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venerdì, ottobre 27, 2006

Qui si parla di Giappone

Da quando in Asia è scoppiata la crisi nucleare in seguito agli esperimenti atomici realizzati dalla Corea del Nord, Tokio è tornata al centro delle relazioni internazionali. Il Giappone è preoccupato e non fa nulla per dissimulare irritazione e rabbia. Anzi, è ben deciso a non delegare ad altri la gestione della crisi. Il suo ministro degli Esteri è volato prima in Cina, per avviare una nuova stagione di collaborazione con il vecchio nemico ora in fase di grande crescita; poi ha ricevuto la visita del segretario di Stato americano con il quale ha saldato un asse di fermezza – per il momento sul versante della pressione diplomatica – nei confronti delle passioni nucleari di Kim Jong Il. Sulla stampa, inoltre, è stato avviato un dibattito pubblico sull’opportunità [... continua su Emporion].

mercoledì, ottobre 25, 2006

Emporion, on line numero sul Giappone

Negli ultimi anni gli osservatori si erano affrettati ad intonare il de profundis per l’economia nipponica, schiacciata fra i colossi emergenti dell’area asiatica, Cina e India. Ma il paese del Sol Levante è riuscito a raccogliere la sfida e a sfruttare a suo favore il trend positivo della regione, proponendosi come guida e modello tanto in campo economico che in quello politico. Ora che gli occhi e le preoccupazioni di tutto il mondo sono rivolte a questo angolo di Asia, il Giappone è tornato ad essere il punto di riferimento per i paesi occidentali. Tutti gli articoli online cliccando qui.

lunedì, settembre 04, 2006

Quei suoni gitani che uniscono l'Adriatico

"Vedendoli scorazzare su e giù per la Puglia nelle rassegne estive di quest’anno si ha la certezza di quanto il legame culturale tra le due sponde dell’Adriatico non possa prescindere dall’arte della musica. Sono i gruppi musicali balcanici che, da qualche anno, spopolano nelle piazze e nei teatri di tutta Italia ma che proprio lungo le città costiere del “mare veneziano” sembrano ritrovare il loro habitat naturale. Fanfare, ottoni e tamburi accompagnano la delicatezza delle voci bianche bulgare e inondano di suoni gitani le notti estive salentine" [... continua su Emporion].

Emporion. L'Europa verso la frontiera balcanica

Al di là dei governi che cambiano, l’interesse italiano per l’area balcanica resta prioritario. Nella nuova stagione europea che si apre, il nostro paese deve assumere il ruolo di guida per l’ingresso nell’Unione di quelli che vengono ormai definiti i paesi dei Balcani occidentali: quell’area dell’ex Jugoslavia, uscita da una spaventosa guerra civile, alla quale dobbiamo dare prospettive d’integrazione politica ed economica. Il percorso, che si prospetta lungo, è già cominciato. Ma anche dall’altra sponda dell’Adriatico guardano a noi con speranza e fiducia.

giovedì, luglio 20, 2006

Emporion. Consigli per i viaggi

E' proprio un numero da Walking Class quello che segna la stagione estiva di Emporion. Fuori dai circuiti consolidati delle grandi capitali, vive l’altra Europa dei piccoli centri. Un continente di provincia che tuttavia ne custodisce la vera anima e ne conserva gelosamente la vera ricchezza, che è quella delle tradizioni e delle differenze. Dal Nord scandinavo al Sud mediterraneo, dall’Ovest iberico fino alla Russia del profondo Est, Emporion vi trasporta nel cuore della Vecchia e della Nuova Europa, fra borghi medievali e città proiettate nella sfida della modernità. Disegnando un’agenda di viaggio per un’estate diversa. E, come si diveva una volta, intelligente. Buona lettura.

mercoledì, marzo 23, 2005

Emporion - L'Oceano fuorilegge

Come al solito, segnalo il mio articolo nel nuovo numero di Emporion, legato alla nuova pirateria che infesta l'Oceano Indiano. Molte informazioni le devo al bel libro del giornalista americano William Langewiesche, dell'Atlantic Monthly, che voglio consigliarvi nella sua traduzione italiana di Adelphi. Un lavoro straordinario che recensirò nei prossimi giorni.

Ecco l'inizio dell'articolo:
Per chi vive tutti i giorni sulla terraferma, è difficile pensare al mare come un’enorme distesa di spazio fuorilegge. Eppure, a guardare statistiche, leggi e abitudini, non esiste un’area della terra che possa vantare un analogo tasso di anarchia. Se poi il mare è costituito dagli orizzonti infiniti degli oceani, allora il discorso si fa ancora più complesso. E pericoloso. E’ noto, anche, che non tutti gli oceani siano uguali. E se il Pacifico ormai lega la sua fama alla trionfale ascesa delle nuove economie dell’Asia e dunque le sue acque sanno di modernità e sviluppo, l’Oceano Indiano rimanda ancora al fascino perverso di pirati e abbordaggi: è il mare infestato, limaccioso, rischioso... [continua].