lunedì, ottobre 17, 2005
Walking Primaries/3 - Falluja
Senza mitra non se ne parla. Inutile discutere. Si vota e si spara, nell'enclave unionista di Falluja. Ma qui s'è stracciata la carta costituzionale dell'Iraq cosiddetto democratico, quello imposto dagli Stati Uniti e da Silvio Berlusconi con le armi ed Emilio Fede. Qui si vota solo le schede delle primarie dell'Unione. E si vota a modo nostro. Anzi loro. Na sventagliata di qua, na sventagliata di là, chi cojo cojo e se cojo Mastellah tanto di guadagnato, così la smette di rompere i coglioni con questa storia delle schede sannite. Noi sciiti siamo. Insomma se volete ve la racconto sta giornata elettorale, la prima veramente libera dell'Iraq de-bushizzato. La mattina è arrivato mio cugino colla bandiera della pace e mi ha detto: metti questa, apri il gazebo e spara in aria. Arriveranno gli amici a votare. Tu apri la buatta che ti ho portato ieri e fagli infilare a tutti le pezze di carta qua. Ci siamo incappucciati, che minchia si suda da fare schifo, ma l'abbiamo visto da Anna La Rosa che l'anno scorso ha detto che Berlusconi ci faceva schifo a lei, e allora ci siamo incappucciati. Ostaggi ne sono arrivati, al che mio cugino mi ha detto che quelli erano gli elettori e non li dovevamo sgozzare ma fare infilare le pezze di carta nella buatta. Noi terroristi siamo, ma non perché siamo cattivi ma perché teniamo fame e Bush ci affama. Teniamo sonno e quel minchia di Bush ci tira le bombe di notte e non ci fa dormire. Vogliamo la nostra dignità e quel minchione di americano ci fa andare colla testa incappucciata che fa caldo. Abbiamo il nostro orgoglio e quello ci scoppia le big bubble in faccia, ci umilia. Na casciara. Però abbiamo visto il tiggiuno-tiggidue-tiggitre-tiggicinque-tiggisette (il tiggiquattro no perché è di regime) e abbiamo capito di aver partecipato anche noi a una giornata storica, pure se lontani. Non so se a Roma vorranno i nostri risultati. Però intanto ve li diamo, io e mio cugino: Prodi 99%, Bertinotti 99%, Pecoraro Scanio 99%, L'incappucciata 99%, Scalfarotto na minchia e Mastella l'abbiamo accoppato.
Angie quasi al via
In Germania ore contate per la partenza del governo di grande coalizione fra CDU-CSU e SPD. Risolto in gran parte il problema di scegliere i ministri, le teste d'uovo dei due partiti limano le linee programmatiche del nuovo esecutivo. Il settimanale di area socialdemocratica Der Spiegel intervista a lungo la nuova cancelliera Angela Merkel. Un colloquio a tutto campo, dalle prospettive del governo in comune alle riforme sociali ed economiche sul tappeto, ai rapporti non sempre idilliaci con il leader della CSU Edmund Stoiber, che vi proponiamo nella versione inglese (prima parte, seconda parte).
Prendere i voti
Il centrosinistra festeggia il successo delle primarie e di un poderoso sforzo organizzativo territoriale. I DS lanciano la campagna elettorale di Prodi: scenda da quella boiata di tir e si misuri per davvero con il paese reale. I gazebo fanno scena e radunano cittadini-elettori, le strutture periferiche sono mobilitate. In tutto questo l'unica voce del centrodestra in questo fine settimana è stata il convegno-clausura di Norcia organizzato dalla Fondazione Magna Carta. Come dire, una diversa vocazione a prendere i voti.
Walking Primaries/2 - Andorra
Vamos vamos. Fervono gli scrutini nel piccolo Stato di Andorra, dove oltre 5milioni di italiani hanno partecipato al rito delle primarie. Approfittando del tempo bello e dell'aria buona, lunghe file di primaristi si sono messi in coda sin dalle prime ore del mattino. Una lunga fila giungeva direttamente da Santiago di Compostela, dirottata dai cattolici dell'Unione per far dispetto agli eremiti di Pera radunati a Norcia. Come è, come non è, al tramonto erano ancora a milioni arroccati lungo i sentieri che si inerpicavano all'unico seggio di Andorra, collocato dagli organizzatori sul punto più alto della rocca. Non è stato questo però l'unico inconveniente della giornata: dal fondo valle è giunta forte e chiara la protesta del candidato Mastellos, che ha accusato il vertice dell'Unione di non aver stampato le schede nel dialetto locale, il sanniticos. Sonoro, dalla cima è partito un "Chissenefrega". Li volete i risultati? Eccoli: Prodi 78%, Mastella 4%, Bertinotti 3%, Scalfarotto 2%, L'incappucciata 1%, Di Pietro 0%. Pecoraro Scanio disperso. I risultati sono definitivi anche se in 3 milioni stanno ancora completando il voto: "Chissenefrega".
Walking Primaries/1 - Lapponia
Visto che i nostri lettori "de sinistra" la prendono così sul serio e ci ammoniscono a non scherzare sulle primarie, a non sottovalutare, a rosicare, ad arrotolarci le budella, a fare spernacchi e sberleffi ai nostri capi ovviamente padroni ovviamente ladroni ovviamente mafiosoni perché noi ovviamente non possiamo essere solo di destra ma dobbiamo essere anche servi di Berlusconi e di tutta Mediaset e Mediolanum e il Milan e Milano2 e qui e là... insomma, siccome si sono montati la testa, allora la prendiamo sul serio anche noi. E siccome siamo Walking Class, cioè ci muoviamo spesso e volentieri e abbiamo anche noi i nostri canali privilegiati, allora prendiamo queste primarie molto sul serio e proviamo a far parte della partita anche noi, così rosichiamo di meno. E vi diamo quello che neppure Repubblica è in grado di darvi. Spiccioli di voto degli italiani all'estero che abbiamo la possibilità di offrire solo noi.
Iniziamo dalla Lapponia. Nei 127 igloo messi a disposizione dall'Unione hanno votato in 2milioni 700mila inuit: altri 300mila non sono riusciti a depositare la scheda nel freezer perché si son congelati nell'attesa. Le file duravano fino a 40 minuti (fateveli a 40 gradi sottozero e vedete un po' voi). Qualche problema nei distretti meridionali di Inari, dove il candidato locale Masthellu ha protestato per l'assenza delle schede tradotte nel locale dialetto sannicu. Questi i risultati forniti dall'ufficio centrale: Prodi 87%, Bertinotti 5%, Mastella 3%, Scalfarotto 2%, L'incappucciata (espulsa per aver spaventato una foca), Pecoraro Scanio 0,3% (danneggiato per la fuga delle foche dai seggi). Altri, non pervenuti. L'alta percentuale del candidato Prodi sarebbe da addebitare alla vicinanza geografica dei distretti dell'ex Unione Sovietica.
Iniziamo dalla Lapponia. Nei 127 igloo messi a disposizione dall'Unione hanno votato in 2milioni 700mila inuit: altri 300mila non sono riusciti a depositare la scheda nel freezer perché si son congelati nell'attesa. Le file duravano fino a 40 minuti (fateveli a 40 gradi sottozero e vedete un po' voi). Qualche problema nei distretti meridionali di Inari, dove il candidato locale Masthellu ha protestato per l'assenza delle schede tradotte nel locale dialetto sannicu. Questi i risultati forniti dall'ufficio centrale: Prodi 87%, Bertinotti 5%, Mastella 3%, Scalfarotto 2%, L'incappucciata (espulsa per aver spaventato una foca), Pecoraro Scanio 0,3% (danneggiato per la fuga delle foche dai seggi). Altri, non pervenuti. L'alta percentuale del candidato Prodi sarebbe da addebitare alla vicinanza geografica dei distretti dell'ex Unione Sovietica.
The Balkans
Su TOL (Transition On Line) intervista a Olli Rehn, commissario europeo per l'Allargamento sulle prospettive dell'area balcanica che, come sanno i lettori di questo blog, ci sta molto a cuore. In aggiunta, questo articolo dell'economista Alessandro Napoli da Emporion.
Meno di zero
Io non conosco questo parlamentare di Forza Italia, Mario Pepe, che ieri sera, a Roma, si è presentato a un seggio dell'Unione per votare Clemente Mastella alle primarie. Dice di aver voluto misurare il grado di attendibilità delle primarie e di aver riscontrato approssimazioni e irregolarità. Si vanta di aver eluso la sorveglianza, di non aver dovuto firmare il programma dell'Unione. La tristezza è quel che afferma al Corriere, pensando di far bella figura: "Nessuno mi ha riconosciuto, seppure io viva nel quartiere". Temo che molti parlamentari di Forza Italia abbiano presso gli elettori (e non solo quelli dell'Unione) una notorietà pari a quella di Pepe: meno di zero.
Cinque anni fa, Antonio Russo
Cinque anni fa veniva assassinato in Georgia Antonio Russo, giornalista, militante del Partito radicale, autore di memorabili reportage dai posti caldi degli anni Novanta: Albania, Croazia, Serbia, Kossovo, Cecenia, Georgia. Proprio in Georgia trovò la morte per mano di assassini mai ritrovati. Scomparirono i suoi appunti e il materiale di lavoro girato in quell'occasione. Il suo corpo, abbandonato su un passo montano del Caucaso. A cinque anni dalla sua morte, le indagini si sono insabbiate nelle nebbie post-sovietiche. Walking Class lo vuole ricordare così, attraverso un sito che ne ricorda l'attività giornalistica e politica organizzato dal Radical Party.
domenica, ottobre 16, 2005
sabato, ottobre 15, 2005
Mark's Europe/3 - Balmy Berlin
Continua il diario settimanale di Mark Mardell, il nuovo responsabile del settore Europa della BBC. Terza puntata che parte da Berlino, passa per il prossimo summit di Hampton Court e si conclude a Bruxelles. Le puntate precedenti: Luxemburg poker, Rainy Istanbul.
No-Bel
Siccome potremmo sembrare faziosi, allora lasciamo volentieri il commento al premio Nobel 2005 a un amico che sta di là.
Sembra Tremonti, è Chavez
"Il pilastro (della società chavista) è l'etica del socialismo perché è il capitalismo che distrugge i diritti della maggioranza. Dopo la dissoluzione dell'Urss c'è stato il tentativo di imporre un po’ ovunque il neoliberismo ma la risposta ai nostri problemi, alla necessità di libertà ed eguaglianza viene dal socialismo che rende attuale l'utopia di Simon Bolivar ed è al tempo stesso cristiano." Potrebbero essere dei passaggi dell'ultimo libro di Giulio Tremonti, Rischi fatali, che Walking Class sta leggendo con crescente perplessità. Invece è un passo dell'intervista di Maurizio Molinari ad Hugo Chavez, il caudillo populista che ha sequestrato il Venezuela, riportata da 1972 (grazie Enzo). Noi l'avevamo persa, l'intervista completa è qui. Quanto a Tremonti, ieri La Stampa, recensendo il libro, lo affiancava a Imperi scritto da Toni Negri per alcuni passaggi (specie quelli contro "il mercatismo"). Credo che i sindacalisti leggano poco. Perché hanno contestato il ministro che presentava il suo libro a Pesaro.
Follini s'è dimesso da segretario Udc
Qui si va spesso controcorrente rispetto ai Tocquevillians sulla questione Follini. Negli ultimi tempi, però, anche il Grillo parlante (detto con affetto) della Casa delle Libertà ha sbagliato molto. Io credo che molte delle cose che Follini diceva sullaCDL e sul modo in cui Silvio Berlusconi stava interpretando la sua leadership fossero giuste. Due le obiezioni. Primo: bisogna essere costruttivi, cioè contribuire a correggere quel che si può correggere a pochi mesi da una campagna elettorale, lo scontro frontale non può avvenire a un tiro di schioppo dal voto e Follini alla fine era diventato solo un demolitore. Secondo: bisogna avere un pulpito immacolato, perché Follini è certamente una persona onesta ma nel suo partito, soprattutto a livello periferico, abbondano le squallide figurine del clientelismo politico senza casa né fede. E l'UDC, così come è, non l'ho plasmata io. Comunque Follini ha sbagliato tempi e modi. E trovare in politica, a destra come a sinistra, uno che ne tira le conseguenze e abbandona poltrone (piccole o grandi) di visibilità e potere è cosa assai rara. Merita l'onore delle armi. L'arte delle dimissioni è la meno frequentata nei palazzi della politica italiana (e non solo): costa molto ma restituisce a chi la pratica tutta la dignità e la responsabilità di una posizione politica. Qualunque essa sia.
Ricordando la Perugina
La fabbrica esiste ancora, alle porte di Perugia, anche se la proprietà non è più italiana. E' la fabbrica di cioccolato più famosa d'Italia, la Perugina. Qui non si è troppo nazionalisti e si crede nel libero mercato, nella libera circolazione dei lavoratori e dei capitali. Dunque, nessuno scandalo che l'antica fabbrica sia finita in mani straniere. Tuttavia il binomio Perugia-cioccolato è sempre vivo, come dimostra l'annuale festival. Chi ha il weekend libero e non ha ancora deciso dove andare, prenda l'auto o il treno e si precipiti a Perugia. Eurochoccolate vi aspetta.
venerdì, ottobre 14, 2005
Tutti da Isa il sabato sera
Qui a Walking Class siamo in procinto di varare un blogroll come Dio comanda, con tanto di link a siti che parlano dei temi più di frequenti trattati su questo blog. Ovviamente, la parte del leone la farà l'Europa, specie l'area centro-orientale e più di tutte la Germania. Così capita, nella ricerca famelica di link bloggheschi, di trovare e segnalare anche blogger che non fanno parte della comunità di TocqueVille. Anzi, magari ne sono distanti da un punto di vista culturale, o politico. E però meritano una segnalazione per il loro garbo e la loro arguzia. E' il caso di Isa. Da quel che riesco a scorgere, Isa sembra avere idee assai diverse da quelle di Walking Class. Ma non è questo che interessa. Quel che interessa è che questo post è bello, spiritoso e anche assai veritiero. Il resto del blog lo troverete qui.
Olanda nel mirino
Azione antiterroristica della polizia olandese nella capitale L'Aja. Sette presunti terroristi islamici (sei uomini e una donna) sono stati arrestati dopo che era scattato l'allarme per possibili attentati. La polizia ha circondato un istituto scolastico dove si trovavano i presunti terroristi. Nello stesso momento altre squadre di polizia circondavano a scopo precauzionale gli edifici politici della città. Sono rafforzate tutte le misure di sicurezza nel paese dal momento che gli inquirenti considerano "assai concreta" la minaccia di attentati terroristici in terra olandese. La cronaca del blitz da Repubblica, BBC e De Telegraaf.
giovedì, ottobre 13, 2005
Fantastico Bechis
Politicamente scorretta la prima pagina del Tempo di oggi, di sicuro la migliore copertina della giornata. Il Parlamento affossa le quote-donne. E il direttore Franco Bechis tira fuori dal cilindro un'idea geniale. Da quando questo giornalista terribile ha preso in mano le sorti dell'antico quotidiano romano, Il Tempo ha ritrovato smalto e ruolo, superando di slancio una crisi ultra-decennale che sembrava irreversibile. E poi, a noi, questo Tempo sbarazzino ci piace e ci diverte. Non avrà ancora l'autorevolezza democristiana di quando lo dirigeva Gianni Letta ma è certamente più coraggioso, più moderno e meno ruffiano di allora. Bravo direttore.
Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco
Soprattutto se il gatto è Silvio Berlusconi. Qui non si sostiene la bontà di una legge elettorale contro un'altra, né altre questioni di filosofia politica. Qui si parla di politica. Si osserva e si giudica come la politica si sta svolgendo, adesso, in queste ore, in questi giorni dentro il Parlamento, in quell'aula di Montecitorio che alla fine, nonostante tutto il degrado della politica italiana, resta il palcoscenico supremo delle battaglie campali. Lì, in quell'aula, nel centro dell'arena vociante e urlante, il Cavaliere ha ritrovato la sua forza, in uno scontro frontale e vincente contro l'opposizione. Ha inventato una legge che non piace a nessuno ma non dispiace a troppi, che serve a lui e interessa anche ad altri, che punta il dito sul fallimento del maggioritario all'italiana e di fatto chiude in parentesi il decennio della Seconda Repubblica nel quale è stato protagonista. Berlusconi serra il sipario alla stagione che lui stesso ha interpretato come primo attore, ma si rinnova a guidare anche la stagione successiva. Vede e misura la crisi del berlusconismo ma si adopera per non finirne sotto le macerie. Anzi, cavalca questa crisi e con un temperamento formidabile la gestisce come un cavaliere da rodeo, la doma. Rinasce proporzionalista per recuperare la manciata di voti necessaria a riaprire la partita, ma ci mette del suo, del suo temperamento, per ribaltare l'impressione generale di una CDL declinante e di un'Unione trionfante. Lì, in quell'aula di Montecitorio, la sinistra batte in rotta divisa tra Fassino che medita sulla strategia sbagliata e Violante che dà di matto e inalbera patetici cartelli. Lì, in quell'aula di Montecitorio, la destra riparte galvanizzata nel momento in cui affossa la sua stessa ragione di esistere, la legge maggioritaria, per trovarne un'altra all'ombra del partitismo e del proporzionale. A sinistra s'insinua lentamente il veleno della paura: il flop della manifestazione di domenica scorsa, la disfatta parlamentare, Prodi spaesato, le primarie derubricate a dovere di partito. Che la rimonta sia cominciata? Che Berlusconi sia capace di scrivere la sceneggiatura della crisi del berlusconismo e farsene interprete meglio di chiunque altro? Nella politica spettacolo non c'è ancora un attore migliore di lui? Domande, dubbi, inquietudini a sinistra. Speranze, suggestioni, sorprese in una destra galvanizzata. Qui non si giudica, si osserva. Vale anche per Walking Class, analista del giorno dopo: non dire gatto se non ce l'hai nel sacco. Soprattutto se il gatto è Silvio Berlusconi.
martedì, ottobre 11, 2005
Adriatico, la guerra dei pesci
Non c'è pace sull'altra sponda dell'Adriatico. Nonostante la Slovenia sia ormai membro a pieno titolo dell'Unione Europea e la Croazia sia sulla buona strada per avviare il suo processo di integrazione, i due paesi che facevano parte della Jugoslavia (e che fra loro non hanno mai combattuto nel conflitto fratricida dello scorso decennio) sono ai ferri corti per una questione di pesce. Il parlamento di Lubiana ha decretato la protezione delle sue acque territoriali, vietando la pesca di fronte alle sue coste. La Croazia non riconosce alla Slovenia il diritto di creare zone di protezione, dato il suo ristretto sbocco sul mare. La questione, che richiama diatribe appunto sul diritto alle acque territoriali, si trascina dal 1991. Chissà quando finirà.
Bielorussia, la guerra degli Alyaksandr
Alyaksandr contro Alyaksandr. L'opposizione bielorussa prova a unirsi sotto un unico candidato per battere il comunista Lukashenka alle prossime elezioni. Transition On Line ci descrive l'intenso lavoro dei gruppi che si oppongono all'ultimo bolscevico d'Europa.
Il futuro di Schröder?
Secondo Poganka sarebbe in Russia. Dove? Alla corte di Putin come manager di Gazprom per rafforzare il sodalizio energetico russo-tedesco. Tre anni fa, quando sembrava che Stoiber fosse destinato a succedergli, la giovane moglie si lasciò sfuggire che Schröder aveva già prenotato un appartamento a New York e che il suo sarebbe stato un futuro di conferenziere negli Usa. Poi, negli ultimi anni, meno Stati Uniti e più Russia. Se Berlusconi dovesse perdere le sue elezioni e valutare noioso il buen ritiro a Thaiti, la dacia dell'amico Vladimir potrebbe diventare affollata. Sarà per questo che Der Spiegel consiglia altre destinazioni.
lunedì, ottobre 10, 2005
TocqueVillen: Germany News
E' arrivato da poco a rinforzare il quartierino tedesco dell'immensa TocqueVille. E nel giorno della cancelliera ritrovata lo presentiamo ai lettori di Walking Class. Il nome del blog non lascia spazio a fraintendimenti: Germany News, tutto quello che avreste voluto sapere sul mondo di cultura tedesca e adesso potete saperlo. Basta cliccarci sopra. Non solo Germania, ma anche Austria e Svizzera. Nel dettaglio: le percentuali delle votazioni locali, le notizie dall'economia, le curiosità dello sport. Arriveranno le previsioni del tempo specifiche per i quartieri di Berlino e le statistiche complete della Bundesliga (scherzo). Il tutto in perfetto stile teutonico. Il merito è di Giovanni Boggero, giovanissimo appassionato di cultura tedesca. Walking Class s'è già gemellato.
Habemus Kanzler
Annuntio vobis gaudium magnum; habemus Kanzler: Eminentissima ac Reverendissima Domina, Domina Angela Sanctae Germanae Ecclesiae Cardinale Merkel qui sibi nomen imposuit Angie I. Dunque, è andata. La Germania avrà il primo cancelliere donna della sua storia. Nella complicata lingua tedesca bisognerà usare il femminile: die Kanzlerin. Almeno ci siamo tolti dalle tastiere la complicatissima umlaut (i puntini) sopra la "o" di Schröder. Scrittura a parte, dopo 20 giorni di conclave, la scelta principale è stata fatta. Ora il gioco passa alle caselle dei ministri e al programma di governo. Trattative che sono andate di pari passo con quella per il cancelliere. Dunque adesso si dovrebbe fare in fretta e la Grosse Koalition dovrebbe iniziare il suo atteso e complicato cammino.Al cancelliere uscente l'onore delle armi. Aveva vinto pur avendo perso le elezioni anticipate. Ma poi, pur potendo dire di aver vinto, ha perso il dopo elezioni. Se fosse stato meno arrogante, se non avesse voluto personalizzare lo scontro, se fosse stato più galante, se avesse tenuto a freno la voglia di rivalsa, forse sarebbe potuto essere ancora lui a guidare il paese. Ma il politico impulsivo ha prevalso e quel carattere sanguigno che gli ha concesso uno straordinario recupero in campagna elettorale è stato il motivo del crollo d'immagine post-elettorale.
Ora Angela Merkel potrà dare il meglio di sé. Schiva e poco carismatica, ha penato durante il confronto mediatico con il più abile avversario. Ma, conoscendola, avrebbe penato con chiunque. Mettetela in piedi su un palco e resterete afflitti e delusi. Mettetela dietro una scrivania a sgobbare sulle cose concrete e vi sorprenderà. Speriamo sorprenda anche i tedeschi, e tutti noi europei che abbiamo bisogno di una Germania che torni ad essere protagonista in Europa. Per farlo, dovrà voltar pagina in politica estera e accelerare le riforme di Schröder in economia. La Grosse Koalition, 40 anni dopo la sua unica e non entusiasmante esperienza, è chiamata ad una prova assai difficile.
LIVE NEWS: Der Spiegel, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Der Tagesspiegel, Deutsche Welle (in inglese), Die Welt, Die Zeit.
domenica, ottobre 09, 2005
Luci dei Balcani
Il Consiglio dei ministri europeo ha dato luce verde all'inizio dei colloqui per l'accordo di stabilità e associazione con la Serbia e il Montenegro. Qui si spera che l'allargamento dell'Europa prosegua e che, oltre alla Turchia e alla Croazia, anche tutta l'area balcanica si metta in condizione di aderire in futuro all'Unione. La rivista Transition On Line offre un'analisi degli sviluppi possibili. E sull'ultimo numero di Emporion, l'articolo dell'economista Alessandro Napoli che da anni opera nei paesi dell'Europa centro-orientale, e negli ultimi tempi nell'area dei Balcani occidentali.
Twin power, Varsavia vota ancora
Dopo il voto parlamentare, oggi in Polonia è il turno di quello presidenziale. Si chiude ufficialmente l'era Kwasniewski. E se ne aprirà un'altra, di destra. Come quindici giorni fa la contesa è tra il rappresentante dei social-conservatori di Legge e Giustizia, il gemello Lech Kaczynski, sindaco di Varsavia e il liberale Donald Tusk di Piattaforma Civica. Il secondo è leggermente favorito ma è opinione diffusa che andranno tutti e due al ballottaggio. Se ne riparlerà tra quindici giorni. Si complica così la formazione del nuovo governo. Le elezioni parlamentari hanno assegnato la vittoria ai conservatori di Legge e Giustizia che dovranno formare una maggioranza con Piattaforma Civica. Ma finché i due partiti sono divisi dal derby per le presidenziali, difficile che andrà in porto il compromesso per l'esecutivo. Tanto più che se il gemello Lech diventa presidente, il gemello Jaroslaw non può diventare premier ma se il gemello Lech non ce la dovesse fare, allora il gemello Jaroslaw avrebbe strada libera. A noi questi gemelli ci hanno un po' stufato. Preferiamo questi qua.
Il bel mondo dell'Unione
C'è tutto il bel mondo dello spettacolo oggi alla manifestazione di Piazza del Popolo (così cara ad Almirante) dell'Unione. C'è pure il De Gasperi falso, il figlio di Gifuni che lo ha interpretato in tv, a dimostrazione che un De Gasperi vero non ce l'ha proprio nessuno. D'altronde, dopo giorni di pioggia, la giornata è bella e la scampagnata si prospetta gradevole. Gridare al regime sotto l'ombrello fa tanto impegno ma rovina le scarpe. Quelle di D'Alema (con la D maiuscola) saranno fra le più economiche del gruppo. Arriva dall'America (terra sempre troppo ospitale) anche la fantastica Milva la Rossa, voce straordinaria che però anni fa compiva le stesse traversate per presentarsi commossa a Berlino Est o a Mosca o a Bucarest, insomma ovunque sventolasse il vessillo del totalitarismo comunista. Sono tanti e sono forti, questi uomini di spettacolo dell'Unione. E visto dove hanno lavorato in questi ultimi quattro anni, si potrebbe tirar fuori questo paradosso: il prossimo che accusa Berlusconi di non aver aperto le scuole di partito è un mentitore. Quelle scuole ci sono, sono le sue televisioni (private e di Stato, c'è il regime no?), dove si alleva una splendida generazione politica di opposizione. E però, ammettiamolo, qualcosa non funziona. Gli istruttori non devono essere granchè se uno di loro, forse il migliore di loro, Pippo Baudo, s'è preso paura di competere con uno che si chiama Vasa Vasa.
sabato, ottobre 08, 2005
Mark's Europe/2 - Luxemburg poker
Dacci oggi il nostro Mardell settimanale. Ironia british nella seconda puntata del diario europeo di Mark Mardell. Il vertice di Lussemburgo dei ministri degli Esteri, il via libera alla Turchia per i negoziati, l'Europa sociale.
venerdì, ottobre 07, 2005
Buttarsi a sinistra/a destra
Buttarsi a sinistra e trovarsi Pippo Baudo. Avviso ai transfughi (quelli in buona fede, legittimamente scontenti del governo di centrodestra): nani e ballerine sono dappertutto, purtroppo non un'esclusiva di una sola parte politica.
Buttarsi a destra e incrociare i salmoni. Avviso ai transfughi (sempre quelli in buona fede): c'è del buono anche a destra, leggere per credere.
Avviso ai transfughi, quelli non in buona fede: affrettatevi che a sinistra stanno chiudendo le liste. Avviso ai dirigenti di Forza Italia: non è buona cosa sostenere che con la nuova legge elettorale tutti i parlamentari uscenti potranno essere rieletti. Se ci fossero piaciuti tutti i parlamentari di Forza Italia, non avreste il vento contrario. Forse, dovreste pensare a cambiare candidature.
Buttarsi a destra e incrociare i salmoni. Avviso ai transfughi (sempre quelli in buona fede): c'è del buono anche a destra, leggere per credere.
Avviso ai transfughi, quelli non in buona fede: affrettatevi che a sinistra stanno chiudendo le liste. Avviso ai dirigenti di Forza Italia: non è buona cosa sostenere che con la nuova legge elettorale tutti i parlamentari uscenti potranno essere rieletti. Se ci fossero piaciuti tutti i parlamentari di Forza Italia, non avreste il vento contrario. Forse, dovreste pensare a cambiare candidature.
Allarme per la metro di New York
Allarme a New York: livello elevato di allerta per una "minaccia specifica, senza precedenti". Così il sindaco di New York, Michael Bloomberg, in una conferenza stampa congiunta insieme al capo della polizia, Ray Kelly. "Abbiamo deciso di rendere pubblica questa minaccia- ha detto il sindaco - anche se chiediamo ai newyorkesi di proseguire la loro vita quotidiana come se niente fosse". L'allarme riguarda l'ipotesi della presenza di 19 terroristi di al-Qaeda presenti sul territorio metropolitano di New York pronti a seminare ordigni nella rete metropolitana della città. Secondo indiscrezioni della polizia sarebbero stati eseguiti degli arresti. L'allerta lanciato dall'Fbi si estende anche ai prossimi giorni: è di una gravità tale da ver consigliato la pubblicizzazione dell'allarme, anche se gli arresti eseguiti avrebbero in parte attenuato il pericolo in corso. Proprio oggi il presidente americano Bush aveva reso noto che dall'11 settembre 2001 ad oggi le intelligence degli stati occidentali avevano sventato 10 grandi attentati in città europee e americane. Le ultime notizie da Fox News, CNN, Sky News e Repubblica.
giovedì, ottobre 06, 2005
Tutti al mare
Finalmente si riparte. Domani Walking Class se ne sale sul treno e incolla la faccia al finestrino. Direzione Sestri Levante, alla seconda edizione del Seminario Mises organizzato dagli amici dell'Istituto Bruno Leoni. In giro per TocqueVille s'è sparsa la voce del seminario e pare che ci incontreremo in tanti sulle rive del Mar Ligure. Nel frattempo, da Roma a Sestri il mare scorre sulla sinistra, quindi Walking Class si piazzerà sulla corsia di sinistra e The Right Nation se ne dovrà fare una ragione. Per lui solo lato corridoio. A destra, of course.
mercoledì, ottobre 05, 2005
Il Conclave di Berlino (16mo giorno)
Terzo round di consultazioni tra i due maggiori partiti tedeschi, entrambi usciti malconci dalle elezioni di due settimane e mezzo fa, e tuttavia entrambi costretti a governare assieme per assicurare un governo al paese. Sul condominio sono ormai d'accordo. La distanza permane sul capo-condomino. Molti osservatori segnalano che il lungo braccio di ferro tra Merkel e Schroeder potrebbe favorire l'ascesa a sorpresa di un terzo incomodo, scelto tra le seconde file della CDU. Qui si era affezionati a un vecchio (si fa per dire) saggio dei cristiano-democratici, Wolfgang Schauble, una testa d'uovo immeritatamente silurata per lo scandalo dei soldi in nero che coinvolsero Helmut Kohl. Ma non sono saggi i tempi che si corrono in Germania, almeno sul versante politico. Da registrare che, al sedicesimo giorno di conclave berlinese, la fumata resta nera. Joseph Ratzinger, dalle stanze del Vaticano, osserva e se la ride.
martedì, ottobre 04, 2005
lunedì, ottobre 03, 2005
Viaggio settentrionale
"Io considero che tutte le provincie, in qualunque parte del mondo si siano, fuori della zona glaciale, hanno il cielo in tal modo collocato, che nasce loro e tramonta ogni giorno il sole; la terra atta a render il frutto per sostentar la vita umana; e nel suo clima molte altre vi sono, le quali partecipano delle medesime qualità. Solo io trovo la Scandinavia, la quale, posta nella zona temperata, s'inoltra però tanto nella glaciale, che arriva ad avere un giorno di due mesi continui e più e così pure la notte corrispondente.La terra nessun frutto ivi può rendere per l'estremo freddo al testimonio de' scrittori; e pure vi si sostenta il genere umano. Non si trova altra terra abitata, che si sappia, sotto il suo parallelo, e la zona glaciale antartica è totalmente ignota. Dunque è forza che quel paese abbia qualità agli altri non comuni, ma singolari; dunque sarà la più curiosa parte del mondo per osservarsi".
Francesco Negri, Viaggio settentrionale, 1663
Il freddo abbraccio della riunificazione
E' stato uno dei punti oscuri della campagna elettorale appena trascorsa e resta uno dei punti più sensibili della politica tedesca odierna. Parliamo della riunificazione tra Est e Ovest che oggi, 3 ottobre 2005, compie 15 anni. Giornata di festa, in Germania, ma il tabù della riunificazione è ormai stato violato. Lo ha fatto il leader della CSU Edmund Stoiber che in un comizio nel Baden-Württemberg aveva denunciato il pericolo che fossero "i frustrati dell'Est" a decidere il nome del prossimo Cancelliere. I "frustrati" non hanno deciso, ma hanno inciso direttamente nel determinare lo stallo in cui è sospesa la politica nazionale da due settimane. Le cose non sono andate come previsto, c'è chi si considera però ancora ottimista per il futuro e chi invece già parla apertamente di fallimento. Certo è che l'estensione del modello sociale di mercato a tutto l'Est, nel momento in cui esso entrava in crisi anche ad Ovest, non è stata una scelta lungimirante. I giornali tedeschi dedicano al bilancio della riunificazione corposi dossier, spesso riversati on line. E' il caso della Frankfurter Allgemeine Zeitung (ricco di molti grafici), del Rheinische Merkur (ancora carico di ottimismo), della Zeit (assai problematico). Un lungo saggio sullo Spiegel, il giorno dell'Unità visto da Berlino e dai giornalisti del Tagesspiegel, i documenti della Konrad Adenauer Stiftung, la fondazione cristiano-democratica. Sul filo della memoria la cronologia degli eventi che portarono alla caduta del Muro di Berlino e alla riunificazione politica. Non poteva mancare un racconto di Walking Class: la storia del Muro, costruzione, esistenza e crollo (da Ideazione del 10 novembre scorso).
Un anno di Walking Class
Il 3 ottobre di un anno fa partiva questo blog. Walking Class ringrazia i suoi lettori, cresciuti di giorno in giorno. E ringrazia quanti, ventiquattr'ore su ventiquattro, lavorano volontariamente all'aggregazione di TocqueVille, la città dei liberi cui Walking Class aderisce e alla quale deve gran parte dei suoi contatti.
Simulazione attacco terroristico a Roma
E' partita una mezz'ora fa la simulazione dell'attacco terroristico a Roma. Il manichino di un kamikaze è stato fatto esplodere al Colosseo, poi un finto attacco alla metropolitana della linea A, fermata Repubblica in direzione Termini. La terza simulazione avrebbe dovuto aver luogo subito dopo sull'autobus urbano n. 64 (tratta Termini-Città del Vaticano) in Corso Vittorio tra Piazza Navona e Campo de' Fiori. Ma un centinaio di disobbedienti ha bloccato la strada ritardando l'esercitazione, gridando "buffoni" e scontrandosi con la polizia. Dopo una ventina di minuti anche la terza esercitazione ha avuto luogo. Tutto si è svolto sotto una pioggia battente. Disagi sono stati causati alla circolazione stradale e molti cittadini hanno protestato. Spavento fra i turisti, molti dei quali non sapevano che si trattava di un'esercitazione. E tuttavia queste complesse simulazioni servono alle forze dell'ordine per valutare il grado di reazione a eventuali attentati e per meglio coordinare le operazioni di soccorso. All'indomani degli attentati di Londra molti si erano lamentati del fatto che in Italia, obiettivo possibile di un attacco terroristico, non si fosse provveduto a esercitare operatori di polizia e cittadini come era accaduto a Londra. Adesso che, in tempi molto rapidi, le simulazioni vengono effettuate (dopo Rieti, Milano e Roma sarà il turno di Torino e Napoli), c'è chi protesta. E soprattutto c'è chi le ostacola, come i disobbedienti che lanciano questa offensiva politica in vista delle primarie del centrosinistra alle quali concorrono. E' strano come la gente comune proprio non voglia vedere in faccia la realtà e rimuova l'idea che siamo in guerra e potremmo essere colpiti. E' invece un segnale politico come la sinistra, quella estrema che manifesta e Prodi che non ne prende le distanze, mostri limiti evidenti sul tema della sicurezza nazionale. Ripropongo ai lettori del blog questo articolo da Ideazione. La foto della simulazione in Corso Vittorio è scattata dal balcone di Ideazione.
L'Angela di Dresda
Il pallino del nuovo governo passa ad Angela Merkel dopo la vittoria della CDU nella coda elettorale di Dresda. Andreas Lämmel, il candidato dei cristiano-democratici ha vinto il mandato diretto, portando temporaneamente a 4 i seggi di vantaggio sull'SPD nel Bundestag tedesco. In Germania si vota su due schede: nella parte proporzionale (il cosiddetto secondo voto, zweitstimme) è invece in vantaggio l'SPD con il 27,9 per cento, seguita dalla CDU con il 24,4, dal Linkspartei con il 19,7. Straordinario il risultato dei liberali dell'FDP che hanno più che raddoppiato il risultato delle precedenti elezioni a Dresda passando dal 7 al 16,6 per cento. Nel complesso, dunque, il voto di Dresda conferma la spinta verso la Grosse Koalition ma offre alla Merkel un vantaggio rilevante nel poker dei cancellieri. Informazioni da Frankfurter Allgemeine Zeitung, Die Welt, Der Spiegel, BBC News (in inglese). Commento in italiano di Franco Venturini sul Corriere della Sera.
domenica, ottobre 02, 2005
Dresda, alta affluenza (72,1): risultato alle 22
Con il voto di Dresda le elezioni tedesche sono ora complete. Nella città sassone hanno votato in tanti, segno che la drammatizzazione di questa appendice elettorale ha sortito il suo effetto. I cittadini di Dresda pensano di aver deciso chi tra Schröder e la Merkel avrà diritto a guidare la Grosse Koalition: sarà così? Alla chiusura dei seggi, pochi minuti fa, il dato dei votanti era molto alto: 72,1 per cento. Lo scrutinio è iniziato ma si ritiene che i risultati non saranno resi noti prima delle 22. Una lunga attesa per i tedeschi che, a due settimane dal voto federale, ancora non hanno un governo che possa affrontare le gravi questioni sul tappeto.Un reportage della giornata elettorale in inglese da BBC News e in tedesco dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung che giudica anche le politiche possibili della Grosse Koalition alle porte. Nel prossimo governo rosso-nero potrebbe trovare anche posto Edmund Stoiber, battuto da Schröder tre anni fa ma poi riconfermato dai bavaresi alla guida del governo regionale. Ma dopo la forte flessione della CSU in Baviera nel voto di due settimane fa, per Stoiber sembra avvicinarsi il momento dell'addio alla leadership cristiano-sociale. Un minitero a Berlino come compenso per una lunga carriera, tuttavia, non è da disprezzare.
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