mercoledì, maggio 11, 2011

venerdì, maggio 06, 2011

RÅBIERG MILE, IL PICCOLO SAHARA DANESE

E per concludere, vi lascio per il fine settimana con un altro reportage di viaggio, questa volta fotografico, attraverso i deserti di sabbia del Nord Europa. Più precisamente in Danimarca. Si tratta del Råbjerg Mile, il cosiddetto deserto danese, nella regione dello Jutland, pochi chilometri a sud di Skagen, il punto più settentrionale del paese. Un’area vasta due chilometri quadrati che la forza del vento sposta ogni anno di 15 metri verso est. Dune mobili che si insidiano fra la vegetazione tipica delle zone nordiche creando un effetto suggestivo. Ovviamente su East Side Report.

IN BUS SUL LIMES D'EUROPA, DA CRACOVIA A LEOPOLI

L’addetta della compagnia di autobus che collega Cracovia, in Polonia, a Leopoli, in Ucraina, ci lascia nel dubbio: «Il servizio è fornito alternativamente da autobus polacchi e ucraini, ma non si sa in anticipo quale dei due partirà stasera. Quelli polacchi sono più moderni, quelli ucraini più vecchiotti e scomodi. Buona fortuna»... [il racconto di viaggio continua su East Side Report].

NUCLEARE ED EUROPA DELL'EST

C'è chi dice no (la Germania) e c'è chi dice sì (la Russia ad esempio). La domanda è quella sul futuro del nucleare. Ad est di Berlino nessuno sembra intenzionato a rinunciare all'atomo. Non la Polonia, che sta scegliendo il sito per la sua prima centrale, non la Repubblica Ceca che pensa al raddoppio di Temelìn, non i Paesi Baltici che vogliono cooperare per costruire sui defunti reattori di Ignalina un impianto che assicurano sicuro, non la Bielorussia (chi è Lukashenko?) che si farà costruire da Putin la sua centrale, non la Bulgaria che ha qualche impiccio burocratico con il sito di Belene, non l'Ucraina, nonostante Chernobyl. Un panorama, più o meno esauriente, comprese le testimonianze sui 25 anni dalla catastrofe di Chernobyl e le foto realizzate nella città fantasma di Pripyat, lo trovate nella sezione nucleare di East Side Report. In continuo aggiornamento.

I CASALINGHI NON VIVONO A LUNGO

Buffa classifica dei lavori che accorciano le aspettative di vita in Germania. L'ha pubblicata la Welt, sulla base di uno studio di un gruppo di ricerca dell’Istituto demografico di Vienna. Alcuni mestieri non sorprendono: si sa che salire sulle impalcature, riparare i tetti o scendere in miniera sia un po' pericoloso. Ma non mi sarei aspettato i produttori di carni e würstel e nemmeno i casalinghi, visto che alle casalinghe va invece molto meglio. Se la passano bene invece quelli seduti dietro a una scrivania e soprattutto gli accademici, i fisici, i professori di liceo e anche i parroci. Ma, avvertono gli studiosi, solo quelli evangelici. Tranne che su questo ultimo punto, su cui pesa l'ombra di un favoritismo luterano, per tutto il resto i ricercatori offrono una risposta. Che potete leggere su Lettera 43.

NEIN DANKE RELOADED

Germania ed energia nucleare. Prima l'addio di Schröder e Fischer, correva l'anno 2001, poi il ritorno con Merkel e Westerwelle (correva l'autunno 2010). Quindi Fukushima e un nuovo addio. Forse per sempre. L'altalena della Germania con il nucleare sembrerebbe giunta all'ultimo giro. I dettagli, aggiornati, su East Side Report.

LA LOCOMOTIVA VA, I VAGONI UN PO' MENO

La locomotiva è l'economia tedesca, così come veniva chiamata un tempo riferendosi alla funzione di traino per l'intera Europa che ha avuto per lungo tempo. Oggi pare che la Germania corra soprattutto per sé, lasciandosi alle spalle il resto del Continente. E il mercato del lavoro, che pure conosce meno disoccupazione, è sempre più affollato di lavori a tempo e poco pagati. L'articolo è su East Side Report.

I vagoni invece sono proprio quelli della Deutsche Bahn. Uno studio della Warentest ha rivelato che i treni tedeschi non sono più puntuali come una volta. E assieme ai ritardi, si sommano una serie di disservizi che gettano un'ombra su una delle più solide aziende ferroviarie europee. Tuttavia, una postilla è d'obbligo. Il test è molto severo, il cartellino rosso scatta al sesto minuto di ritardo ed è abbastanza logico che ad essere penalizzati siano soprattutto i convogli a lunga percorrenza. Poi, agli amanti del "mal comune mezzo gaudio", devo onestamente controbattere che, abituato un tempo ai disservizi di Trenitalia, le lamentele dei tedeschi appaiono perlomeno esagerate. L'articolo è su Lettera 43.

martedì, maggio 03, 2011

MINSK, ANCHE IL CORDOGLIO È DI REGIME

C’è un filo sottile che unisce tutte le dittature (o le autocrazie, a seconda dei giudizi sui regimi che si uniformano a categorie su cui neppure gli scienziati politici concordano): quello dell’ordine e della pulizia nei luoghi pubblici. Tutto deve essere sorvegliato e organizzato, ogni momento della vita pubblica e collettiva deve rientrare in un preciso automatismo stabilito dall’alto. Anche l’emozione e il cordoglio. Articolo e foto su East Side Report.

TRANSTURCHIA

Trentaquattro anni, di professione musicista e una particolarità: è un transessuale. Di più: si candida al parlamento turco. E ancora: lo fa nelle liste del partito musulmano conservatore del premier Recep Tayyip Erdogan. Almina Can è diventata così il simbolo della rivoluzione più incredibile che potrebbe segnare le elezioni politiche anticipate del prossimo 12 giugno. Articolo su East Side Report.

RECUPERI

Piccolo recupero dei giorni precedenti con un paio di articoli dal fine settimana passato, per chi se li fosse persi. Il matrimonio principesco in Inghilterra, visto dalla Germania che invidia gran parte della nobiltà europea dal basso della sua sgangherata aristocrazia locale, perduta fra il conte Foffi e il principe Mutanda (East Side Report) e il primo maggio dei polacchi, divisi fra le celebrazioni vaticane per la beatificazione di Karol Wojtyla e la fine dell'embargo del mercato del lavoro in Germania e Austria (sempre su East Side Report). E spero che vi piaccia la nuova grafica di Walking Class.