso, si gonfia per quanto regge l'audience, poi velocemente si sgonfia e se ne inventa un altro. Va così un po' dappertutto, bisogna dirlo, anche qui in Germania tirano fuori delle stronzate che manco Calderoli. Però, nella mia difesa dei rumeni devo essermi guadagnato qualche punto. Un paio di amici mi hanno inviato dalla ormai vicina Bucarest un bellissimo video natalizio. Lo hanno girato tutto per me e devo dire che la cosa mi ha commosso. Chiusi nel loro piccolo studio hanno cantato una nota canzone natalizia delle loro terra, con qualche evidente ma comprensibile difficoltà canora. Provo a raccontarvi un po' la scena. Lui (che si chiama Dome Niconasescu) è il meno dotato dal punto di vista dell'intonazione ma è anche quello che ci dà dentro di più (senza doppisensi) cioè si tira appresso tutta la canzone dall'inizio alla fine, azzardando anche un paio di passaggi degni delle voci bianche dei cori bulgari. Lei (all'anagrafe Barba Rescu) potrebbe accompagnare meglio il suo compagno di canto, addolcendo alcuni acuti, ammorbidendo alcuni ottusi. Ma ride tutto il tempo a testimonianza del fatto che anche a Bucarest la vita è bella. Il video è proprio divertente e peccato che non possa farvelo vedere, primo perché non saprei come fare date le mie limitate conoscenze informatiche e secondo perché è un regalo per Walking Class ed è in qualche modo una cosa privata. Comunque regalo migliore non mi avrebbero potuto fare. E tutta la scena, per come è girata e per l'atmosfera da scantinato rock albanese (sembra un po' tipo striscia la berisha, ricordate?) mi conferma del fatto che aver accettato la Romania nell'Unione Europea sia stata cosa buona e giusta.
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