mercoledì, maggio 17, 2006

Parte il D'Alema bis (più Rutelli)

A guardare la lista dei ministri, più che un governo Prodi pare un D'Alema bis, tanti sono i dalemiani nelle caselle ministeriali. Certo, il "prodiano" Padoa Schioppa si aggiudica il ministero chiave dell'Economia ma i dalemiani sono sparpagliati un po' dovunque, come mine pronte a saltare. A Fassino dunque il partito, quello piccolo dei Ds o quello grande dei democratici, tutto da inventare, tutto da creare. A Baffino la vendetta del Consiglio dei ministri. Il premier è messo in ombra anche da un altro leone della politica, Francesco Rutelli. Anche lui vice-premier, anche lui socio di primo piano della maggioranza e dell'esecutivo: gli insider dicono che sia quello che meglio di tutti ha lavorato politicamente in queste settimane. I due vicepremier, come due controllori ingombranti, appesantiscono un po' le ali del capo. Anche Cencelli, l'autore del famoso manuale di democristiana memoria, riesumato in questi giorni per descrivere la costruzione del D'Alema bis, s'è un po' stupito dello sbilanciamento di uomini e poltrone. Vedremo. La facciata odierna è di sorrisi e pacche sulle spalle, anche perché sotto i riflettori ci sono i prescelti, quelli che sono dentro, quelli che ce l'hanno fatta. In realtà la fazione moderata è convinta che l'esecutivo sia troppo sbilanciato a sinistra, quella antagonista s'è già stufata pure di Bertinotti che s'è imborghesito in un ruolo istituzionale e si tiene la pancia nel vedere Mastella alla Giustizia. I radicali piazzano la Bonino in un bugigattolo con striminzita vista su Bruxelles, tanto per ravvivare la malinconia. Di Pietro già s'appiccica con tutta la truppa no-global, no-ponte, no-tav, no-no. Donne poche e sbattute in fondo alla lista, dove il portafoglio è smilzo e vuoto. Di giovane c'è il solo Letta (Enrico) messo nel posto più imbarazzante che potessero dargli: l'ufficetto dello zio. In Italia, gli affari di governo sono affari di famiglia: qualcuno disposto a rilanciare la questione del conflitto d'interessi familiari? Insomma, l'operato del governo lo valuteremo giorno per giorno nelle sue iniziative concrete. Però è stata partorita una compagine sbiadita con poca o nessuna innovazione. Autorevole appena un po': una cartolina ingiallita, vecchia di dieci anni.

Berlinesi naziskin, italiani bugiardi

La storia del giovane sardo italiano picchiato a sangue da tedeschi naziskin in un quartiere dell'ex Berlino Est era completamente inventata. Il nostro, ubriaco fradicio, è cascato sui binari della stazione metropolitana di Alexanderplatz, s'è ferito e poi s'è inventato la storiella. A testimonianza ci sarebbero i filmati delle telecamere interne della metro. Se questo verrà accertato, complimenti al giovane Congia, un vero idiota.

martedì, maggio 16, 2006

Un benvenuto (a TocqueVille) a Carlo Panella

La scorsa settimana ha aperto il suo blog. E da lunedì scorso è entrato a far parte di TocqueVille. E' Carlo Panella, il giornalista esperto di mondo arabo, collaboratore di Mediaset e del Foglio e, negli ultimi tempi, anche di Ideazione. Nel corso della sua carriera giornalistica si è occupato anche di politica parlamentare, ma il Medio Oriente resta la sua grande passione, alla quale è tornato dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti. Siamo felici di averlo qui con noi e vi invitiamo a leggere i suoi post che ci offriranno un autorevole punto di vista anche sull'evoluzione della situazione in Iran. Ci fa piacere, nel frattempo, fargli una cortesia e segnalarvi l'ultima sua fatica, appena uscita per la casa editrice Rizzoli, "Il libro nero dei regimi islamici". Seguirà recensione nel numero di luglio-agosto di Ideazione.

Finalmente un addetto ai lavori

Ecco, finalmente il nuovo gotha politico ha trovato uno che se ne intende di calcio per sostituire Franco Carraro. Hanno scelto Paolo Rossi. O no?

lunedì, maggio 15, 2006

Romania e Bulgaria rimandate a settembre

La Commissione europea rinvierà con molta probabilità a settembre la decisione finale sull'ingresso di Romania e Bulgaria nell'Unione europea il primo gennaio 2007. Lo riferiscono fonti Ue sulla base di una nota interna in cui si afferma che "i progressi in tutti i campi e specialmente nelle aree di seria preoccupazione saranno valutati a settembre dalla Commissione". Il Trattato dà la possibilità alla Commisisone di poter rinviare di un anno, al 2008, la data di ingresso dei due paesi in caso di mancato recepimento dei requisiti richiesti. L'annuncio del rinvio della decisione dovrebbe essere dato domani a Strasburgo dal commissario all'Allargamento Olli Rehn. Qui lo speciale di Emporion sulla Romania: a parte il maggiore ottimismo, un gran bel numero.

domenica, maggio 14, 2006

Sport pulito

Lo dicevamo qualche mese fa. Il futuro è nel curling.

Esterofilia

Chi ha avuto modo di vedersi ieri l'entusiasmante finale inglese di FA Cup vinta dal Liverpool ai rigori, può trovare l'antitodo giusto: in tempi di globalizzazione, basta cambiare canale.

sabato, maggio 13, 2006

Il segno dei tempi

Deve essere un segno dei tempi se il declino della Fiat sarà raffigurato dalle facce della Triade.

Torna in campo addirittura Ciampi

Va a Treviso, per l'ultima giornata. E' il momento degli arbitri-ragazzini. Chissà come andrà a finire 'sta storia. Ne vedremo delle belle. Intanto Moratti ha rilasciato delle dichiarazioni di enorme buonsenso e di grande tristezza. E' il solito gentleman. Quasi un migliorista. Io direi di provarci: Bianca, Moratti, Bianca, Bianca, Moratti, Francesco Moratti...

Queste le designazioni per l'ultima giornata di campionato:
Cagliari-Inter: Mazzoleni P. di Bergamo (Rubino-Cini)
Chievo-Fiorentina: Bergonzi di Genova (Ayroldi S.-Comito)
Empoli-Ascoli: Herberg di Messina (Lanciani-De Luca)
Lazio-Parma: Giannoccaro di Lecce (Stefani-Rosi)
Milan-Roma: De Marco di Chiavari (Pirondini-De Santis G.)
Palermo-Messina: Pantana di Macerata (Calcagno-Fornasin)
Reggina-Juventus (sul neutro di Bari): Banti di Livorno (Rossomando-Toscano)
Sampdoria-Lecce: Squillace di Catanzaro (Faverani-Grilli)
Siena-Livorno: Girardi di San Donà di Piave (Papi-Vicinanza)
Treviso-Udinese: Ciampi di Roma (Benedetto-Pugiotto)

venerdì, maggio 12, 2006

Seconda Repubblica Calcistica

Questa storia l'abbiamo già vista da un'altra parte. Il calcio è un mondo bruttino e pieno di zozzerie e le curve moraliste che oggi sentenziano dai forum e dalle radio locali sul marciume della consorteria Moggi sono poi quelle che sbandierano falci e martello e svastiche, sollevano pugni chiusi e braccia tese, gridano ebreo infame e sporco negro, ingaggiano guerriglie domenicali con le forze dell'ordine, gettano motorini e razzi e bottiglie e monetine in campo in italo e mondovisione, mettono alla gogna presidenti di calcio che gli tolgono gli introiti del merchandising fatto in casa e altre carinerie con le quali coloriscono i nostri week-end calcistici. Insomma, mi pare che il migliore abbia la rogna, compreso quel ridicolo allenatore dell'Inter che era il miglior figo del bigoncio di casa Gea e oggi s'è cinto di spuma moralista ("Vergogna, Vergogna"). Anche quell'altra volta, da quell'altra parte, si lanciavano le monetine, le manette tintinnavano, le curve rombavano, le procure ghigliottinavano e i giornali pubblicavano. Già visto, già sentito.

Dunque, questa storia finirà così. La Juventus non esisterà più. Si scioglierà in quattro squadre, La Gioventù Operaista e la Juvepopolare che giocheranno sulla sponda sinistra del Po', l'Unione bianconera e la Juvecrociata che giocheranno sulla rive droite. Il Milan si trasformerà in Forza Milan (l'inno è già pronto... alziamoci, e siamo in tanti), mentre la Nuova Fiorentina, ex Florentia, ex Fiorentina, rifluirà nel grande calderone toscano, unendo le forze residue a quelle del Siena: socialdemocrazia tiepida e ininfluente, penseranno di fondare una squadra democratica, vivranno nella nostalgia dei bei tempi di Antonioni, poi ricalzeranno un paio di Tod's senza qualche chiodino e via a godersi di nuovo il derby con il Poggibonsi. Presidente: Giorgio La Malfa. Via libera alla transizione laziale, alle ortiche Di Canio e il bagaglio del post-fascismo, Paoletto non è più il miglior giocatore del Ventesimo Secolo: Alleanza Lazionale è la nuova formazione, il celeste c'è già, la fiamma arderà poco pochino, chi non salta della Roma è. A Milano impera il neroazzurro, quelli del doppio Stato calcistico, Inter tornerà Internazionale, poi per confondere ancor più le acque si chiamerà Ambrosiana, infine vincerà il proprio scudetto eleggendo Massimo Moratti al Quirinale: quando avrà 81 anni. Alla Seconda Repubblica Calcistica non mancherà il suo Leoluca Orlando: si è già proposto Francesco Totti con una dichiarazione che è un programma politico: "Serve una pulizia totale. Bisogna ripartire da zero". Promesso: niente più sputi in eurovisione, il Pupone moralizzerà istinti e saliva. In serie A compariranno squadre peones, l'Albinoleffe e il Moncalieri, il Monopoli e la Solbiatese e alla quindicesima partita ci saremo ammazzati di noia, Sky chiederà di cambiare registro e almeno in una votazione proveremo a rilanciare Moggi, il cui bacio con Dondarini sarà rimasto nelle carte visionarie di qualche pm dello sport. Due indizi che andrà a finire così: oggi Prodi ha lanciato Gianni Letta (non Rivera, Letta) alla poltrona di commissario della Federcalcio; da qualche ora si mormora che Marco Travaglio sia in corsa per la direzione del quotidiano corsaro simbolo della nuova moralizzazione, nientemeno che il famoso Il Romanista. Con Moratti ottantunenne presidente, magari, una coppa Italia, finalmente, toccherà pure alla Roma.

Il saluto di Daw al Compagno Presidente

Sì, lo so, gira da tre giorni, è linkato da tutti i blog possibili e immaginabili, ha raccolto più di 500 commenti. Ma io non ho avuto tempo di aggiornare Walking Class causa sovraccarico di impegni e quindi ho il dovere-piacere di riprendere i post tributando il più ironico omaggio al nuovo Compagno Presidente che sia apparso in queste ore sul web: grazie a Daw.

mercoledì, maggio 10, 2006

Eletto il nuovo Presidente della Repubblica

Il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha proclamato l'elezione di Giorgio Napolitano al Colle con 543 voti. Hanno ottenuto voti Bossi (42), D'Alema (10), Ferrara (7), Letta (6), Berlusconi (5), Pininfarina (3), Di Piazza (3). Dieci le schede disperse, 347 le bianche, 14 le nulle.

martedì, maggio 09, 2006

L'editoriale di Ideazione (numero 4/2006)

Occasione irripetibile
di Pierluigi Mennitti

"C’è qualcosa di molto più solido nel dato elettorale che lo scorso mese sembra aver consegnato l’Italia a una fase di instabilità e incertezza sotto l’egida di una flebile maggioranza parlamentare dell’Unione. C’è il consolidamento dell’area politica e culturale di centrodestra dopo tredici anni di transizione istituzionale; un’area che, presentatasi al voto nelle condizioni peggiori possibili, è emersa come un incubo per gli avversari, come una sorpresa per i sostenitori, dalla nebbia dei sondaggi e degli exit poll, passando indenne attraverso le pagine dei grandi quotidiani nazionali, le rappresentazioni cinematografiche caricaturali, gli scaffali librari di saggistica e di letteratura, appesantiti da studi e racconti che non studiano e non raccontano nulla se non il piccolo mondo antico di una élite autoreferenziale, perduta tra malinconie esistenziali e presunzioni moralistiche. Dunque, la notizia uscita dalle urne è che la Right Nation italiana esiste e non è un’invenzione intellettualistica. È fatta di cittadini, elettori, schede, umori, passioni, idee, interessi, comportamenti. E anche di riviste, fondazioni, centri culturali, piccoli editori coraggiosi" [... continua su Ideazione].

In edicola Ideazione di maggio-giugno

E' in edicola l'ultimo numero di Ideazione. Giù disponibili online, oltre all'editoriale e ad un articolo di Andrea Mancia sull'analisi post-elettorale, un'intervista di Christian Rocca al presidente e fondatore del Cato Institute, Edward H. Crane, uno splendido saggio di Franco Oliva sull'India e l'introduzione di Flavio Felice alla sezione dedicata a Luigi Sturzo. Ma oltre ai pochi articoli disponibili on line, c'è un'intera rivista di 208 pagine da leggere e conservare (in questo numero, peraltro, è nutrita la presenza di Tocquevillers). Dunque, correte in edicola ad acquistarla. Anche se un vero Tocqueviller si abbona. E ricordatevi che i cittadini di TocqueVille hanno il diritto ad uno sconto del 30%): basta una telefonata in redazione (06/6872777, chiedete di Cinzia Alvino). Buona lettura a tutti.

Alpini

Fratelli d'Italia

Sbianchettamenti

Le cose cambiano di ora in ora. E la notte porta scompiglio. Si sbianchetta dappertutto. La Casa vota Scheda Bianca. Così dicono. E se anche l'Unione convergesse, ora e sempre Scheda Bianca presidente. Oggi due votazioni. Votate, gente, votate. A Roma piove di brutto. Piazza Montecitorio rimarrà deserta. L'ammuina ci interessa poco. Prima pagina di Libero: fate eleggere il presidente ai bergamaschi. Prima pagina del Foglio: se son prudenti, almeno, non mettono a bollire i piccini. Largo ai pizzini. Qui si tifa per Napolitano. Ma... noi non siamo Napolitani!

lunedì, maggio 08, 2006

Rosso di sera, Napolitano si spera

Qui nel centro di Roma è un gran casino. Politici di qua, giornalisti di là, portaborse di su, autisti di giù e un fastidiosissimo elicottero che volteggia poco sopra i tetti facendo un rumore d'inferno: c'è il gotha politico del paese che gironzola per vicoli e trattorie, e l'elicottero vigila sulla loro sicurezza. Ma tra una fettuccina e l'altra, mentre il sole tramonta rosseggiando all'orizzonte, si sussurra che già da domani, e fin dalla prima votazione, Scheda Bianca potrebbe trasformarsi in Giorgio Napolitano. E pure Gianni Letta. Accordo fatto? Si torna alla monarchia? Si avvicina l'ora del figlio del Re? Qui si tifa sempre Giorgio Napolitano, da prima che l'Unione lo lanciasse in pista. Intanto, leggete fra le righe. Viva il Re.

Altro che Follini: l'Udc con Giovanni Boggero

Un nostro amico blogger, appena superata la boa della maggiore età, affronta la sua prima esperienza elettorale. E' candidato nella terza circoscrizione di Torino. Si presenta nella lista dell'Udc che quindi offre buone e giovani alternative a Marco Follini. Possiamo tornare con fiducia a guardare a un piccolo scudo crociato che a Marco Follini preferisce Giovanni Boggero.

Quirinale. Si parte al buio

Il centrodestra vota il candidato di bandiera Gianni Letta. L'Unione vota scheda bianca. Su Giorgio Napolitano non c'è intesa. Si parte al buio. Nel 1985 feci fatica a far capire a una mia carissima amica che quel Bianca che veniva nominato di tanto in tanto nella diretta tv del voto non era l'antagonista di Francesco Cossiga. Allora Cossiga venne eletto al primo scrutinio: 752 voti. Il famigerato Bianca ne prese 141. Oggi ne prenderà di più. Sarà la sua rivincita. Qui si tifa per Giorgio Napolitano.

Quirinale

Lo scenario più probabile resta il seguente. Il centrosinistra parte con Giorgio Napolitano (la candidatura preferita da questo blog) ma il centrodestra non la vota. Napolitano viene impallinato per tre votazioni. Dalla quarta si ritorna su Massimo D'Alema. Il centrosinistra se lo vota da solo. E viene eletto. Il centrodestra si lancerà in campagna elettorale (amministrativa) e referendaria agitando il pericolo del regime comunista. Proseguiremo ancora per molti mesi con uno scontro frontale che non promette nulla di buono per l'Italia. Sarebbe stato meglio affrontare seriamente e fattivamente un'ipotesi di grosse Koalition.

domenica, maggio 07, 2006

sabato, maggio 06, 2006

Ai parlamentari di centrodestra

Rinsavite. D'Alema no. Il vostro elettorato non ve lo perdonerebbe.

C'è anche questa Italia orgogliosa e composta

I familiari di Manuel Fiorito hanno scritto un comunicato in cui dicono di confidare che "il sacrificio di Manuel possa essere d'incoraggiamento ai colleghi che continuano ad operare per l'affermazione dei valori democratici in tutti i luoghi in cui operano le nostre forze armate. Inoltre ringraziano per l'assistenza e la partecipazione all'immenso dolore l'esercito italiano". A noi, che scriviamo nel tranquillo rifugio dei nostri uffici e delle nostre case, queste parole non costano niente. Dunque preferisco postare quelle di chi le esprime con sofferenza e con compostezza.

Walking Poland. Poznan/5

Poznan, Plac Wolnosci, gennaio 2006

Walking Poland. Poznan/4

Poznan, Walking Bier, gennaio 2006

Walking Poland. Poznan/3

Poznan, centro storico, gennaio 2006

Walking Poland. Poznan/2

Poznan, case dei pescivendoli, gennaio 2006

Walking Poland. Poznan/1

Poznan, Stary Rynek, gennaio 2006

venerdì, maggio 05, 2006

Gran Bretagna, la notte festosa dei new-con

C'è un paese dove i sondaggi non sbagliano: la Gran Bretagna. Elezioni comunali di un certo peso: Tony Blair va giù e di brutto e i Conservatori, oggi sotto la giovane (sigh: 39 anni, da noi, se ti dice culo, sei appena entrato in parlamento) guida di David Cameron - nella foto con moglie e prole - vanno su. E di tanto. Proiettati a livello nazionale, i dati darebbero questo risultato: Tories 40%, Liberaldemocratici 27%, Labour 26%. Blair scenderebbe addirittura al terzo posto. Per i Conservatori è il risultato migliore dal 1992: è stata la notte più bella negli ultimi quindici anni. Ma, dato il sistema elettorale nazionale, questa proiezione resta indicativa solo di una tendenza. Meglio restare ai seggi amministrativi. E anche qui il dato è pesante: Labour -254 seggi, Conservatori +250. C'è una piccola affermazione anche per la lista nazionalista, mentre i liberaldemocratici non sono soddisfatti della loro performance. Seguendo la moda dei nomignoli appiccicati a qualunque cosa conservatrice giri per il mondo, questi di Cameron possiamo chiamarli new-con", una miscela del tutto nuova anche per le destre europee e occidentali, un modello conservatore in formazione sul quale, anche nell'ambito del nostro ambiente intellettuale conservatore, i giudizi sono molto difformi. Eppure funziona. E dunque bisognerà studiarlo a fondo, perché è un modello interpretato da un leader giovane e si sta affermando in un paese, la Gran Bretagna, che fin dai tempi della Lady di Ferro ha saputo anticipare tendenze che poi si sono diffuse sul Continente e anche negli Usa. Intanto, qui un po' di commenti e numeri dalla Bbc: analisi, dati, grafici.

giovedì, maggio 04, 2006

In ricordo di Jean-François Revel

Qualche giorno fa è morto in Francia Jean-François Revel, uno dei maggiori intellettuali europei. Sono noti i suoi studi di sociologia, sulle democrazie, sugli Stati Uniti, sul liberalismo, sulla crisi dell'Europa. Uomo riluttante verso le ideologie, Revel non si è risparmiato fino all'ultimo giorno della sua vita, continuando a scrivere, a pubblicare, a parlare. Ideazione ha avuto il piacere di ospitare la sua ultima presenza italiana. Era il novembre del 2004. Arrivò direttamente da Torino, dove aveva partecipato a un convegno del Cidas. Presentò il pamplet "L'ossessione americana", pubblicato con la casa editrice Lindau. Fu nostro ospite per due giorni, la sera del secondo giorno partecipò alla trasmissione Otto e mezzo di Giuliano Ferrara. Furono due giorni molto pieni, trascorsi discutendo di molti argomenti interessanti e ascoltando gli aneddoti di una vita intensa. Come sempre rimasi colpito dalla gentilezza e dalla semplicità di un uomo tanto noto. Capita spesso che i personaggi più importanti sono, meno arie si danno. Ed è probabilmente uno dei segreti del loro successo. Ideazione lo ricorda pubblicando una sezione a lui dedicata proprio due anni fa, che contiene fra le altre cose il colloquio avuto con Vittorio Mathieu nella nostra redazione.

Un sorriso (ebraico) a Berlino

Ho letto questo post dal blog tocquevilliano Deborahfait e voglio segnalarvelo. Mette insieme molte cose che amo: Israele, Berlino, i sorrisi e una certa capacità di sciogliere con gesti semplici la pesantezza della storia e della vita. A volte basta un compleanno e una bella idea al neon.

Il ritorno della 500

Da qualche tempo la Fiat è tornata a fare il suo lavoro, cioè produrre macchine. E a provare a farne di decenti. Non dico cose straordinarie, ma almeno macchine graziose, con buoni motori e una carrozzeria che non se ne viene giù alle prime vibrazioni. Era inconcepibile come, in piena era di vintage, la casa torinese si fosse fatta sfuggire l'occasione di rivisitare e modernizzare alcuni modelli del passato che avevano fatto la storia della motorizzazione nel nostro paese e della Fiat. Adesso viene lanciata sul mercato una %00 che ricorda la vecchia, cara 500. Non quello sgorbio scatoloso di qualche anno fa, ma una vera e propria cinquecentina, molto simile a quella usata dai nostri genitori, e però più agile e moderna: si spera che non gracchierà al cambio marcia. Ma intanto salutiamo il tentativo della Fiat di tornare a fare il proprio mestiere. Perché a chieder soldi allo Stato, a buttare gli operai in cassa integrazione, a piangere miserie che derivano solo dalla scarsa capacità manageriale son bravi quasi tutti.

Che schifo/2

«Laviamoci di meno, lo predico da una vita. C’è gente che si fa il bagno ogni giorno sprecando 100 litri di acqua saponata che inquinano i fiumi. Io me lo faccio una volta alla settimana, il sabato, nella vasca piccola e con poca acqua, senza schiuma ». Come un tempo. Garantisce Fulco Pratesi, presidente e fondatore del Wwf che pratica l’austerity idrica già da un pezzo. Molto prima della rivelazione del sindaco di Londra, Ken Livingstone. «Non siamo così sporchi, anzi più uno si lava e più attiva certi processi di reazione della pelle. Il cavallo mica si fa il bagno eppure profuma di petunia». Si avvicina l’estate, la stagione più olfattivamente temuta, e lei consiglia di tagliare sulle docce? «Una al giorno è esagerata, basta ogni tre. Poi certo bisogna lavarsi a pezzi: piedi, parti delicate e ascelle, strofinando dove serve. Sono pulitissimo, nessuno mi ha mai detto che puzzo, spero non l’abbiano fatto per educazione».

mercoledì, maggio 03, 2006

Funerali di Stato

Il Giornale e Libero pubblicano sull'edizione odierna questa foto. Ce la si spassa della grossa al funerale dei soldati italiani assassinati a Nassiryia. Accanto ad Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Una bella coppia, non c'è che dire. Dal primo si pretendono le scuse ufficiali. Per il secondo, è troppo chiedere al prossimo premier Prodi l'esclusione dalla compagine governativa? Pecoraro Scanio non pare all'altezza di un ruolo ministeriale.

Update. Per una corretta espressione di tutte le posizioni, qui l'intervista di Alfonso Pecoraro Scanio al Corriere della Sera nella quale offre la sua versione. Ognuno giudichi come crede. Noi restiamo della nostra opinione.

Bruxelles interrompe negoziati con la Serbia

I negoziati della Commissione Ue con la Serbia per giungere ad un accordo di stabilizzazione e associazione sono stati interrotti ieri a seguito del mancato arresto da parte delle autorità di Belgrado dell'ex generale Ratko Mladic, accusato di genocidio dal tribunale Onu per i crimini di guerra. Lo ha reso noto il commissario europeo all'allargamento Olli Rehn, valutando come "deludente" il rapporto di collaborazione con le autorità serbe: "Nessuno è al di sopra delle righe", ha concluso Rehn. Un brutto colpo per le speranze di Belgrado di concludere al più presto questi negoziati e di avviare quelli più complessi per l'integrazione nell'Unione Europea. La strada sarebbe stata comunque lunga, ma questo stop complica le cose e rischia di prolungare a tempo indeterminato il lungo dopoguerra serbo. Un peccato per un paese che sta conoscendo una interessante ripresa, anche economica, e la cui popolazione sembra assai più avanti rispetto ai politici che la governano. Approfondimenti da B92, Repubblica, Ansa Balcani, Iwpr.

Bonino alla Difesa? Unfit!

Mario Sechi argomenta perché a suo giudizio (e anche al nostro) Emma Bonino è "unfit" ad assumere la guida del dicastero della Difesa. E nei commenti al suo post, segue interessante dibattito.

martedì, maggio 02, 2006

Il cuore dell'Italia è qui

Questo è il commento che abbiamo selezionato (Alessandro Gisotti da Radio Vaticana).

Che schifo

Nel panorama di una politica inglese sempre più sensibile a temi come effetto serra e risparmio energetico, il sindaco di Londra, Ken Livingstone, ha annunciato che da circa 15 mesi nessun membro della sua famiglia usa lo scarico del gabinetto dopo aver urinato, per non sprecare acqua [da Corriere.it].

Uomini, scimmie e la comunità di eguali

La conclusione dell'articolo di Eugenia Roccella su Emporion, che verrà pubblicato nella notte. Insomma, un'anticipazione. L'articolo integrale, potete leggerlo domani.

"Il paradosso è ancora più visibile se si pensa che la Spagna non ha mai risolto l’annosa questione dei tori maltrattati e sacrificati nelle corride; la sensibilità del governo di Zapatero di fronte alle sofferenze e ai diritti degli animali, si dissolve quando si tratta di affrontare un tema impopolare. La sostanza della proposta sui primati sarebbe anche condivisibile: le norme in discussione sono, in realtà, semplici norme di tutela, che vietano di mettere in schiavitù, uccidere o maltrattare le grandi scimmie. Ma è la costruzione ideologica che c’è dietro a distorcere le intenzioni e rendere assurdo l’intero progetto. Lo scopo fondamentale, infatti, non è proteggere gli animali, ma equipararli, in linea di principio, all’uomo, togliendo a quest’ultimo lo statuto di esclusivo detentore dei diritti umani. E’ chiaro che un animale, per quanto intelligente, adorabile, intuitivo e simile all’uomo possa essere, non riuscirà mai a esercitare effettivamente un diritto. E’ chiaro che è responsabilità dell’uomo tutelare chi è inerme, innocente, chi non può ribellarsi ad angherie e soprusi. Gli animali, naturalmente, sono tra questi: ma questo atteggiamento responsabile degli umani si chiama protezione, e presuppone una disuguaglianza, uno squilibrio di potere, non una “comunità di eguali”. Se non vogliamo mentire, ma vogliamo chiamare le cose con il loro nome, dobbiamo ammettere che la tutela si adotta proprio nei confronti di chi non può avere diritti".

lunedì, maggio 01, 2006

Il primo Maggio dei rompicoglioni

Voglio dedicare questa Festa del Lavoro all'uomo che più di ogni altro, in questi ultimi anni, ha lasciato il segno in materia di occupazione, favorendo l'ingresso nel mondo del lavoro di molti giovani che altrimenti ne sarebbero rimasti ai margini o avrebbero gonfiato le sacche di lavoro nero. Marco Biagi fu definito "un rompicoglioni" dall'allora pessimo ministro degli Interni di centrodestra Claudio Scajola, nonostante il suo governo avesse varato la prima trance della riforma; e contro di lui quasi tutta la sinistra politica e sindacale (con la debole eccezione di quella riformista) scatenò una campagna di odio e di diffamazione. Marco Biagi venne trafitto dalle pallottole di terroristi comunisti. Non è vero che la sua riforma ha creato zone di lavoro precario: ha aperto la via a una forma nuova di lavoro possibile, tale e quale è presente in altri paesi europei. E' vero invece che la società italiana non si è adeguata a questa innovazione: non si sono adeguate molte aziende, che hanno spesso approfittato di parti della legge per utilizzare forza lavoro a basso costo, non si sono adeguati gli istituti di credito che non riconoscono il lavoro flessibile e non finanziano le speranze, i diritti e le idee di chi non ha un lavoro tradizionale. Eppure la società va avanti, e potrà andare avanti meglio se la flessibilità verrà estesa a tutta la società. E se il pacchetto di riforme voluto da Marco Biagi verrà completato, introducendo anche le necessarie e previste reti di protezione. Al nuovo governo, che sembra invece intenzionato a rimettere tutto in discussione, chiediamo che dopo questo primo Maggio (che ha rivisto la vergogna delle contestazioni agli esponenti politici del centrodestra) metta all'angolo le sue formazioni estreme che vogliono riportare il paese nella cittadella fortificata del lavoro protetto e privilegiato e completi le riforme elaborate dal professore Rompicoglioni. Alla memoria di Marco Biagi dedico questo articolo di Vittorio Macioce che apriva la sezione sulle "due Repubbliche del lavoro" che pubblicammo su Ideazione nel settembre 2005.