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venerdì, aprile 06, 2012
MURO DI BERLINO, LA MEMORIA BANALIZZATA
Da un lato uno storico museo sul comunismo, messo su quando ancora c'era il Muro da un bizzarro collezionista, poi allargatosi caoticamente negli ultimi anni con i cimeli raccolti dopo la caduta della Ddr. Dall'altro, una fila interminabile di fast food che emanano odori forti: kebab, currywurst, spaghetti cinesi e hamburger di Mc Donald's. In mezzo, tra le auto che faticano a farsi strada, una moltitudine di turisti, aggrappata agli immancabili falsi soldati americani e sovietici per una foto ricordo o assiepata attorno al falso gabbiotto dove erano asserragliati i soldati dell'Us Army [... continua su Lettera 43].
mercoledì, marzo 23, 2011
La stilografica di Genscher
Un furto d’appartamento ha assunto una sorta di sfregio alla memoria storica della Germania. È quello di cui è stato vittima l’ex ministro degli Esteri tedesco Hans-Dietrich Genscher, 84 anni, la cui casa, come ha rivelato la Bild, è stata visitata dai ladri qualche sera fa. Bottino: la penna stilografica con cui l’ex ministro firmò nel 1990 l’accordo passato alla storia come Trattato 2 più 4, quello che aprì le porte alla riunificazione della Germania. Articolo su Lettera 43.
mercoledì, dicembre 29, 2010
Reportage. Il ponte delle spie, tra Berlino e Potsdam
Quando non c’era Wikileaks, internet era ancora un vago progetto nella mente dei militari americani e, soprattutto, lo spionaggio era un’arte avventurosa e pericolosissima, il grande gioco dei servizi tedeschi si svolgeva all’ombra degli archi di ferro verdi del Glienicker Brücke, il ponte sul fiume Havel che collega Potsdam a Berlino. Erano i tempi della Guerra Fredda e delle due superpotenze, delle divisioni ideologiche e della competizione fra due mondi, due sistemi politici, due economie. Era necessario spiarsi, carpirsi i segreti, anticipare le mosse. E non c’era posto migliore di Berlino, sdoppiata in due avamposti militari, est contro ovest, divisa da un Muro invalicabile per tutti ma non per uomini scaltri, titolari di cammuffati salvacondotti diplomatici [... continua su Lettera 43]
venerdì, novembre 05, 2010
La sfida baltica di Stralsund
Restiamo al Nord, per la quinta puntata del fotoreportage sull’ex Germania Est, venti anni dopo la riunificazione tedesca. E proseguiamo verso oriente, lungo la costa del Mar Baltico. Si arriva a Stralsund, altra tappa anseatica del filo rosso che ricollega questa striscia di sabbia del Meclemburgo alle tradizioni commerciali del tardo Medioevo. Si arriva di sera, sferzati dal vento gelido che giunge dalla Scandinavia, con le luci dei lampioni che costruiscono un’atmosfera fascinosa e spettrale. Una città alla ricerca della sua identità. Il simbolo è l’Ozeaneum, il museo-acquario che al momento del reportage (febbraio 2008) era ancora in costruzione e che dal luglio di quello stesso anno rappresenta la scommessa di Stralsund con la propria eterna risorsa: il mare. Foto e testi su East Side Report.
domenica, ottobre 10, 2010
I mattoni rossi di Wismar
Prosegue con le immagini da Wismar, il fotoreportage di East Side Report sulla Germania riunificata. Antica città anseatica, forgiata dagli svedesi che la conquistarono per un po', prova a ritrovare un suo ruolo dopo anni di marginalizzazione ai tempi della Ddr. L'ampia piazza centrale dai tratti architettonici tipicamente nordici, i vecchi magazzini, le case e le mastodontiche chiese in mattoni rossi (non tutte sopravvissute ai bombardamenti della seconda guerra mondiale), le atmosfere del porto. Su East Side Report.
venerdì, ottobre 08, 2010
Per Helmut Kohl ci vorrebbe un Nobel alla carriera
Alla fine non ce l’ha fatta. Neppure questa volta. Helmut Kohl ha fallito ancora il traguardo del premio Nobel per la pace dal comitato norvegese. Pazienza. Il riconoscimento è andato a un dissidente proprio di quel mondo comunista che venti anni fa ha contribuito ad abbattere, Liu Xiaobo, 54 anni, scrittore e letterato, sbattuto – con una pena di 11 anni – in galera per le proprie idee, osteggiato fino all’ultimo dalle pressioni del governo cinese cui gli asettici giurati di Oslo hanno saputo contrapporsi, come ha fatto Xiaobo. Segno che non tutte le speranze che il crollo del Muro di Berlino aveva suscitato si sono poi avverate. Ma per l’anziano cancelliere servirebbe istituire un premio alla carriera [... continua su East Side Report].
giovedì, ottobre 07, 2010
Kohl, vent'anni per un Nobel. Sarà la volta buona?
Sarà Helmut Kohl, il cancelliere dell'unità, l'uomo che sfruttò il momento favorevole per riunificare il paese, a ricevere il nobel per la pace, vent'anni dopo? In Germania ci sperano. L'ultima volta di un tedesco fu quella di Willy Brandt. Era il 1971.
domenica, ottobre 03, 2010
Quattro passi nella Germania riunificata
La riunificazione tedesca compie vent’anni. Dopo i festeggiamenti dello scorso novembre per il ventennale della caduta del Muro di Berlino, oggi è il tempo del bilancio per un processo politico, economico e sociale che ha coinvolto – e coinvolge ancora – il paese che nel frattempo è divenuto il pilastro della nuova Europa allargata, se non dall’Atlantico agli Urali almeno alla Voltava e al Mar Nero [... continua su East Side Report].
sabato, ottobre 02, 2010
A Weimar, a Weimar!
La serie di reportage fotografici di East Side Report sull'ex Germania Est prosegue con Weimar.
martedì, settembre 28, 2010
Resta in vigore la sovrattassa per la riunificazione
I tedeschi dovranno rassegnarsi a pagare l’odiata sovrattassa per la solidarietà, chiamata popolarmente “Soli”, un’imposta aggiuntiva su imposte sul reddito, redditi da capitale e redditi delle società. Lo ha stabilito qualche giorno fa la Corte costituzionale federale, che a sede a Karlsruhe, respingendo un’istanza di controllo di costituzionalità avanzata dall’ufficio giudiziario tributario della regione della Bassa Sassonia. La sovrattassa venne introdotta nel 1991 dall’allora governo di Helmut Kohl con l’obiettivo prevalente di far fronte ai costi dell’unità tedesca. Abolita un anno dopo, venne reintrodotta nel 1995 ed estesa anche ai Länder orientali [... continua su East Side Report].
venerdì, settembre 24, 2010
ESR, il secondo fotoreportage sull'isola di Rügen
È chiamata, con qualche esagerazione, la Capri del Nord. Ma chi ha memoria degli straordinari paesaggi fissati su tela dal pittore romantico Caspar David Friedrich (Greifswald, 5 settembre 1774 – Dresda, 7 maggio 1840) non faticherà a capire dove sia il segreto della sua bellezza. Il secondo reportage fotografico sull’ex Germania Est lascia le città per tuffarsi nei paesaggi naturali. Parliamo dell’isola di Rügen, appollaiata sul Baltico che i tedeschi chiamano Ostsee a una manciata di chilometri dalla Polonia [... continua su East Side Report].
mercoledì, settembre 15, 2010
ESReport, fotoreportage su come è cambiata la Ddr
Si parte da Lipsia, la città degli eroi dell'89, per raccontare attraverso le immagini le trasformazioni avvenute negli ultimi vent'anni nelle regioni che prima componevano la Ddr. Una serie di reportage fotografici da città, paesi, villaggi che hanno subito trasformazioni profonde. Un lungo viaggio visivo che inizia a Lipsia e che contribuisce al dibattito sul bilancio della riunificazione tedesca, vent'anni dopo. Ovviamente su East Side Report.
giovedì, luglio 29, 2010
L'ultimo mistero di Nicolae Ceausescu
È di qualche giorno fa la notizia che in Romania sono stati esumati i corpi del dittatore Nicolae Ceausescu e di sua moglie Elena. Su richiesta dei parenti, il figlio Valentin (unico rimasto in vita) e il genero Mircea Oprean (marito della defunta Zoe, morta di tumore quattro anni fa), gli esperti dell’istituto di medicina legale di Bucarest dovranno accertare, attraverso la prova del Dna, se i corpi contenuti nelle bare siano davvero quelli dei coniugi Ceausescu. A lungo i figli del dittatore avevano avanzato questa richiesta ma solo nel giugno di due anni fa la corte d’appello di Bucarest ha ordinato al ministero della Difesa di «presentare ai parenti prove inconfutabili sulla sepoltura della coppia». Tempo sei mesi e i medici scriveranno la sentenza definitiva su uno dei tanti misteri che ancora aleggiano su una delle vicende più oscure della stagione rivoluzionaria che nel 1989 portò al crollo dei regimi comunisti nell’Europa orientale. Altri misteri, tutti politici, restano a vent’anni di distanza ancora aperti e proiettano le loro ombre sulla Romania di oggi [... continua su East Side Report].
sabato, giugno 12, 2010
L'irriducibile della Ddr
Basterebbero tre sillabe per chiudere una pagina e aprirne un’altra, per avere il coraggio di leggere il passato e aprire un dialogo sincero con il prossimo e con se stesso. Ma quelle tre sillabe non arrivano, neppure oggi, che sono passati vent’anni ed è tempo di bilanci che si possono tracciare senza la paura di essere inseguiti dai tribunali o dalle folle inferocite, anche perché di feroce qui a Berlino non c’è più nessuno. Egon Krenz, l’uomo del politburo che fece le scarpe a Honecker ma poi affondò insieme al suo regime, si agita sulla sedia durante la conferenza organizzata dall’associazione della stampa estera, si difende, attacca, ricostruisce gli eventi a modo suo. Tiene il punto, anche quando ti aspetteresti un’ammissione, una comprensione. Eppure sarebbe così facile, tre sillbe semplici semplici: «Scu-sa-te» [... continua su East Side Report].
sabato, aprile 03, 2010
Gli 80 anni di Kohl, il cancelliere dell'unità
Un cerchio magico circonda spesso gli anniversari tedeschi, un cerchio che racchiude storia e politica in un paese che negli ultimi due secoli ha incrociato tutte le tempeste e le avventure della storia. Accade di nuovo in questo aprile, quando gli ottanta anni di Helmut Kohl incrociano il ventennale della riunificazione tedesca. Fu il suo capolavoro politico e oggi l’anziano cancelliere si gode la dovuta riabilitazione dopo quasi tre lustri di forzato oblio. L’uomo uscito di scena a cavallo dei due secoli, prima perché come tutti i leader forti non aveva capito quando era arrivato il momento di lasciare il campo, poi perché coinvolto nello scandalo dei fondi neri al suo partito, riappare ora che i sentimenti si sono sedimentati e l’analisi storica rimette in fila i comportamenti e le scelte compiute. E riappare per quello che fu: il grande artefice di una svolta epocale per il suo paese e per l’Europa [... continua su East Side Report].
lunedì, dicembre 21, 2009
Ceausescu, l'ultimo atto
Lo sguardo acquoso è perso sulle centomila teste che affollano la piazza. Il cappello di lana nero che gli scivola fin quasi sugli occhi ne accentua la vecchiezza che, d’improvviso, appare evidente a tutti. La voce è roca, incerta, impaurita. Non è più lui, il Conducator, quando a mezzogiorno e mezza prende la parola sulla balconata del palazzo del comitato centrale con l’immancabile moglie Elena al fianco, di colpo invecchiata pure lei. Sotto, nelle prime file, ci sono i figuranti di sempre, le truppe cammellate armate di striscioni, ritratti, slogan sempre uguali inneggianti al Genio dei Carpazi e al socialismo. Ma niente è più come prima. Ceausescu inizia a parlare, e già non sembra più lui [pubblicato su Il Riformista, in lettura su East Side Report]
L'epopea editoriale di Christoph Links
Nel clima rivoluzionario e anarchico delle settimane successive alla caduta del muro, una data importante è quella del primo dicembre, giorno in cui cade anche il muro della censura. La libertà di espressione apre gli orizzonti a nuove iniziative. Nel suo appartamento di Prenzlauer Berg, sulla Gethsemanestrasse, Christoph Links, allora trentacinquenne redattore culturale della rivista Sonntag, fonda la prima casa editrice privata della Ddr. Porterà il suo nome, Ch Links Verlag, e sarà un successo [pubblicato su Il Riformista, in lettura su East Side Report]
venerdì, dicembre 18, 2009
Il nuovo est, dalle miniere al turismo: il Lausitz
Cottbus. Nel puzzle delle rivoluzioni dell’autunno 1989 trovano spazio milioni di donne e uomini. La catena umana nei paesi baltici, le manifestazioni operaie di Danzica e Varsavia, le fughe a ovest dei tedeschi orientali e le Montagsdemonstrationen di Lipsia e Dresda, Magdeburgo e Berlino Est, gli studenti nella piazza San Venceslao di Praga, i lavoratori nelle strade di Timisoara e Bucarest, la folla di ungheresi ai funerali postumi di Imre Nagi, gli studenti dell’università di Tirana, la silenziosa marea nelle piazze di Sofia. Vent’anni dopo le loro storie si intrecciano in una gioiosa e confusa sinfonia della memoria. Le speranze di allora, realizzate o deluse, la vita di oggi divisa fra la fatica quotidiana di adattarsi a un mondo nuovo e i progetti futuri. A scovarle e raccontarle c’è solo l’imbarazzo della scelta [... pubblicato sul Secolo d'Italia, in lettura su East Side Report]
giovedì, dicembre 17, 2009
1989, le notti torbide di Timisoara
Quando entra in scena l’ultimo bastione del comunismo, quel che esce dal vaso di Pandora rumeno sembra un mondo d’altri tempi. Di Bucarest s’erano perse le tracce, da quando negli anni Sessanta e Settanta Ceausescu veniva lodato e riempito di crediti da tutti i solerti leader occidentali, Nixon in testa, che scambiavano la sua politica opportunistica per un coraggioso percorso autonomo da Mosca. Sotto gli interessi e i miraggi, il comunismo rumeno era degenerato in un sultanato. Tutto dipendeva dalle bizze della coppia presidenziale, Nicolae ed Elena, lui «il Genio dei Carpazi» e «il Danubio del pensiero», lei «la fiaccola del partito» e «la saggia di grande nomea», per usare appellativi, fra i più sobri, con cui venivano celebrati dai poeti di corte [continua su East Side Report e su Il Riformista]
lunedì, novembre 30, 2009
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