lunedì, ottobre 31, 2005

Crisi nell'SPD, Grosse Koalition in forse

Neanche il tempo di scendere dalla scaletta dell'aereo e riprendere confidenza con Berlino, che nelle stanze della Willy Brandt Haus, la sede dell'SPD, si consuma l'ennesima crisi della politica tedesca. La bomba scoppia nel primo pomeriggio nelle mani di Franz Müntefering, leader del partito e indicato come vice cancelliere e ministro del Lavoro nel futuro (e ora incerto) governo di Grosse Koalition. In una votazione per designare il segretario generale dell'SPD la trentacinquenne Andrea Nahles, rappresentante dell'ala di sinistra del partito favorevole a un'alleanza con i post-comunisti della Linke, batte 23 a 14 il candidato della maggioranza Kajo Wasserhövel. Per Müntefering è una grave sconfitta personale e il politico che aveva preso il testimone da Gerhard Schröder ne trae subito le conseguenze, annunciando che non si presenterà come candidato alla leadership del partito nel prossimo congresso di Karlsruhe - Bundesparteitag - fra due settimane, quando verranno nominati assieme il leader del partito e la già designata segretaria generale. La crisi nell'SPD è ufficialmente aperta.

Müntefering ha anche lasciato aperta alle decisioni del partito la sua partecipazione come vice-cancelliere e come ministro del Lavoro nel gabinetto di Angela Merkel. La crisi dell'SPD dunque rischia di riflettersi sul governo che deve ancora nascere. Tanto più che un altro pezzo da novanta del futuro gabinetto naviga in acque turbolente: il leader della CSU Edmund Stoiber, designato per il super-ministero dell'Economia. Contestato nella sua Baviera da altri esponenti del partito, rischia di fare la stessa fine di Müntefering. I suoi gli addebitano il calo di concensi del partito nelle ultime elezioni, il logoramento del suo carisma e della sua capacità di guida. Secondo indiscrezioni di stampa, starebbe meditando di non esporsi al governo ma di rimanere alla guida della Baviera. La Grosse Koalition nasceva con la garanzia della presenza di ben tre leader di partito, a testimonianza della stabilità del governo: Müntefering lascerà tra 15 giorni, Stoiber rischia e anche Angela Merkel comincia a sentirsi non troppo bene.

Ultime notizie da Frankfurter Allgemeine Zeitung, Der Spiegel, Süddeutsche Zeitung, Der Tagesspiegel.

Io pure. E non cambierò idea

«Io personalmente sono molto ammirato della leadership di George Bush, una leadership che fa parte degli stessi nostri valori e principi e che procede, nelle sue decisioni con assoluta coerenza».
Silvio Berlusconi, Washington, 31 ottobre 2005

domenica, ottobre 30, 2005

Frauenkirche

E' tornata. Fu il simbolo della distruzione della Germania e del suo regime nazista, il simbolo di una guerra drammatica e annientatrice. Dopo tanti anni è di nuovo lì, completamente ricostruita, in una Germania piena di problemi economici ma ritornata democratica e libera anche nella sua metà orientale. Oggi, con il panorama di Dresda restituito al suo passato, si è chiusa un'altra pagina della seconda guerra mondiale e del nazismo. Qui un esauriente post da Germany News.

3 novembre, per Israele

Ormai tutti i lettori di TocqueVille sanno chi è Mahmoud Ahmadinejad e cosa ha detto alla Conferenza di Teheran. Dal sito del Memri è possibile comunque leggere il testo integrale in inglese del discorso (qui un estratto in italiano ripreso da Informazione Corretta via il Foglio). Odio puro verso Israele, minacce all'Occidente. Dall'Iran partì nel 1979 l'offensiva dell'estremismo islamico, un'offensiva sottovalutata da tutto l'Occidente. Quello che accade liggiù, nella terra degli Ayatollah, non può essere minimizzato. Non possiamo più permettercelo. Le dichiarazioni anti-israeliane e anti-occidentali di Ahmadinejad devono trovare la più ferma risposta delle opinioni pubbliche d'America e d'Europa. Giovedì 3 novembre gli amici del Foglio hanno appoggiato una manifestazione civile di protesta davanti alla sede dell'ambasciata iraniana a Roma. Walking Class aderisce. E siccome quel giorno si troverà a Berlino, si cercherà l'ambasciata iraniana a Berlino e sosterà lì davanti.

We don't understand

E' vero che Silvio Berlusconi ha tentato (poco o punto ascoltato) fino all'ultimo di evitare che gli Stati Uniti muovessero guerra a Saddam. E' vero che avrebbe preferito che la guerra fosse evitata. Come tutti i leader europei (Blair escluso), il premier italiano non aveva alcuna voglia di andar contro l'opinione pubblica del proprio paese, contraria al conflitto in percentuali bulgare. Ma quando le scelte sono compiute, e le si appoggia perché si crede che il processo di democratizzazione del Medio Oriente sia un progetto giusto e che la guerra non si poteva evitare (perché Saddam non aveva alcuna intenzione di togliere le tende con le buone), allora è il caso di tenere la barra dritta. Certo anche di riconoscere gli errori che nel perseguire quella strategia si sono compiuti, ma di navigare con determinazione pur nelle difficoltà della traduzione concreta di quelle scelte. Non si capisce, dunque, l'opportunità di rimarcare piccole differenze passate proprio alla vigilia di un viaggio diplomatico a Washington. Non si comprende l'opportunità di fornire al pavido fronte avversario interno l'occasione di legittimare la propria vacua politica pacifista. Non si comprende l'idea di recarsi dall'altra parte dell'Atlantico con il brogliaccio dei sondaggi nostrani. Lo smarcamento da una linea politica intrapresa non porta più voti, specie se questa è una delle poche scelte chiare che il governo di centrodestra ha compiuto. Non abbiamo compreso. Non comprendiamo. Non comprenderemo.

sabato, ottobre 29, 2005

Berliner Ring/6

Berlino, Palast der Republik, gennaio 2004

Oggi foto

E' il primo giorno di un lungo ponte e fa bel tempo un po' in tutta Europa. Qui al Sud può essere normale, i 20 gradi di Roma non fanno proprio notizia, ma i 25 di Parigi e i 20 di Berlino sì. Dunque, oggi si ritorna un po' più Walker e molto, molto meno politiker. Che inizi la pausa, foto- foto-foto. Poi lunedì andremo a constatare di persona che tempo fa a Berlino.

Berliner Ring/5

Berlino, Karl-Marx-Allee, agosto 2005

Berliner Ring/4

Berlino, Karl-Marx-Allee, agosto 2005

Berliner Ring/3

Berlino, Hauptbahnhof, agosto 2005

venerdì, ottobre 28, 2005

Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn?

Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn?
Im dunklen Laub die Goldorangen glühn,
Ein sanfter Wind vom blauen Himmel weht,
Die Myrte still und hoch der Lorbeer steht,
Kennst du es wohl? Dahin!
DahinMöcht ich mit dir, o mein Geliebter, ziehn!

Conosci il paese dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono arance d'oro
Un vento lieve spira dal cielo azzurro
Tranquillo è il mirto, sereno l'alloro
Lo conosci tu bene?
Laggiù, laggiù
Vorrei con te, o mio amato, andare!

Johann Wolfgang von Goethe

Omar deve morire

Sempre stupido generalizzare. Ma per non aver generalizzato, il regista olandese Theo van Gogh ci ha lasciato la pelle. Quella pelle che un gruppo di estremisti islamici d'Egitto vorrebbe fare ad Omar Sharif, l'attore egiziano reo di aver interpretato San Pietro nella fiction tv andata in onda su Rai Uno e di aver speso parole di apprezzamento per la religione cattolica. Le minacce sono comparse su forum di siti islamici. Ne parla il Corriere della Sera.

Pillole di viaggio: Praga

Dal sito della Lonely Planet.

Università: dalla parte della Moratti

Di fronte alle proteste corporative di parte degli studenti e dei professori, segnaliamo questo articolo di Gaetano Quagliariello pubblicato sul Sole 24 Ore (pdf): "questa riforma è stata la rottura possibile di un sistema che si è ostinatamente opposto ad ogni cambiamento". Quando parliamo di standard europei, molti lettori di questo blog sono soliti rinfacciare a chi scrive le performance continentali del presidente del Consiglio. Chi scrive ribatte evidenziando il peggior quinquennio commissariale della Ue, guidato dal professor Romano Prodi. Fin qui la normale polemica politica. Ma quando si parla di università, del ritardo del sistema italiano, tutti buoni a contestare chi inizia a muovere le acque. Se l'Università produce i manifestanti che abbiamo visto all'opera martedì scorso per le strade di Roma, non dovrebbero esserci dubbi su quale direzione debba prendere una seria riforma. Ci sembra che la strada della Moratti sia quella giusta.

A Daniele non far sapere...

"Caro Daniele, non sottovalutare l'impatto mediatico dei neo-con villani all'italiani, anche perchè ripeto, ci sanno fare, fanno comunità, si scambiano le informazioni l'un l'altro alla velocità della luce, le riportano sui loro siti, e alla fine appaiono anche sulla main page di Libero...".

Non abbiamo toccato una vocale, neppure quando la grammatica non concorda. Sarà certamente stato l'impeto della scrittura, certamente. Il Daniele in questione è il Luttazzi bannato-bannante, quello del LuttazziGate che sta riempiendo in queste ore i post di molti blog. L'autore delle quattro righe estrapolate è un suo fedele commentatore, uno che sembra saperla lunga, ma tanto lunga da sbandare qua e là e di tanto in tanto. Su una cosa non si sbaglia, siamo tanti, giovani, abbiamo un sacco di idee e una grande certezza: vi facciamo paura anche solo perché ci siamo.

Oil for Food: the file

Ecco in inglese il rapporto completo sullo scandalo Oil for Food (via Camillo). Qui il resoconto sui risvolti italiani della vicenda di Claudio Gatti dal Sole 24 Ore. E qui il dossier completo degli articoli pubblicati dal quotidiano economico che ha seguito per lungo tempo le tracce italiane dell'inchiesta. I lettori hanno materiale a sufficienza per farsi un'idea della questione.

Una lunga striscia bianca

Da Buenos Aires a L'Avana (via Napoli).

La sinistra che c'è contro quella che non c'è

In Italia, all'Università, di questi tempi non si studia. Di questi tempi, si bivacca. Perché, quando sarà in vigore la riforma Moratti, toccherà mettersi a studiare. E allora, finché dura, si faccia bisboccia. Aule trasformate in campeggi, facoltà occupate, ore di lezione sostituite da amene letture del viaggio del Che con la motocicletta (ogni periodo ha i suoi libri rossi, e questo è un periodo di declino anche per i rivoluzionari, che cantano Giovanotti trovando i testi di Guccini un po' complicati). E' questa la giovane sinistra che oggi imperversa nel luogo principe dell'elaborazione culturale del paese. E' questa, dunque, la sinistra in incubazione. E tanti saluti all'altra sinistra, quella socialista e radicale, che cerca (pare inutilmente) di attecchire da quella parte e che viene zittita dai nuovi prepotenti. Prodi, al contrario di Fassino, non sembra essere troppo indulgente con le violenze dei nuovi giacobini. Ieri ha dato solidarietà a Cofferati. Ma nulla ha detto delle violenze di Roma durante la manifestazione contro la riforma Moratti. E nulla ha detto sul grave episodio della Sapienza che ha coinvolto Radicali e socialisti dello Sdi. Attendiamo.

Senza Silvio

Celentano non saprebbe che trasmissione fare, Prodi che programma inventare, Travaglio che libro scrivere, Flores d'Arcais che rivista dirigere, Mieli che giornale organizzare, D'Alema che battuta fare, Violante che fantasma sollevare, Moratti (Massimo) che presidente invidiare, Walking Class che premier sfruculiare, l'idiota che compare come anonimo nei commenti di questo blog chi insultare, GianniLetta chi leccare, Giuliano Ferrara chi frondare, Follini chi irritare, Casini da chi nascondersi, Luttazzi su chi vomitare, la figlia di Guzzanti chi imitare, Guzzanti padre chi incensare, Ancelotti chi temere, Santoro chi odiare, Galliani a chi sorridere. Ci sarebbe meno lavoro per un sacco di gente. Berlusconi, più lavoro per tutti. O, almeno, per alcuni.

giovedì, ottobre 27, 2005

LuttazziGate, scacco matto

Mai mettersi contro i gemelli. Mai.

Veltroni il quaquaraquà dei sampietrini

Caro Sindaco, noi ci eravamo quasi convinti a deporre le armi e a eleggerla nostro idolo incontrastato. Passi per i concerti per sessantenni sfiatati che ci propina ogni estate davanti al Colosseo, tutti quei suoi idoli d'infanzia che ora a stento trattengono la dentiera dal palco, i Bob Dylan, gli Elton John. Passi per lo show appaltato a Sky delle Notti Bianche che è ormai l'unica sera in cui non si può uscire per Roma, non si possono visitare i musei, non si può andare a un caffè, non si può entrare in un ristorante per tutta l'inutile caciara buona solo a fare il ruffiano con Murdoch. E passi per il fatto che tutte queste cose da vetrina che piacciono solo a quelli come lei, alla fine, li paghiamo noi con le nostre tasse. Ma quando lei ha deciso di svellere tutti i sampietrini dalle strade e rimpiazzarli con un sano asfalto moderno, allora sì che ci siamo detti: lei, signor Sindaco, sarà il nostro Führer. Noi che non usiamo le carrozze per muoverci nella città del Ventunesimo secolo ma dei semplici motorini, le cui ruote s'incavano dentro gli avvallamenti prodotti da questi infernali mattonacci del tempo dei romani (e che Giove li abbia in gloria i romani ma incenerisca con le saette chi ha mantenuto i sampietrini secoli e secoli dopo), noi che siamo moderni, dicevo, pensavamo di aver trovato un Sindaco moderno. Moderno come noi. E attento a salvarci la vita, che prima o poi lasceremo su uno spuntone di sampietrino. E noi l'avremmo seguita, signor Sindaco, ovunque, come soldati dietro al loro Führer, difendendola dai radical-chic che il motorino non ce l'hanno perché si pagano il taxi o l'autista privato, l'avremmo osannata dicevo, fino all'ultimo sampietrino. Senonché, signor Sindaco, anche lei è caduto all'ultimo miglio. Ora una cara amica ci ha confidato che lei è ha ceduto proprio sotto il "balcone", proprio lì dove il suo impeto svellatore ci era più caro, in quella Piazza Venezia che ogni mese macina vite umane e vite giovani perché tutto il male dei sampietrini si concentra in quella piazza e si allea con altri grandi lastroni, i sampietroni, e ini e oni congiurano contro noi poveri utenti di motorino. Lei ha ceduto. Ha ascoltato i suoi accusatori, non s'è fidato dei nostri scudi e ha deciso di non percorrere l'ultimo miglio. Lei ha dichiarato, con la stessa solennità con cui ci aveva illuso, che a Piazza Venezia dovremo continuare a cadere e a rischiare la vita, ogni qual volta il destino ci obbligherà a percorrere quell'infinita rotonda. Insomma, signor Sindaco, lei s'è dimostrato un quaquaraquà qualunque, un Tremonti qualsiasi, un Calderoli de' noantri, un Casini in sedicesimo, uno dei tanti politici con la retromarcia inserita. E mi viene spontanea una domanda: ieri ho percorso in lungo e in largo il quartiere Parioli con il mio motorino. Che bell'asfalto, signor Sindaco, che ha regalato ai ricconi dei Parioli! Perché in periferia, a via della Magliana per esempio, la sede stradale sembra ancora una strada di Pristina dopo i bombardamenti di Clinton e D'Alema?

Polonia, i gemelli soft conservative

La rivista Transition On Line parla di soft conservative, illustrando la svolta politica polacca che ha portato al vertice delle istituzioni il partito Legge e Giustizia dei due gemelli Kaczynski. Descrive anche i contrasti fra le due formazioni del centrodestra che si sono ovviamente accentuati nei ballottaggi della campagna elettorale, dove di fatto s'è giocato un derby. Uno dei punti di maggior frizione è stato quello relativo alle politiche liberiste: il nuovo presidente della Repubblica ha spesso utilizzato con accenti negativi il termine liberale, provando a mettere in difficoltà su questo terreno il candidato di Piattaforma Civica. Questo rende i colloqui per la formazione del governo assai più complicati del previsto, ma rende assai interessante capire che cosa è cambiato fra i nipotini della grande esperienza di Solidarnosc.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Grazie.

Luttazzismo malattia infantile...

Chi si fosse perso il LuttazziGate, ovvero lo scivolone censuratore dell'ex censurato Daniele Luttazzi, può recuperare tutto sui blog seguenti: 2Twins, The Right Nation, Robinik, Ingegnerblog, Gino, No Way, Italian Libertarians, Aghenor, Kagliostro, Parbleu!, Oggi, Alef, Dall'altra parte, Il Giulivo, Dall'altra parte. Per ricordare la vera storia televisiva di Daniele Luttazzi, ecco un po' di memoria rinfrescata: era il 2001, anno ultimo dell'infausta stagione dell'Ulivo. Per quanto il centrodestra abbia governato in maniera insufficiente, noi non dimentichiamo lo squallore degli anni ulivisti. A futura memoria.

Legalità

Che a difendere la legalità a sinistra sia rimasto solo Sergio Cofferati non è un buon segno. Ieri il segretario dei Ds Piero Fassino, immemore di quando in una marcia della pace i gaglioffi dell'autonomia lo sbatterono fuori dal corteo e volenteroso di accarezzare la piazza assediante, ha giustificato gli incidenti, minimizzandoli. Noi che gli incidenti li abbiamo visti dalle nostre finestre, e dunque non ci possono venire a raccontare balle perché abbiamo visto chi ha attaccato, chi ha colpito, chi ha usato violenza, avremmo apprezzato maggiore circospezione da parte del segretario del maggior partito della sinistra. Speriamo che Fassino non sia destinato ad occupare il ministero degli Interni. Strani questi Ds: Veltroni continua a concedere strade e piazze del centro di Roma ad ogni manifestazione - chiunque vi partecipi e qualunque intenzione abbiano i partecipanti - senza preoccuparsi dei rischi in una città che vive quotidianamente l'allarme del terrorismo internazionale. Fassino minimizza gli incidenti. Se questo è l'inizio della campagna elettorale, siamo messi bene.

mercoledì, ottobre 26, 2005

Pandepanico

L'autopsia condotta in Germania sulle oche trovate morte sul greto di un fiume ha dato il suo risultato: erano morte per avvelenamento, avevano mangiato veleno per topi. Per gli allarmismi sulla pandemia, ritentate, sarete più fortunati. Per il momento mangiate più pollo, il pollo fa bene. Specialmente il pollo italiano.

Programmi

Prodi che dice, boh? Prodi che dice, bo-oh! Primaries must go on.

Prodiani

Primaries must go on

In diretta da Ideazione: la rivoluzione dei blog

Certo, su carta è più glamour. Si sfoglia, si legge prima, si conserva. Ma chi si fosse perso l'ultimo numero della rivista, oggi può trovare sul sito Internet la versione completa della sezione sui Blog. TocqueVille, ovviamente, la fa da padrone. E molti Tocqvillers hanno scritto la loro: Andrea Mancia, Paolo Della Sala, Christian Rocca, Enzo Reale, Federico Punzi. Chi sono? The Right Nation, Le Guerre Civili, Camillo, 1972, JimMomo. Arricchiscono la sezione articoli e approfondimenti di Giuseppe Granieri, Barbara Mennitti e Davide Bennato. Buona lettura (e abbonatevi alla rivista cartacea).

martedì, ottobre 25, 2005

Quando si dice uno squadrone

Riscattata l'ignominia di Bielefeld, tornano gli orsi berlinesi: 3-1 al Mainz e quarto posto di nuovo a un passo. In attesa di rifarne due indietro.

Più inglese per tutti

Possono bloccare un'intera città (a proposito, meglio Cofferati di Veltroni) e possono spaccare bottiglie per strada, insozzare le vie, insultare i passanti, obbligare i commercianti a tirar giù le serrande, attaccare i poliziotti, forzare i blocchi, assediare le istituzioni democratiche sotto il sorriso complice dei deputati dell'opposizione. Possono provare a bloccare la riforma che li obbligherà a studiare e a confrontarsi da subito con il mondo del lavoro, come accade nei più civili e avanzati paesi europei. Possono essere strumentalizzati dal corporativismo degli insegnanti e essere essi stessi, così giovani, il cardine della conservazione in questo balordo paese. Ma tanto, la riforma della scuola e dell'università, quella che fra le tante cose ha inserito l'inglese obbligatorio fin dall'inizio, passerà. E non farà prigionieri. Toccherà studiare e un po' meno cazzeggiare.

Meno inglese per tutti

La BBC taglia otto dei dodici servizi linguistici in Europa in conseguenza di una più vasta riorganizzazione aziendale. Finisce un'epoca iniziata negli anni Trenta. I servizi europei sono stati un'istituzione e hanno rappresentato uno spicchio di libertà sia nel contrastare la propaganda nazista e fascista degli anni Trenta che quella comunista negli anni della guerra fredda. Un pezzo d'Inghilterra si ritira Oltremanica. Goodbye.

Zwillinge

Con oltre otto punti di vantaggio sull'avversario (54 a 46%) Lech Kaczynski vince il ballottaggio presidenziale, bissa il successo del fratello gemello alle legislative di un mese fa e consolida il primato del partito conservatore polacco Legge e Giustizia. Si chiude così l'era del post-comunista Kwasniewski e si apre una nuova fase della politica polacca, dominata dai partiti della destra: il trionfante partito conservatore e quello alleato di tendenze liberali. Governeranno assieme, dopo che i gemelli Kaczynski si sono imposti in entrambe le elezioni. Il pallino delle trattative è nelle loro mani. Notizie e commenti da BBC, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Der Spiegel (in inglese), Le Figaro, Germany News, Repubblica.

lunedì, ottobre 24, 2005

Un mare di libertà

TocqueVille ha raggiunto quota 500.

Vieni avanti Craxino

Non riesco a condividere l'entusiasmo di molti per la vivacità del congresso del Nuovo Psi. C'è stata grande animosità ma non abbiamo notato contenuti programmatici di un qualche rilievo. Anzi. Tutto è ruotato attorno alla posizione di schieramento, a destra o a sinistra, con una banale e infantile ricerca della migliore collocazione in vista di elezioni il cui esito appare a molti scontato. Ci sarà pure una via di mezzo tra le soporifere e plebiscitarie convention di Forza Italia, le scontate e bolsceviche primarie di Prodi, i predeterminati congressi di Ds e An, e le liti di cortile dei vari cespugli post-prima repubblica? Berlusconi cita i sette comici che lo deridono e Prodi rilancia gridando alle liste di proscrizione, promettendo una campagna elettorale colma di astio e priva di contenuti, inutile e sfibrante per il paese. Siamo delusi per il fatto che, dieci anni dopo, lo scontro politico nazionale verta ancora attorno alle figure logorate di due settantenni ma poi ci entusiasmiamo per la sfiatata (e già vista) performance televisiva di un altro settantenne. Poi, quando si guarda alle nuove generazioni della politica, lo sconforto sembra addirittura crescere. Ci mancavi solo tu, Bobo: vieni avanti Craxino.

Partus interruptus

Tommaso Rocchi, la pillola del giorno dopo.

domenica, ottobre 23, 2005

23 ottobre 1956, la rivolta di Budapest

Quarantanove anni fa. Seguendo la moda degli anniversari, il prossimo sarà il cinquantennale in pieno. Nella buia notte comunista dell'Europa centro-orientale si accese per pochi giorni la luce della rivolta di Budapest, i cui esiti ebbero conseguenze rilevanti nel mondo comunista occidentale. La BBC ricorda quegli avvenimenti con una pagina speciale mentre nel numero di Ideazione di gennaio riproporremo gli interventi polemici dell'epoca di Raymond Aron e Albert Camus (inediti in lingua italiana).

Polonia, too close to call

Iniziato lo scrutinio dei voti per l'elezione presidenziale in Polonia. Dopo il primo turno che non ha visto alcun vincitore, si scontrano i due leader delle formazioni di destra, il gemello conservatore Lech Kaczynski del partito Legge e Giustizia e l'avvocato liberale Donald Tusk del partito Piattaforma Civica. I sondaggi segnalavano un testa a testa serrato e non si sbilanciavano nel segnalare un favorito. I due partiti sono destinati a governare assieme nei prossimi anni, cercando di restituire slancio all'economia polacca che, dopo anni di crescita a volte impetuosa, vive oggi un rallentamento in linea con gli standard europei. Nel programma dei liberali c'è il ricorso a quella flat tax che tanto bene ha fatto in altri paesi dell'ex Europa comunista ma che è stata rigettata dal programma politico democratico-cristiano nella vicina Germania. Nelle elezioni parlamentari di un mese fa il partito dei gemelli Kaczynski aveva sopravanzato di due punti percentuali il partito alleato-rivale di Donald Tusk. Per il risultato definitivo del ballottaggio presidenziale si prevedono le ore piccole. Notizie aggiornate dal sito della BBC.

Prima Repubblica

Si stava peggio quando si stava meglio.

sabato, ottobre 22, 2005

Neapolitans do it better

Terza esercitazione anti-terrorismo in Italia. Dopo Milano e Roma, oggi è toccato a Napoli. Dove i feriti ci sono stati davvero per lo scontro di due ambulanze. Almeno in caso di attacco terroristico, è consigliabile fermarsi con il rosso.