martedì, febbraio 13, 2007

Cose nuove e sconosciute

Io preferisco lo scetticismo cosmopolita di Montaigne. Per lui il viaggio era "un utile esercizio; la mente è stimolata di continuo dall'osservazione di cose nuove e sconosciute (...) Nessuna proposizione mi stupisce, nessuna credenza mi offende, per quanto contraria alle mie (...) I selvaggi che arrostiscono e mangiano i corpi dei loro morti mi scandalizzano meno di coloro che perseguitano i vivi". L'abitudine, egli dice, e la fissità degli atteggiamenti mentali ottundono i sensi e nascondono la vera natura delle cose. L'uomo è naturalmente curioso. "Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini" dice Ibn Battuta, l'infaticabile girovago arabo che andò da Tangeri alla Cina e ritorno per il gusto di viaggiare. Ma il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma. Le nostre prime esplorazioni sono la materia prima della nostra intelligenza.

Bruce Chatwin, Anatomia dell'irrequietezza