venerdì, novembre 21, 2008

Ruski!

(fotowalkingclass)

"Ah, quella! E' stato un ucraino. Ce l'aveva con uno di Gdingen. Prima stavano seduti al tavolo d'amore e d'accordo, come fratelli. Poi, non so cos'è successo, quello di Gdingen dice all'altro: 'Ruski!' Questo per l'ucraino era un po' troppo; tutto si sarebbe lasciato dire, ma non che era un russo. Era sceso lungo la Vistola con un carico di legname, e prima per un paio di altri fiumi ancora; e ora aveva un bel po' di grana nello stivale e avrebbe investito, tutto in blocco, mediante un prestito all'oste Starbush, anche mezzo stivale di denaro; e allora, capisci, quello di Gdingen gli dà del ruski, e io accorro subito e mi do da fare per separarli, piano piano, come faccio di solito. Ma la cosa non è facile e Herbert ha da faticare ancora per un po'; a un certo punto l'ucraino salta su a dirmi: 'Sporco polacco' e il polacco, che lavorava tutto il giorno su una draga a cavar fango, mi appiccica una parola ch'era lo stesso come darmi del nazista. Be', piccolo Oskar, tu sai chi è Herbert Truczinski: in un batter d'occhio quello della draga, un tipo pallido di fuochista, si trova lì per terra, davanti al guardaroba. Volevo appunto spiegare all'ucraino la differenza fra uno 'sporco polacco' e un teppista di Danzica, che questo trac, capisci, mi punge la schiena col coltello: questa è la cicatrice".

Günter Grass, Il tamburo di latta, Feltrinelli, 1962, 
(edizione originale del 1959).