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lunedì, aprile 09, 2012

TRENO E MASHRUTKA, VIAGGIO IN CRIMEA


Tutte le strade portano a Simferopoli. Almeno quelle ferrate. Il centro amministrativo della Crimea è il punto di ricongiungimento di tutti i binari che da nord a sud percorrono le piatte steppe di almeno cinque paesi: Ucraina, Russia, Lettonia, Estonia e Bielorussia. Fino a due decenni fa era un’unica terra, l’Unione Sovietica. Ma oggi, da queste parti, tranne i nomi, non sembra cambiato nulla. D’estate i lunghi convogli di venti e più vagoni, lenti ma affidabili, percorrono centinaia di chilometri dalle afose capitali del nord, viaggiano giorno e notte trasportando respiri, bagagli e gioie vacanziere di milioni di ex sovietici alla ricerca di un posto al sole sul Mar Nero. Arrivano da Kiev, Kharkiv, Minsk, Riga, Tallin, San Pietroburgo, Mosca, Ekatrinenburg [... reportage dalla Crimea pubblicato su Vita. Nella versione integrale originale, in lettura su East Side Report].

mercoledì, aprile 04, 2012

IL SENSO DEI PRAGHESI PER LE UOVA

La signora Marie è arrivata direttamente da Cheb, piccola cittadina ceca al confine con la Germania, con una missione ben precisa: conquistare nel supermercato di Marktredwitz, un piccolo borgo di neppure 20 mila abitanti della Baviera, il maggior numero possibile di confezioni di uova [... continua su Lettera 43].

martedì, aprile 03, 2012

EUROPEI 2012. POLONIA, UN CALCIO ALL'URSS


Cantieri, gru, scavatrici. In questi mesi il panorama della Polonia è dominato dagli attrezzi meccanici. Una corsa per completare in tempo le opere del primo campionato europeo di calcio a Est, ospitati con l'Ucraina. Data d'inizio, l'8 giugno. Gli stadi sono ormai pronti. Alcuni, come quello di Varsavia, si sono conquistati di prepotenza lo skyline cittadino. Adagiato sulla sponda destra della Vistola, illumina di notte sogni di gloria e prestigio. Molto invece resta da fare nel campo delle infrastrutture, il vero tallone d'Achille di un Paese cresciuto in fretta [... il reportage dalla Polonia continua su Lettera 43].

Foto: lo Stadion Narodowy di Varsavia, © plm

mercoledì, marzo 28, 2012

GAUCK GOES TO EAST

Per la sua prima visita ufficiale all'estero, il nuovo presidente della Repubblica tedesca, Joachim Gauck, ha scelto Varsavia. Finora, la consuetudine aveva spinto gli uomini delle istituzioni tedesche a dirigersi prima di tutto verso Ovest, a Parigi, nel nome di una consolidata politica di alleanza dopo le riconciliazioni della Seconda Guerra mondiale [... continua su Lettera 43].

giovedì, febbraio 16, 2012

GEERT E GLI STEREOTIPI DELL'EST EUROPA

Geert Wilders, il leader populista olandese del Partito per la libertà (Pvv), è tornato a far parlare di sé. Ovviamente per una nuova provocazione. Questa volta, nel mirino del controverso politico non sono finiti come di consuetudine gli islamici, ma gli europei dell'Est [... continua su Lettera 43].

mercoledì, febbraio 08, 2012

C'ERA UNA VOLTA L'AUSTRIA FELIX

La rinascita era arrivata da Est, da quella Cortina di ferro caduta per prima proprio al confine di casa, tra Austria e Ungheria. Un taglio netto di cesoia, nel maggio infuocato del 1989, quando il muro di Berlino era ancora in piedi e il passaggio a sud-ovest aperto nel cuore dell'Europa rese chiaro a tutti che un'epoca stava finendo e una nuova era destinata ad aprirsi [... continua su Lettera 43].

sabato, febbraio 04, 2012

LA DOPPIA CRISI DI BUDAPEST

L'ultima tegola caduta sulla testa di un politico ungherese ha coinvolto il capo dello Stato Pal Schmitt. L’ex campione olimpico di scherma è accusato di aver plagiato la propria tesi di dottorato, una dotta dissertazione sui programmi dei giochi olimpici nei tempi moderni, presentata 20 anni fa ottenendo il massimo dei voti e la lode [... continua su Lettera 43]

giovedì, gennaio 26, 2012

L'EUROPA FANNULLONA

L'Europa resta il luogo migliore al mondo nel quale vivere. Ma questo primato è stato raggiunto con spese che molti dei suoi Stati non sono più in grado di permettersi. È la conclusione a cui sono giunti gli esperti della Banca mondiale, che hanno dato alle stampe un rapporto dal titolo chiaro: «Crescita dorata: come ripristinare lo splendore del modello economico europeo». Il problema è che gli europei lavorano poco, non solo rispetto ai cittadini delle economie emergenti, che corroborano la loro crescita tumultuosa grazie - tra le altre cose - a un'attività che non conosce limiti d'orario, ma anche a quelli di economie mature come gli Stati Uniti. L'articolo su Lettera 43.

giovedì, ottobre 13, 2011

BUCAREST MEGLIO DI ROMA

In Europa non c'è posto migliore di Londra per far mettere radici a un'attività imprenditoriale. Da evitare, invece, Roma e Atene, che risentono evidentemente della crisi finanziaria che sta investendo Italia e Grecia. Questo è quel che pensano 500 manager di grandi imprese internazionali, interpellati dagli esperti del gigante del settore immobiliare Cushman&Wakefield [... continua su Lettera43].

mercoledì, ottobre 12, 2011

SLOVACCHIA, ANCHE LE FORMICHE S'INCAZZANO

Forse George Papandreou si salverà, e con lui anche l'euro, ma nel frattempo sotto l'aumento del fondo salva Stati Efsf è caduta il premier della Slovacchia Iveta Radicova. Il parlamento di Bratislava non ha votato il via libera nella drammatica seduta dell'11 ottobre per l'opposizione di uno dei partiti della maggioranza, Libertà e solidarietà di Richard Sulik, aprendo così la strada alla crisi di governo [... continua su Lettera43].

lunedì, ottobre 10, 2011

BERLINO SORRIDE A VARSAVIA

Il primo commento tedesco ai risultati elettorali provenienti dalla confinante Polonia è stato in realtà un sospiro di sollievo. La distanza tra i due eterni rivali della destra polacca si è fermata sulla soglia più alta della forbice indicata dai sondaggi e il premier uscente Donald Tusk resterà ancora 4 anni alla guida del governo [... continua su Lettera43].

domenica, ottobre 09, 2011

DONALD TUSK VERSO LA RICONFERMA

Secondo le prime indicazioni il premier polacco Donald Tusk viaggia verso la riconferma. Piattaforma civica avrebbe raggiunto il 39,6% dei voti e sarebbe nettamente in vantaggio rispetto a Diritto e Giustizia (PiS) di Jaroslaw Kaczynski di 9 punti e mezzo percentuali. Al PiS non sarebbe dunque bastato il recupero dell'ultima settimana e si attesterebbe sul 30,1%. Se i primi dati saranno confermati, c'è da registrare due sensazioni: la prima è che i sondaggi, questa volta, ci hanno preso in pieno, la seconda che, per la prima volta dal 1989, un premier polacco ottiene la rielezione. Transizione per transizione, questo in Italia non è ancora avvenuto, segno che la stabilità politica raggiunta da Varsavia è superiore a quella italiana e questo dovrebbe far riflettere i commentatori quando analizzano con vecchi pregiudizi le vicende polacche. Notevole (e segnalato dai sondaggi anche questo) il successo del partito libertario di Palikot, che alla prima uscita otterrebbe il 10,1%. A seguire il partito contadino alleato di Tusk al governo con l'8,2%, mentre si conferma la crisi storica dei socialisti che si piazzerebbero addirittura al quinto posto con il 7,7%. L'andamento dello scrutinio lo potete seguire in diretta sul quotidiano di Varsavia Gazeta Wyborcza.

sabato, ottobre 08, 2011

POLONIA, L'ETERNO DERBY DELLE DESTRE


Sotto un gazebo elettorale di Piattaforma civica, il partito del premier uscente Donald Tusk, Andrzej si agita come un dannato. Distribuisce volantini, ferma i passanti, dialoga con loro, si accalora, talvolta litiga, prova a convincerli: 30 milioni di polacchi sono chiamati alle urne domenica 9 ottobre per rinnovare parlamento e governo e, a questo punto, ogni voto è importante [... il reportage continua su Lettera43].

FORZA GNOCCA C'È GIÀ, IN POLONIA


La Polonia è ormai sempre un passo avanti all'Italia. Due anni e mezzo fa, il candidato di Varsavia alla presidenza del parlamento europeo ebbe la meglio su quello proposto da Roma. E anche sulla boutade del nuovo partito Forza Gnocca, i conservatori polacchi, invece di parlare sono passati velocemente ai fatti. Più che di un partito, si potrebbe parlare di una corrente interna. Fatto è che il super cattolico Jaroslaw Kaczynski, nel tentativo di svecchiare l'immagine del suo movimento populista Diritto e Giustizia (PiS), ha sparpagliato nei collegi elettorali del Paese 7 avvenenti candidate. Le ragazze si presentano assieme in un sito web del partito, al quale ovviamente vi rimando.

Domani in Polonia si vota per rinnovare Sejm (parlamento) e governo. Terzo round del derby di destra fra Piattaforma civica, il partito conservatore liberale del premier uscente Donald Tusk e Jaroslaw Kaczynski, il fratello gemello del presidente scomparso nell'incidente aereo di Smolensk e - a sua volta - ex capo del governo per due anni. Un reportage più approfondito verrà pubblicato fra un po' su Lettera43 e, come sempre, lo riproporrò qui su Walking Class.

venerdì, maggio 06, 2011

IN BUS SUL LIMES D'EUROPA, DA CRACOVIA A LEOPOLI

L’addetta della compagnia di autobus che collega Cracovia, in Polonia, a Leopoli, in Ucraina, ci lascia nel dubbio: «Il servizio è fornito alternativamente da autobus polacchi e ucraini, ma non si sa in anticipo quale dei due partirà stasera. Quelli polacchi sono più moderni, quelli ucraini più vecchiotti e scomodi. Buona fortuna»... [il racconto di viaggio continua su East Side Report].

NUCLEARE ED EUROPA DELL'EST

C'è chi dice no (la Germania) e c'è chi dice sì (la Russia ad esempio). La domanda è quella sul futuro del nucleare. Ad est di Berlino nessuno sembra intenzionato a rinunciare all'atomo. Non la Polonia, che sta scegliendo il sito per la sua prima centrale, non la Repubblica Ceca che pensa al raddoppio di Temelìn, non i Paesi Baltici che vogliono cooperare per costruire sui defunti reattori di Ignalina un impianto che assicurano sicuro, non la Bielorussia (chi è Lukashenko?) che si farà costruire da Putin la sua centrale, non la Bulgaria che ha qualche impiccio burocratico con il sito di Belene, non l'Ucraina, nonostante Chernobyl. Un panorama, più o meno esauriente, comprese le testimonianze sui 25 anni dalla catastrofe di Chernobyl e le foto realizzate nella città fantasma di Pripyat, lo trovate nella sezione nucleare di East Side Report. In continuo aggiornamento.

martedì, maggio 03, 2011

MINSK, ANCHE IL CORDOGLIO È DI REGIME

C’è un filo sottile che unisce tutte le dittature (o le autocrazie, a seconda dei giudizi sui regimi che si uniformano a categorie su cui neppure gli scienziati politici concordano): quello dell’ordine e della pulizia nei luoghi pubblici. Tutto deve essere sorvegliato e organizzato, ogni momento della vita pubblica e collettiva deve rientrare in un preciso automatismo stabilito dall’alto. Anche l’emozione e il cordoglio. Articolo e foto su East Side Report.

RECUPERI

Piccolo recupero dei giorni precedenti con un paio di articoli dal fine settimana passato, per chi se li fosse persi. Il matrimonio principesco in Inghilterra, visto dalla Germania che invidia gran parte della nobiltà europea dal basso della sua sgangherata aristocrazia locale, perduta fra il conte Foffi e il principe Mutanda (East Side Report) e il primo maggio dei polacchi, divisi fra le celebrazioni vaticane per la beatificazione di Karol Wojtyla e la fine dell'embargo del mercato del lavoro in Germania e Austria (sempre su East Side Report). E spero che vi piaccia la nuova grafica di Walking Class.

martedì, marzo 15, 2011

East Side Report. Fukushima, Chernobyl e noi

L'incidente nucleare di Fukushima richiama alla mente quello di Chernobyl, in Ucraina, di cui fra poco più di un mese cadrà il venticinquesimo anniversario. La memoria del disastro nell'ex Unione Sovietica è forte nel sentimento dei popoli est-europei, almeno quanto il sentimento antinucleare in Germania, dove negli anni Ottanta si formarono i movimenti popolari contro l'installazione dei missili, a ovest come a est. Una fase in cui non mancarono anche infiltrazioni politiche, nel clima della Guerra Fredda che avvolgeva il paese. ma fu proprio fra quei movimenti, nella Ddr, che si fecero le ossa quei dissidenti che dieci anni dopo buttarono giù il vecchio regime e il Muro di Berlino. Come sempre, la storia non può essere riletta in bianco e nero. Ma queste premesse spiegano perché proprio la Germania (preoccupazioni elettorali a parte) si sia messa alla testa di quei paesi che oggi, sulla scia di un incidente accaduto nel super-tecnologico Giappone, si sono presi un po' di respiro per valutare meglio l'opportunità di accelerare il passaggio dall'atomo alle energie rinnovabili. Il dibattito è aperto, anzi riaperto. Le decisioni saranno prese nei prossimi mesi.

East Side Report segue con articoli e reportage gli ultimi avvenimenti, letti dalla prospettiva dell'Europa centro-orientale. Ecco una selezione dei link da non perdere.

La memoria di Chernobyl.
E a Chernobyl si va in vacanza.
Chernobyl oggi.
I fantasmi di Pripyat.
Cinema. Berlinale, il sabato di Chernobyl.
Superpompieri e liquidatori.
Torna la paura di Chernobyl.
Gorbaciov e le lezioni atomiche di Chernobyl.

Germania, fuga dall'atomo?
Germania, pausa atomica.
La paura dei tedeschi.
Neckerwestheim si spegne per sempre.

martedì, marzo 08, 2011

Estonia di rigore

Superata con maggiore agilità rispetto alle consorelle baltiche la crisi economica e abbracciato l’euro dall’inizio dell’anno, l’Estonia si è recata alle urne confermando al governo la maggioranza di centrodestra uscente, composta dal partito liberale riformista e dai conservatori cristiano-democratici di Res Publica. Il premier Andrus Ansip potrà così proseguire le politiche di risanamento dei conti pubblici [... continua su East Side Report e su Lettera 43].