giovedì, ottobre 21, 2010
Özil-Merkel, irruzione di spogliatoio (con polemica)
All’inizio di ottobre la foto aveva fatto il giro del mondo. Angela Merkel, la cancelliera che dai mondiali in casa nel 2006 ha scoperto l’importanza mediatica di frequentare le partite di calcio della nazionale, dopo la partita contro la Turchia si era infilata negli spogliatoi dell’Olympiastadion di Berlino per stringere la mano ai tedeschi vittoriosi per 3 a 0, l'8 ottobre scorso [... continua su Lettera43].
mercoledì, ottobre 20, 2010
Germania-Turchia, lezioni di tolleranza
«L’Islam appartiene alla Germania», aveva detto il presidente della Repubblica tedesca Christian Wulff nel suo primo discorso ufficiale in occasione delle celebrazioni per il ventennale della riunificazione, scatenando un putiferio ancora non sedimentatosi, specie nelle file del suo partito conservatore. «Ma anche il cristianesimo appartiene alla Turchia», ha rilanciato ieri [... continua su Lettera43].
martedì, ottobre 19, 2010
Berlino, nudi contro il caro-affitto
Sta tramontando uno dei miti che nell’ultimo ventennio hanno reso Berlino la capitale più attraente d’Europa per migliaia di giovani: quello degli affitti a buon mercato. La Berlino arm aber sexy, povera ma sexy, celebrata dal sindaco Klaus Wowereit, sta perdendo il suo fascino trasandato [... continua su Lettera43].
lunedì, ottobre 18, 2010
Il ritorno a Kohl salverà la Merkel?
Non lo aveva immaginato certo così, Angela Merkel, il suo primo governo di centro-destra. «Finalmente faremo le riforme che i socialdemocratici ci hanno impedito di realizzare nei quattro anni della Grosse Koalition», aveva detto poco più di un anno fa, quando presentò gli uomini del suo secondo gabinetto, una solida maggioranza fra cristiano-democratici e liberali. In 13 mesi il consenso è evaporato [... continua su Lettera43].
sabato, ottobre 16, 2010
La favola dei Guttenberg approda sullo Spiegel
Quella che vedete di fianco è la prima pagina dello Spiegel in uscita domani. In copertina, la coppia più glamour del momento politico tedesco, i "favolosi" coniugi zu Guttenberg, nobile lui e nobile lei, la cui lunga marcia verso la Cancelleria vi abbiamo raccontato qualche giorno fa in questo articolo per Lettera43. Al ministro però queste speculazioni non fanno piacere e provocano anche qualche imbarazzo. Almeno così dice. E con quell'aria da bravo ragazzo, difficile non credergli. Proprio allo Spiegel, il politico più amato dai tedeschi dice che l'idea di una sua candidatura alla cancelleria è una bizzarria lontana da ogni concreta riflessione, che non ha affatto un piano prestabilito per la sua carriera politica e che, anzi, potrebbe mollare tutto di colpo per sperimentare nuove esperienze. A 39 anni non pensa a un impegno politico per tutta la vita e in questo è un po' lo specchio della generazione alla quale appartiene, predisposta a una vita fatta di tante tappe diverse.
Gottardo Express, il tunnel cerca sbocchi
Ci sono i minatori, ancora loro, anche se questa volta sono tutti europei. Hanno gli elmi colorati in testa, come si conviene a chi lavora a centinaia di metri sottoterra e le bandiere dei loro paesi di appartenenza. È una festa, ci sono le telecamere, i politici, i dirigenti delle imprese impegnate nel progetto, i parroci a benedire l’opera. Non si tratta di una delicata operazione di salvataggio ma della perforazione dell’ultimo diaframma che divide i due scavi sotto il San Gottardo. [... continua su Lettera43].
venerdì, ottobre 15, 2010
Berlino si ripara sotto lo scudo
La Germania ha aperto al progetto di scudo missilistico americano sotto ombrello Nato.
Nel corso della riunione dei ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 Paesi aderenti all’Alleanza atlantica in corso a Bruxelles, il ministro tedesco alla Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg (leggi il suo profilo) ha messo da parte il riserbo finora mantenuto sul progetto e ha ventilato il via libera di Berlino [... continua su Lettera43]
Nel corso della riunione dei ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 Paesi aderenti all’Alleanza atlantica in corso a Bruxelles, il ministro tedesco alla Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg (leggi il suo profilo) ha messo da parte il riserbo finora mantenuto sul progetto e ha ventilato il via libera di Berlino [... continua su Lettera43]
giovedì, ottobre 14, 2010
Le luci di Berlino
Puntuale come il cielo grigio, arriva a ottobre il festival delle luci. Monumenti, strade, alberi, palazzi di Berlino si colorano di luci che aiutano ad affrontare l'inizio dell'autunno. Certo, quando c'è il sole è anche il tempo del "goldener Herbst", un esplosione di tinte dorate dovute alle foglie degli alberi che ingialliscono: non c'è necessità di volare fino in Canada, basta venire qui a Berlino. Però, siccome il grigio delle nuvole, della pioggia e della nebbia tendono a prendere il sopravvento, ben venga questa manifestazione che dura dieci giorni e trasforma la città in un caleidoscopio di colori. L'intero programma, con la mappa completa dei luoghi illuminati, è qui. Nella foto di copertina (scattata per voi ieri sera) la Unter den Linden. L'intera galleria fotografica, invece, la potete guardare su East Side Report.
La favola dei zu Guttenberg: missione Cancelleria
Lui è da mesi il ministro più amato del governo Merkel. Lei, che è sua moglie da 10 anni, è da tempo impegnata in associazioni a difesa dei minori. Insieme formano la coppia più glamour della severa politica tedesca. In due fanno 73 anni [... continua su Lettera43].
La Serbia (e i serbi) oltre i fuochi di Genova
Non è mai facile, di fronte a eclatanti episodi di cronaca, analizzare con pacatezza il dietro le quinte. Specie quando tali eventi rafforzano opinioni consolidate verso paesi sui quali l'informazione è piuttosto carente. Con i fuochi di Genova, rimbalzati su tutta la stampa europea (qui una selezione di quanto pubblicato in Germania), le immagini e i racconti di una notte di follia seppelliscono i commenti che provano a distinguere e spiegare. In un cortocircuito che alla fine favorisce chi quegli incidenti li ha creati, amplificandone gli effetti, anche se si tratta di minoranze. La Serbia è molto cambiata dagli anni in cui un intero popolo si lanciò dietro Milosevic nell'avventura rovinosa della guerra civile: non era compatto neppure allora, ma la ventata nazionalista lasciava poco spazio alle voci d'opposizione. Oggi è diverso, anche se quelle scorie sono ancora presenti in un intreccio fra reduci politici, giovani estremisti, curve di stadio, trafficanti di mille mafie, servizi più o meno deviati, frange dell'esercito: tutti uniti in un progetto politico che è quello di fermare il riavvicinamento di Belgrado all'Europa. Che sia la manifestazione del Gay Pride o una partita della nazionale di calcio, il tentativo è quello di fare rumore, di danneggiare l'immagine del paese provando a farlo tornare indietro nel tempo. Strano paradosso per chi sostiene di voler difendere l'onore serbo.
L'altra Serbia è più silenziosa, non fa rumore e quindi neppure notizia. Ma va raccontata e spiegata, perché è quella che oggi imprime al paese la direzione di marcia. Come fa Matteo Tacconi, uno che in Serbia ci passa sempre molto tempo e per questo sa di cosa parla. Qui vi offriamo tre interventi pubblicati sul quotidiano Europa e ripresi sul suo blog: Ma l'Europa si fida ancora di Belgrado, Gay Pride a Belgrado qualche considerazione a bocce ferme, Gli uligani.
Un altro ottimo sito in italiano attraverso il quale è possibile seguire i cambiamenti della Serbia, specie in campo economico, è quello di Alessandro Napoli, consulente internazionale esperto di sviluppo regionale, che dal 2001 ha spostato le tende in quella che un tempo chiamavamo Europa dell'Est. Prima in Ungheria, dal 2003 in Serbia. Date un'occhiata ad articoli e paper e alle statistiche economiche. Fanno meno notizia di un fumogeno ma servono di più a capire cosa si muove in un paese strategico per i Balcani e per l'Europa (Italia compresa).
L'altra Serbia è più silenziosa, non fa rumore e quindi neppure notizia. Ma va raccontata e spiegata, perché è quella che oggi imprime al paese la direzione di marcia. Come fa Matteo Tacconi, uno che in Serbia ci passa sempre molto tempo e per questo sa di cosa parla. Qui vi offriamo tre interventi pubblicati sul quotidiano Europa e ripresi sul suo blog: Ma l'Europa si fida ancora di Belgrado, Gay Pride a Belgrado qualche considerazione a bocce ferme, Gli uligani.
Un altro ottimo sito in italiano attraverso il quale è possibile seguire i cambiamenti della Serbia, specie in campo economico, è quello di Alessandro Napoli, consulente internazionale esperto di sviluppo regionale, che dal 2001 ha spostato le tende in quella che un tempo chiamavamo Europa dell'Est. Prima in Ungheria, dal 2003 in Serbia. Date un'occhiata ad articoli e paper e alle statistiche economiche. Fanno meno notizia di un fumogeno ma servono di più a capire cosa si muove in un paese strategico per i Balcani e per l'Europa (Italia compresa).
Un seggio all'Onu per la politica interna
Dopo sei anni, la Germania rientra nel Consiglio di sicurezza dell’Onu dalla porta secondaria. Eletta già nella prima votazione del 12 ottobre al Palazzo di Vetro di New York, è entrata assieme ad altri quattro Paesi a far parte dei 10 membri non permanenti per il prossimo biennio [... continua su Lettera43].
martedì, ottobre 12, 2010
Qualificazioni europee
Oggi ad Astana Kazakistan-Germania. Arbitra Borat. Ah, la Bild. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla.
Immigrazione, in Germania il confronto si infiamma
Si infiamma in Germania il dibattito sull’immigrazione. Tutto è iniziato lo scorso fine settimana [... continua su Lettera43].
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lunedì, ottobre 11, 2010
Business: Berlino attira più di Monaco. L'Italia va giù
Visto dall’ottica tedesca, il risultato è clamoroso: Berlino supera Monaco di Baviera come città preferita dagli imprenditori per fare affari, aprire aziende e impiantare nuovi business [... continua su Lettera43].
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domenica, ottobre 10, 2010
La nuova cortina di ferro passa tra centro e periferia
Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia sono tornate a esportare i loro prodotti nell’Europa occidentale. Romania, Bulgaria e Paesi baltici sono invece ancora impigliati nelle secche della crisi. La tempesta finanziaria degli ultimi due anni ha cambiato la geografia dei Paesi dell’Europa centro-orientale [... continua su Lettera43].
Schäuble (Finanze) verso le dimissioni?
Si infittiscono le voci sulle possibili dimissioni del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, ricoverato da una settimana in ospedale per le conseguenze di una ferita non curata dopo l’operazione allo stomaco subita nella scorsa primavera [... continua su Lettera43].
I mattoni rossi di Wismar
Prosegue con le immagini da Wismar, il fotoreportage di East Side Report sulla Germania riunificata. Antica città anseatica, forgiata dagli svedesi che la conquistarono per un po', prova a ritrovare un suo ruolo dopo anni di marginalizzazione ai tempi della Ddr. L'ampia piazza centrale dai tratti architettonici tipicamente nordici, i vecchi magazzini, le case e le mastodontiche chiese in mattoni rossi (non tutte sopravvissute ai bombardamenti della seconda guerra mondiale), le atmosfere del porto. Su East Side Report.
venerdì, ottobre 08, 2010
Stuttgart 21, sempre più nel caos
Ci vorrebbe il punto interrogativo nel titolo, perché il caos che si sta creando attorno alla vicenda della nuova stazione di Stoccarda lascia tutti allibiti. Un progetto visionario o faraonico, a seconda dei punti di vista, le proteste dei cittadini, il ritorno delle Montagsdemonstrationen, la violenza dell'intervento della polizia, infine il mediatore che dovrebbe riportare tutti di fronte a un tavolo. «I lavori si bloccano finché si tratta», dice. Ma dopo due ore il presidente del Land lo smentisce. E tutto torna in alto mare. Tutto su Lettera43.
Lettera43

È cominciata l'avventura di Lettera43, il quotidiano online diretto da Paolo Madron (ex Panorama, Giornale, Panorama Economia, Sole 24 Ore) che si rifà a modelli come The Daily Beast e Rue 89: giornale esclusivamente sul web, redazione giovane, ambizione di indipendenza rispetto a partiti politici e (si spera) a potentati economici. Però per un'iniziativa del genere ci vogliono i soldi e questi ce li hanno messi in parte nomi pesanti dell'economia e della finanza come Andrea Agnelli e Matteo Arpe. Il direttore assicura che condividono il progetto di una testata libera e indipendente, quella che serve in un paese dove troppe iniziative, anche le più nuove, finiscono prima o poi con l'insediarsi su una curva calcistica, nord o sud, destra o sinistra, oggi preferibilmente questo o quell'altro politico. C'è da fidarsi, Madron è uno spirito libero e un giornalista non naif.
Di questa avventura faccio parte anche io. Come collaboratore dalla Germania e dall'Europa dell'est. Un appuntamento fisso, quotidiano e mattutino, nella rassegna stampa di prima pagina che viene poi replicata nella sezione Europa: il tema del giorno da Berlino e dintorni, raccontato attraverso uno o più articoli della stampa tedesca. E poi servizi, reportage, curiosità e - perché no? - anche un po' di politica raccontata come si deve, per informare gli italiani su quel che accade in queste contrade d'Europa. Dopo la nuova collaborazione con La Stampa, con i reportage dall'Europa dell'est, un altro passo in avanti sperando di trovare quell'equilibrio giornalistico a lungo cercato negli ultimi anni, dopo l'irripetibile lunga esperienza di Ideazione.
I lettori di Walking Class troveranno come sempre le segnalazioni degli articoli sul blog, con i link giusti per proseguire la lettura. Alla redazione di Lettera43 gli auguri di buon lavoro.
Per Helmut Kohl ci vorrebbe un Nobel alla carriera
Alla fine non ce l’ha fatta. Neppure questa volta. Helmut Kohl ha fallito ancora il traguardo del premio Nobel per la pace dal comitato norvegese. Pazienza. Il riconoscimento è andato a un dissidente proprio di quel mondo comunista che venti anni fa ha contribuito ad abbattere, Liu Xiaobo, 54 anni, scrittore e letterato, sbattuto – con una pena di 11 anni – in galera per le proprie idee, osteggiato fino all’ultimo dalle pressioni del governo cinese cui gli asettici giurati di Oslo hanno saputo contrapporsi, come ha fatto Xiaobo. Segno che non tutte le speranze che il crollo del Muro di Berlino aveva suscitato si sono poi avverate. Ma per l’anziano cancelliere servirebbe istituire un premio alla carriera [... continua su East Side Report].
giovedì, ottobre 07, 2010
Kohl, vent'anni per un Nobel. Sarà la volta buona?
Sarà Helmut Kohl, il cancelliere dell'unità, l'uomo che sfruttò il momento favorevole per riunificare il paese, a ricevere il nobel per la pace, vent'anni dopo? In Germania ci sperano. L'ultima volta di un tedesco fu quella di Willy Brandt. Era il 1971.
Qualificazioni europee
Domani a Berlino, Germania-Turchia. Arbitra Thilo Sarrazin.
Bielorussia, come muore un giornalista
Bei dem Film, den Sie jetzt gleich sehen werden, merkt man erst wieder, wie gut es uns geht. Wir können hier berichten, was wir wollen, fragen, wen wir wollen, kritisieren, wie wir wollen - ohne Angst haben zu müssen. Belarus - Weißrußland - ist so ein Land, in dem man nicht Journalist sein möchte. Unter Aljaksander Lukaschenko, dem Präsidenten von Weißrussland, ist journalistische Unabhängigkeit und freie Berichterstattung nicht gerade aufgeblüht. Umso mehr Respekt hat man vor den Menschen, die sich trotzdem trauen kritisch zu berichten. Einer dieser Journalisten mit Mut und Haltung ist nun tot. Zapp mit einer ganzen bedrückenden Geschichte.
mercoledì, ottobre 06, 2010
Francoforte, la Fiera del libro si fa digitale
Giornata di apertura per la Fiera del libro di Francoforte, la più grande esposizione del settore nel mondo con i suoi 7533 espositori in rappresentanza di 111 paesi. Gli editori italiani sono quest’anno 324, raggruppati come di consueto nel padiglione 5. Come sempre ben nutrita la schiera degli editori dai paesi dell’Europa centro-orientale e dei Balcani, così come della Turchia. Sugli oltre 170mila metri quadrati della Fiera, vengono presentati 300mila titoli [... continua su East Side Report].
lunedì, ottobre 04, 2010
La corsa polacca, da Cenerentola a grande d'Europa
Le melodie di Sting e i fuochi d'artificio hanno accompagnato la festa di inaugurazione del nuovo stadio di calcio di Poznan, preludio delle notti magiche che fra due anni scandiranno il ritmo del primo campionato europeo nell'Europa dell'Est, ospitato insieme da Polonia e Ucraina. È il primo dei quattro stadi polacchi giunto in dirittura d'arrivo, presto seguiranno gli altri, compreso il gioiello in costruzione a Danzica, lo stadio dell'ambra, un'astronave gialla oro appollaiata in riva al Baltico, di cui ancora un anno fa era difficile trovare traccia [... continua su La Stampa].
domenica, ottobre 03, 2010
Quattro passi nella Germania riunificata
La riunificazione tedesca compie vent’anni. Dopo i festeggiamenti dello scorso novembre per il ventennale della caduta del Muro di Berlino, oggi è il tempo del bilancio per un processo politico, economico e sociale che ha coinvolto – e coinvolge ancora – il paese che nel frattempo è divenuto il pilastro della nuova Europa allargata, se non dall’Atlantico agli Urali almeno alla Voltava e al Mar Nero [... continua su East Side Report].
sabato, ottobre 02, 2010
A Weimar, a Weimar!
La serie di reportage fotografici di East Side Report sull'ex Germania Est prosegue con Weimar.
venerdì, ottobre 01, 2010
Domenica finisce la prima guerra mondiale
Segnatevi questa data: domenica, 3 ottobre 2010. La Gemania celebra il ventennale della riunificazione ma nello stesso giorno festeggerà la fine della prima guerra mondiale. Non è uno scerzo e le due date sono in qualche modo collegate. In concreto, domenica prossima si conclude il pagamento degli ultimi due crediti di investitori privati legati alle riparazioni di guerra imposte alla Germania con il trattato di Versailles nel 1919 dopo la capitolazione del Kaiser. Quasi duecento milioni di euro, interessi compresi, legati a titoli che avevano perso valore dopo la divisione della Germania e le negoziazioni successive alla seconda guerra mondiale e che sono tornati esigibili proprio nel 1990 con la riunificazione tedesca [... continua su East Side Report].
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