venerdì, maggio 11, 2007

Efficienza energetica, dalla teoria alla pratica

Consiglio vivamente la lettura del saggio di Gianguido Piani pubblicato sull'ultimo numero di Ideazione, e ora riproposto in versione integrale sul sito. Il tema è quello dell'efficienza energetica. L'argomento è applicato all'Italia. L'approccio non è per nulla scientifico, al contrario estremamente pragmatico. Dalle teorie ai fatti: proprio il salto che manca alla classe dirigente del paese.

giovedì, maggio 10, 2007

E' arrivato il dopo Knut

Knut diventa grande? Dopo aver invaso televisioni, negozi di giocattoli, case di bambini, edicole e quant'altro con il merchandising, ora l'orsetto ha deciso che è tempo di crescere. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, il piccolo Knut diventa sempre più grande, sempre più aggressivo, sempre meno coccoloso. Ma siccome lo spettacolo mediatico deve continuare, allora allo Zoo di Berlino hanno deciso di riprovare il trucchetto, tirando fuori dalla gabbia il piccolo giaguaro. Verrà presentato alla stampa domani. Non ha ancora un nome. Ma è difficile che le ciambelle escano con il buco due volte di seguito.

Loveparade bavarese?

L'unica cosa certa è che la Loveparade non si svolgerà a Berlino. E qui, non tutti sono dispiaciuti. Dove andrà, ancora non si sa. Si parlava del Ruhrpott, la regione ex industriale rinata sull'onda dell'arte moderna e dei musei. Ora si fa avanti anche Monaco: ma appare un po' surreale una Loveparade in salsa bavarese.

Si avvicina il G8, si surriscalda la scena

Si incendiano le città tedesche a poco meno di un mese dal G8 che si terrà ad Heiligendamm, sul Baltico, dal 6 all’8 giugno. Migliaia di giovani dell’estrema sinistra e dei gruppi antiglobal sono scesi per strada, ieri notte, a Berlino, Amburgo, Hannover, Gottinga e Marburg per protestare contro le perquisizioni avvenute poche ore prima in abitazioni e luoghi di ritrovo tradizionali della sinistra più radicale. Venti accertamenti e quaranta perquisizioni, il bilancio della retata della polizia. Quattordici arresti e un paio di feriti lievi, quello degli scontri notturni. Le perquisizioni sono state ordinate dalla procura generale ed eseguite da un coordinamento di polizia federale e regionale. Sotto controllo una abitazioni, uffici, librerie, centri sociali delle regioni di Brema, Bassa Sassonia, Amburgo, Schleswig-Holstein, Berlino e Brandeburgo. Sono tutte regioni del Nord, limitrofe a quella del resort di Heiligendamm, un concentrato di ville, alberghi e ristoranti sulla costa baltica, nell’ex Germania Est (Meklemburgo-Pomerania Anteriore), a 15 chilometri da Rostock e non lontano da Stralsund dove un anno fa ebbe luogo il vertice fra George Bush e Angela Merkel. Un’area evidentemente considerata facilmente difendibile dalle autorità di sicurezza tedesche.

Ora però è scattato l’allarme. Il sindacato di polizia rileva un aumento dell’attivismo dell’area antagonista, proprio in concomitanza con l’approssimarsi del G8. E dice di avere segnali preoccupanti: nei progetti dei manifestanti non ci sarebbero solo violenze e distruzioni ma anche un vero e proprio attentato. Qualcosa di veramente grosso. Il presidente del sindacato, Konrad Freiberg, dichiara al quotidiano Neuen Osnabrücker Zeitung che l’estremismo di sinistra ha raggiunto in queste ultime settimane “una dimensione completamente nuova”. Da qui, l’azione preventiva compiuta ieri dalla polizia che si affianca alle misure di sicurezza imponenti che stanno lentamente circondando l’intera zona teatro del vertice. Nella memoria di tutti restano ben impresse le drammatiche giornate del G8 di Genova e le tante altre giornate tragiche che hanno contrassegnato appuntamenti simili all’inizio degli anni Duemila. Di recente, invece, le cose parevano migliorate, gli ultimi vertici, pur tra ingenti misure di sicurezza, si erano svolti tranquillamente, con proteste più blande e pacifiche, lo stesso movimento antiglobal sembra vivere un momento di crisi. Il timore, espresso dalla polizia ma non condiviso da altri osservatori, è che in Germania si voglia rialzare il livello dello scontro. Proprio con il G8.

Segnali del surriscaldamento potrebbero dunque essere le manifestazioni scoppiate in nottata dopo le perquisizioni. Migliaia di militanti dell’estrema sinistra sono scesi in piazza. La situazione più tesa a Berlino e Amburgo. Nella capitale, tremila giovani si sono radunati nello storico quartiere della contestazione, Kreuzberg: qualche tafferuglio con le forze dell’ordine, grida e slogan. Più gravi gli scontri ad Amburgo, dove i manifestanti hanno attaccato con lancio di bottiglie, pietre e razzi pirotecnici la polizia, che ha risposto con gli idranti. Gli incidenti si sono svolti nel quartiere di Schanzenviertel nei pressi del centro sociale “Rote Flora” che era stato perquisito in mattinata: bilancio finale, quattro fermi e tre feriti leggeri (tra cui una passante). Altri due fermati a Gottinga. Nel frattempo parte la girandola delle dichiarazioni politiche: favorevoli all’azione preventiva di magistratura e polizia l’Spd la Cdu, quest’ultima per bocca del vice-capogruppo al Bundestag Wolfgang Bosbach, che si sorprende dei distinguo della sinistra istituzionale ogni volta che ci sia di mezzo l’estremismo rosso. Sull'altro versante, Verdi e Sinistra criticano la “criminalizzazione” delle proteste anti-G8, giudicando eccessivi gli allarmismi delle autorità di sicurezza.

Pratiche sconvenienti

Sesso orale.

L'addio di Tony Blair

Se ne va un grande statista europeo, l'uomo che ha indicato alle sinistre continentali la via di un socialismo moderno e coraggioso. Un politico, però, che molte di quelle sinistre continentali contestano.

Dai blog italiani: Bazarov, Jimmomo, 1972, Camillo.

Manchester United-Inter 13-3

Allora, siccome ieri abbiamo un po' sfottuto i "cugini" con la riproposizione dell'onta del 7-1 manchesteriano, oggi, per onestà, comunichiamo che i "cugini" hanno di nuovo sbattuto in faccia all'Inter la realtà di uno scudetto vinto un po' così. Andata di coppa Italia: Roma-Inter 6-2. Complimenti. La coppa italica non è che sia 'sto gran trofeo, ma solo perché la Lega italiana non riesce a trovare la fantasia di esaltare una competizione per la quale, altrove, si scannano come per il campionato. L'Inter ha perso l'ennesima occasione di spegnere le polemiche su uno scudetto vinto ad occhi chiusi, per bravura e anche per mancanza di concorrenza. Perché quando lo scudetto lo vincemmo noi della Lazio, facendo alla Juve quello che il Milan fece a noi l'anno prima, poi legittimammo la vittoria andando a conquistarci a San Siro anche la coppa Italia, per dire che sì, gli sgherri del prode Guido Paglia avevano un po' forzato la mano a via Allegri, ma noi aquilotti eravamo forti e, come capita ai poverelli, di quella forza momentanea e un po' truffaldina (Cragnotti-Cirio docet) dovevamo approfittare. Ci fregò l'anno prima il furbo Galliani, grazie a una rete legittima di rapporti preferenziali con alcuni club, costruita in anni di supremazia rossonera. Niente da dire, chapeau per le pubbliche relazioni, ma due anni di seguito no, non potevamo subire: che quando ci sarebbe ricapitato di stare lassù nel cielo della serie A! Tanto poi alla Juve abbiamo restituito il maltolto un paio di anni dopo: il calendario segnava il 5 maggio. Il giorno di Gresko e Poborsky. Insomma, alla fine di tutta questa manfrina, volevamo fare un po' di matematica. E dire che se l'Inter avesse incontrato in Champions League il Manchester, invece del Valencia, fatti arbitrariamente un po' di conti, avrebbe perso una cosa tipo 13-3. Niente male per i campioni d'Italia.

mercoledì, maggio 09, 2007

La nave va. Ma in Germania

Quest’anno, a Berlino, la notizia migliore per celebrare il primo maggio tedesco non è venuta dalle strade di Kreuzberg, dove si è consumato il rituale chiassoso e violento degli anarchici, ma dalle stanze ovattate del ministero del Lavoro. Nel mese di aprile, il numero dei disoccupati è sceso, per la prima volta dopo cinque anni, sotto la soglia psicologica dei 4 milioni
[... continua su Ideazione].

Tesoretti teutonici

Anche qui ci si incontra in vertici istituzionalissimi per spartirsi il tesoretto, che chiamano in termine più tecnico "surplus fiscale". E anche qui il ministro delle Finanze, il socialdemocratico Peer Steinbrück, alza le barricate contro gli appetiti di tanti: "Non è mica Natale". Con una differenza. Alle spalle c'è un debito pubblico del 63 per cento, non del 107 per cento.

Del più e del meno

Da un paio di giorni il tempo è tornato ad essere quello che ci si aspettava che fosse. Dopo dieci giorni di sole e afa mediterranea: troppo sole e troppa afa per essere vero, anche al netto dei cambiamenti climatici. Da un paio di giorni, l'estate è tornata dove doveva stare. Da un'altra parte. In altri luoghi. Ad altre latitudini. Qui è arrivata la pioggia. Ma la gente non sembra più essere abituata. Dispersa nelle onde medie di frequenza, tra un successo hip-hop e una versione rockeggiante di quello che sarebbe l'ultimo sound multikulti prodotto dalle parti di Kreuzberg, si affaccia la voce di un'adolescente che immagino dolce e svampita, che s'immalinconisce con il conduttore perché il sole è sparito dietro le nuvole. Una volta non era una notizia, oggi sì. Ieri stavamo in ciavatte a sciacquettare sulla riva del Wannsee, oggi stringiamo la sciarpa al collo, sperando che non ci venga il mal di gola.

Eppure è bella la pioggia. Prima è arrivata sottile, fine fine, di quella che noi italiani crediamo londinese, anche se io l'avevo vista così anche a Bruxelles. Copriva di rugiada le piante dell'hinterhof della nostra nuova dimora, le foglie degli alberi, le biciclette incatenate ai pali, le auto, le siepi, i lampioni, l'asfalto. L'insegna della metropolitana, con quel nome duro come una lama, Eisenachestrasse, luminosa nel grigio cupo della mattinata. Camminavo per la città come in un enorme vaporizzatore, quasi ispirando quelle goccioline di pioggia che i contadini, nei campi limitrofi del Brandeburgo, aspettavano come manna dal cielo. Poi, col passare delle ore, quel cielo s'è fatto più grigio, lentamente, inesorabilmente. Le nubi si sono abbassate, quando passavo dalle parti del Mitte. E, senza chiedere il permesso, si sono mangiate la capoccia della torre di Alexanderplatz. Proprio mangiate. In due minuti. La palla luccicante, ora c'era, e il momento dopo non c'era più. Sparita. Ingoiata. S'è fatto ancora più buio. E la rugiada, dolce, s'è infittita, diventando pioggia pungente, fitta, sempre più fitta, sempre più bagnata. Ho pensato che fosse ora di tornare a casa. Spätburgunder. Per chi sa quanto sia dolce riscaldarsi con una buona bottiglia di rosso, anche se prodotto nel Kaiserstuhl.

Migrazioni

Oggi ci va di segnalare questi tre libri in italiano: da Mondadori (Carmine Abbate), da Adelphi (Winfred Georg Sebald) e dal Mulino (Ornella De Rosa e Donato Verrastro). Storie di emigrazione, di estraniazione e di ambientamenti. Storie che non dovremmo mai dimenticare nel caldo delle nostre sicure dimore.

martedì, maggio 08, 2007

L'articolo più bello

Giuliano Ferrara scrive una lettera d'amore (e di onestà) allo zio che se n'è andato, raccontando di suo padre che se n'era andato un po' prima. In una famiglia che ha intrecciato la propria vita con la storia e le passioni dell'Italia del Novecento. Inserto 1 dal Foglio di oggi 8 maggio.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Quasi ci siamo

Ancora qualche punticino, miei cari aquilotti (però il sito ufficiale lo potreste risistemà, no?).

Incontinenze verbali

Anche in Germania, dalle parti della Csu bavarese, pare in voga una certa incontinenza verbale rintracciabile in ambienti sguaiati della destra italiana. Della quale incontinenza, però, dalle parti nostre vanno fieri: lo chiamano politicamente scorretto. Essendo diventata una moda, non si capisce dove sia lo scorretto.

Mediterraneo, scavalcati da Sarkozy

Uno dei punti di forza del programma del nuovo presidente francese Nicolas Sarkozy sembra essere l'attenzione verso il Mediterraneo. Nel suo discorso d'investitura ha parlato esplicitamente di un rinnovato interesse della Francia per una politica mediterranea e ha promesso che metterà in campo iniziative per spingere l'Unione Africana a seguire il modello dell'Unione Europea. Se alle promesse seguiranno i fatti, all'Italia (che su questo tema di fondamentale interesse nazionale ha criminalmente dormito sia sotto il governo Berlusconi che sotto il governo Prodi) non resterà che accodarsi alle iniziative francesi (e magari spagnole). Nel frattempo, chi è interessato alla questione, potrebbe cominciare a documentarsi qui. Sempre come notizia, nell'ambito del semestre di presidenza tedesco, tra fine maggio e inizio giugno è in programma a Berlino l'esperimento del primo parlamento giovanile euro-mediterraneo.

Russia, non solo Gazprom

L'attenzione degli imprenditori russi al settore dell'energia non si limita al gas. Con l'occhio rivolto alla Germania, il multimiliardario Viktor Wekselberg (il cui cognome tradisce una qualche origine teutonica) si dichiara interessato ad acquisizioni nel settore delle energie alternative. E viaggia con 500 milioni di euro nella valigia.

Berlino safe city

E' uscita la classifica delle città più pericolose della Germania. Devo premette una considerazione. Ho vissuto a Roma negli ultimi 20 anni (con l'interruzione di due anni napoletani). Di Napoli non parlo: è una città bellissima, uno dei porti più scenografici del mondo e non voglio rovinare questo cliché con ulteriori considerazioni. Roma, invece, è una città relativamente tranquilla, almeno nei quartieri centrali. Quando parliamo di pericolosità delle città tedesche, siamo comunque a un livello assai inferiore rispetto all'Italia. Per intendersi: qui le ragazze girano a notte fonda sui mezzi pubblici senza neppure l'idea di poter essere infastidite. E, difatti, non lo sono quasi mai. Tuttavia i delitti esistono e da qualche tempo aumenta la vendita di allarmi, sistemi di sicurezza e addirittura qualche grata compare alle finestre delle case al pian terreno. Poche, ma fa un certo effetto.

Allora. Qui a Berlino stiamo ancora abbastanza tranquilli. Al primo posto c'è Francoforte (sul Meno). Poi viene Hannover. Quindi tocca a Düsseldorf. E la capitale? Pazienza. Prima è il turno di Brema. E siamo a quattro. Solo al quinto posto arriva Berlino. Certo, domani mi scipperanno. Ma stasera esco piuttosto tranquillo.

Andrea's raddoppia

"Sia detto con la massima delicatezza possibile, con la massima considerazione, il massimo tatto, il massimo garbo e con tutta la riservatezza di questo mondo. Ma vorremmo far sapere a Rossana Rossanda e a Ritanna Armeni, a Danielle Mazzonis e a Guido Martinotti, a Umberto Eco e a Carla Mosca, a Enzo Mingione e a Eva Canterella, a Daria Galateria e a Lorenza Foschini, ad Alessandra Bocchetti, a madame Verdurin, a Gabriella Pinnarò, a Marcelle Padovani, a Simonetta Tabboni e Valerio De Polis, a Sandro Curzi e a Miriam Mafai, oltreché naturalmente alla signora Sandra Verusio, vorremmo, si diceva, far sapere a tutte e a tutti loro, e a tutta quella sinistra italiana tanto colta quanto ipersensibile la quale tiene casuccia a Parigi, che se a causa degli ultimi luttuosi avvenimenti loro per caso vendesi, noi comprasi".

Andrea Marcenario, Andrea's version, Il Foglio.

Veleno

Il veleno di oggi, pubblicato dal Megafono, sulla sindrome del principe Carlo, è un po' anche il nostro veleno. Ma solo un po': perché, in fondo, crediamo che per quella roba là non ci sia più né tempo né speranza. Altro arriverà, così potremo anche rimpiangere i tempi del tenero "principe Carlo".

lunedì, maggio 07, 2007

Niente shopping, siamo berlinesi

Pare non funzioni un granché l'idea di prolungare l'orario di chiusura di negozi e grandi magazzini oltre le 20. E questo nonostante un inverno mite e una primavera dal sapore (finora) estivo. Le abitudini sono dure a morire e, forse, tutto questo bisogno di tirar per negozi fino alle 22 non è che ci sia. Neppure in una metropoli vivace come Berlino. Fino a qualche anno fa, alle due del sabato pomeriggio tutte le serrande venivano tirate giù e buonanotte. Nei giorni feriali, l'ora di Cenerentola scattava alle 18. Come che sia, i manager dei grandi magazzini, dopo aver approfittato della legge sulla liberalizzazione degli orari nel periodo natalizio, hanno cominciato a tirare i remi in barca, una volta constatato che l'afflusso dei consumatori non era poi così consistente. Resistono - ma solo il venerdì - il KaDeWe sulla Tauentzienstrasse (forse solo per quest'anno in occasione del centenario) e Wertheim sulla Kurfürstendamm. Lo scorso autunno, Dussmann, una delle più belle librerie di Berlino sulla Friedrichstrasse, aveva lanciato la notte bianca della lettura, locali aperti fino al mattino successivo, musica ed eventi culturali. Pare sia andata bene per un po'. Poi con la routine è venuta anche la stanchezza e alla fine i libri se li sfogliavano i commessi. Sospesa la notte lunga, è almeno rimasta quella breve: in questa primavera, la libreria è aperta ogni sera fino a mezzanotte. Lo shopping lungo, sostengono i responsabili del commercio, vale solo in occasioni di eventi particolari. Altrimenti, meglio non forzare, spegnere le luci e tuffarsi in qualche caffè.

Il presidente Köhler rifiuta la grazia a ex-Raf

Il presidente della Repubblica Horst Köhler ha rifiutato di concedere la grazia all'ex terrorista della Raf Christian Klar, oggi 54enne, che non aveva mostrato segnali di pentimento. La decisione era attesa in giornata. Soddisfazione espressa da Cdu e Fdp, mentre l'Spd non intende giudicare un atto del presidente. Nelle ultime settimane, complice la coincidenza dell'anniversario del 1977, si è intensificato anche in Germania il dibattito storico e politico sugli anni del terrorismo che nei Settanta ha insanguinato il paese, un po' come in Italia. E come in Italia, le posizioni sono diverse e il confronto acceso. Köhler aveva incontrato nei giorni scorsi Klar in carcere ma l'esito della decisione del presidente costringerà l'ex terrorista a scontare la pena fino all'inizio del 2009. Secondo indiscrezioni, Köhler rifiuterà anche di concedere la grazia a un'altra ex terrorista, la 50enne Birgit Hogefeld, condannata all'ergastolo per una serie di azioni terroristiche tra cui l'attentato del 1985 nella base aerea americana Rhein-Mein di Francoforte (2 morti, 20 feriti) e l'assassinio di un soldato statunitense, Edward Pimental a cui la Hogefeld voleva probabilmente rubare i dati identificativi di accesso alla base. Arrestata nel 1993 in circostanze drammatiche e mai del tutto chiarite e condannata nel 1996, la Hogefeld potrebbe comunque lasciare il carcere nel 2011.

L'economia tedesca va sempre meglio

Dopo i dati sull'occupazione, forniti dall'agenzia federale per il lavoro di Norimberga, che registravano per la prima volta dopo cinque anni la riduzione dei disoccupati al di sotto della soglia psicologica dei 4 milioni (e su cui discuteremo nei prossimi giorni dalle pagine online di Ideazione), arrivano oggi da Bruxelles quelli relativi al deficit pubblico e al pil. Il deficit scenderà quest'anno dall'1,1 allo 0,6 per cento per attestarsi intorno allo 0,3 nei prossimi anni. Bruxelles è addirittura più ottimista di Berlino per la crescita del prodotto interno lordo tedesco, stimato al 2,5 per cento per il 2007 e al 2,4 per il 2008. Dati confortanti per un'economia già matura come quella tedesca che torna così ad assumere il suo ruolo di locomotiva d'Europa. In conseguenza dei dati positivi sul deficit, la Commissione interromperà le procedure di multa verso Berlino per lo sforamento che avveniva dal 2001.

Berlino la rossa vota in massa Ségolène

Berlino non smentisce il suo mito di capitale rossa, dal punto di vista politico. Neppure quando parla francese. E così, sbirciando fra i risultati del secondo turno presidenziale francese, scopriamo che la capitale tedesca è in netta controtendenza, sia rispetto al dato finale dell'elezione, che ai voti parziali espressi dai francesi all'estero nel resto d'Europa. Sarkozy 53,3 Royal 46,7 è stato, centesimo più centesimo meno, il dato finale. Ma se fosse stato per i francesi residenti a Berlino, la candidata socialista sarebbe entrata all'Eliseo trionfalmente con il 72 per cento dei consensi contro il 28 del presidente effettivamente eletto.

In nessun'altra parte del continente il distacco è stato così consistente se si esclude, a parti invertite, il risultato del piccolo Principato di Monaco. La Royal ha prevalso in Olanda (57), Irlanda (53), Austria (52), Spagna (51), Italia (51). Sarkozy ha vinto in Lussemburgo (61), Gran Bretagna (54) e, appunto, Principato di Monaco (81).

Sarkozy convince i francesi

Ha messo molta carne al fuoco, forse anche troppa Nicolas Sarkozy nel suo discorso d’investitura di fronte ai suoi sostenitori ebbri di gioia per la vittoria appena conquistata. Commosso ma passionale come sempre, il nuovo presidente della Repubblica francese ha voluto sottolineare con un discorso chiaro una vittoria altrettanto chiara: la vittoria della rottura con il passato più recente. Sarkozy ce l’ha fatta [... continua su Ideazione].

Il cielo torna a Berlino

In occasione del ventennale della sua uscita, torna nelle sale cinematografiche berlinesi il film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino, ritratto poetico della città prima della caduta del Muro. Noi riproponiamo questo articolo, pubblicato qualche mese fa su Monograph.

Andrea's version: senza eco

"Il problema principale non è quello. Almeno qui in Italia. Non è se Sarkozy saprà fare quel che ha promesso sulle 35 ore, sulla riforma delle pensioni, sulla funzione pubblica, sugli ospedali, la scuola, il lavoro o la Turchia. O se saprà dare la sferzata culturale che a tanti piace e a tanti no. Il problema non è nemmeno se Sarkozy sarà coerente o meno sul riavvicinamento alla politica atlantica, sull’Europa, o sulla liberalizzazione all’anglosassone del mercato. Magari il problema fosse quello. Lo sarà per la Francia. Ma per noi la faccenda è un po’ più grave. E cioè. Dato che per nessuno dev’essere piacevole cadere dalla padella nella brace. Dato che la meravigliosa Ségolène ha perso e quella bestia di Sarkozy ha davvero vinto. Dato che prima o poi si terranno delle elezioni anche in Italia. E dato che non si è mai tenuta un’elezione nell’ultimo decennio senza che Umberto Eco minacciasse: “Se vince Berlusconi emigro in Francia”, adesso dove cazzo andrà?".

Andrea Marcenaro, Andrea's version, Il Foglio

domenica, maggio 06, 2007

Francia 2007

Italia 2007

Prime indiscrezioni: Sarkozy presidente

Le prime indiscrezioni provenienti dal ministero dell'Interno francese, a urne ancora aperte, danno la vittoria a Nicolas Sarkozy, il cui risultato si aggirerebbe attorno al 53,5 per cento. La Royal si fermerebbe al 46,5. Sarebbero così confermati i sondaggi degli ultimi giorni. L'attesa per l'ufficialità dei dati durerà fino alle 20. Nel frattempo si va verso il record di votanti: si prevede un'affluenza tra 84 e 86 per cento.

sabato, maggio 05, 2007

Sarko o Ségo, la Francia apre una nuova era

Comunque andrà a finire nel voto di ballottaggio, Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal hanno dato il via con questa campagna elettorale al duello che segnerà i prossimi anni della vita politica francese. Orfani prima di Mitterrand, adesso di Chirac, i transalpini hanno trovato nell’acceso confronto di questa primavera i due leader che governeranno i loro destini. In verità, forse ne hanno trovati tre, se l’accorta strategia del terzo uomo, il soprendente centrista François Bayrou, riuscirà a sfondare politicamente, dopo aver impensierito elettoralmente i due candidati forti [... continua su Ideazione].

venerdì, maggio 04, 2007

Tutti al mare

Si va verso i venticinque gradi, in questo lungo e incredibile anticipo d'estate berlinese. Il meteo per il fine settimana non lascia dubbi: caldo e sole. Le nuvole arriveranno solo lunedì. Dunque ci si prepara a prendere d'assalto gli stabilimenti balneari sui laghi o le piscine all'aperto: inaugurazioni anticipate di stagione sono avvenute già la scorsa settimana. Noi faremo i proletari allo Strandbad Wannsee. Per chi dovesse trovare l'acqua ancora un tantino fredda, consiglio caffè o cocktail openair nei nuovi bar aperti lungo il fiume Sprea: tra l'Hauptbahnhof e il quartiere governativo c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Adieu

L'ultimo, malinconico viaggio di Stato, il presidente francese Jacques Chirac lo ha compiuto a Berlino, per salutare un paese amico e fare gli auguri all'unica donna a capo di un governo d'Europa. Commozione, brevi discorsi, un rapido spuntino. Per addolcire il momento, la Cancelliera ha regalato una rosa raccolta dal giardino della villa che fu di Konrad Adenauer. Mentre in patria si spengono gli ultimi fuochi di una campagna elettorale bella e combattuta e domenica i francesi sceglieranno comunque il futuro, la lunga strada internazionale di Chirac si ferma qui, alla Porta di Brandeburgo.

Cilicia delenda est

La Germania è ormai travolta dall'ottimismo. E anche Berlino vede finalmente rosa nel suo futuro. Anche perché qui si parla di cose concrete: pensate, sono sei giorni che non sento parlare di cilicio.

giovedì, maggio 03, 2007

Tu chiamale se vuoi, derive

Insomma, alla fine siamo arrivati a Berlino e da cinque giorni vi abbiamo piazzato le tende. Questo blog mantiene sempre un taglio giornalistico, dunque abbiamo preferito qualche giorno di pausa piuttosto che tediare i lettori con le emozioni personali legate, da un lato, al distacco da persone e luoghi cari, dall'altro all'entusiasmo per la nuova avventura. Insomma, si sappia che da oggi, da questo momento, ogni post avrà l'imprinting del made in Germany. In questi giorni, tuttavia, non abbiamo smesso di osservare la realtà italiana attraverso le pagine web dei giornali. E ci è sembrato di aver fatto un viaggio lungo un secolo. Opinionisti (anche un tempo a noi vicini) sembrano ormai aver preso una strada senza ritorno (si chiama deriva) e rischiano di chiudere il dibattito culturale italiano nel retrobottega della storia. Mi fa fatica anche citare nomi e articoli e testate, tanto paiono fuori dal tempo e (se posso permettermi) guidati da interessi strumentali e personali. Eppure, per respirare un po' d'aria sana, qualche volta, basta alzare il naso all'insù. Anche a costo di sembrare un po' snob. Che è sempre meglio che essere ex di tutto, a cinquant'anni.

martedì, aprile 24, 2007

Noblesse oblige

Arriva il blog che ci manderà tutti in pensione, a noi di Ideazione. Conoscendola, sarà difficile reggere il confronto con la qualità della scrittura e l'arguzia degli spunti. Ma almeno, sapremo dove andare ad accucciarci nei prossimi freddi berlinesi. Facciamo le fusa.

Chi vuole uccidere Knut?

Dopo le accuse degli ambientalisti (che avrebbero voluto ucciderlo perché rifiutato dalla sua madre naturale) e le minacce di sconosciuti (che gli hanno assicurato una discreta scorta della polizia), Knut, l'orsetto bianco berlinese divenuto una vera star è la vittima di un gioco politicamente scorretto che corre sul web. Kill Knut, uccidete Knut, il piccolo dolce orso. Che però, nella vita reale, continua ad essere spupazzato dai suoi numerosi fan.

Sognare l'arrivo dell'imperialista

Oggi c'è la sparatoria (esercitazione di tiro). Otto proiettili per persona. Il bersaglio è lontano centocinquanta metri. I fucili sono cinesi, dicono che sono quelli della prima guerra mondiale, non so se è vero. Siamo tutte in trincea. Dobbiamo entrare nel bunker. Ciascuna nel suo bunker. "Imparare a difendere la patria, per di più la nostra, invidiata da tutto il mondo per la sua marcia così riuscita verso il comunismo", dice il nostro compagno, il Timoniere Enver Hoxha.

Gli imperialisti americani, gli sciovinisti russi, i grandi capitalisti francesi e italiani sono pronti a sbarcare per distruggere l'esempio della parità in terra, l'esempio di una società che non ha più lotte di classe, che non conosce antagonismi nel suo seno, la società più evoluta mai conosciuta dalla coscienza umana. La sparatoria non è ancora cominciata e io con le mie amiche, con Ori in particolare, mi ritrovo a sognare l'arrivo dell'imperialista americano o dell'anarchico francese: "Di sicuro sarà bello, tu preferisci l'italiano o il francese?". Io preferisco l'italiano, innamorata come sono di Lucio Battisti e di Mina. A lei rimane il francese, che la rende felice: "Di sicuro avrà gli occhi azzurri", dice. "Di sicuro", confermo. Tutt'e due sognavamo il gesto patetico e teatrale con cui avremmo gettato il fucile e avremmo detto al nostro soldato i rispettivi "Ti amo" e "Je t'aime".

Ornela Vorpsi, Il paese dove non si muore mai, 2004

Eltsiniana

Alberto Pasolini Zanelli sul Giornale.
Enrico Franceschini su Repubblica.
Franco Venturini sul Corriere della Sera.
Sandro Viola su Repubblica.
Enzo Bettiza sulla Stampa.
Piero Sinatti sul Sole 24 Ore.
Giuliano Ferrara sul Foglio.
Victor Zaslavsky sul Messaggero.

lunedì, aprile 23, 2007

French Corner/2 - Lezione di francese

Questa volta, in Francia, i sondaggi ci hanno azzeccato, con l'eccezione del risultato dell'estrema destra di Jean-Marie Le Pen (10 e mezzo per cento, una delusione). Per il resto, Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal al ballottaggio, il primo con il 31 per cento, la seconda con il 25,6. Robusto anche il bottino del centrista François Bayrou, che non riesce a compiere il miracolo di giocarsi la finale ma raccoglie il 18,5 per cento (cinque anni fa si era fermato al 6). Insignificanti i consensi raccolti dagli altri candidati: l'unica cosa da registrare è il crollo dell'estrema sinistra nelle sue diverse varianti comuniste, ambientaliste e no global. Interessante, invece la geografia del voto, riportata nella cartina d'apertura pubblicata da Le Monde, fonte ministero degli Interni [... continua su Ideazione].

Aggiornamenti e approfondimenti su: Le Figaro, Le Monde, Libération, France 2, France 24, Le Point, L'Express, Ideazione.
I siti dei due candidati: Nicolas Sarkozy, Ségolène Royal.