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Se l'idraulico polacco turba i sonni tranquilli dei francesi, l'idraulico bielorusso non turberà i sonni tranquilli dei polacchi. Strana, questa Polonia dei gemelli populisti Kaczynski. Da un lato accende
pericolose polemiche con il potente vicino tedesco, dall'altro si apre senza paura all'immigrazione proveniente da Est. Da un lato dimostra una certa ruvidezza populistica nei rapporti con i partner europei, dall'altro introduce leggi liberali in termini di immigrazione e lavoro. L'ultima è che vengono semplificate le
procedure per l'immigrazione stagionale di lavoratori provenienti da Russia, Ucraina e Bialorussia. In preparazione anche una legge analoga per i lavoratori turchi. Motivo? Molti polacchi sono emigrati più a occidente (400mila solo
in Gran Bretagna) lasciando liberi i posti di lavoro più umili, specie nelle campagne. E per le raccolte autunnali è necessario far ricorso alla manodopera straniera. Intanto, il problema dei lavoratori polacchi, in gran parte giovani, emigrati nei paesi occidentali è diventata una vera
emergenza sociale nel paese e anche autorità locali come quelle comunali di Wroclaw (l'antica Breslavia), mettono in atto
campagne promozionali per convincere gli emigranti polacchi a tornare a casa.