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mercoledì, luglio 09, 2008

Dresda, quel ponte non s'ha da fare

La storia è indicativa di un dibattito sul quale si accapigliano storici, urbanisti e architetti da qualche tempo. Dresda rischia di perdere il titolo di città patrimonio dell’umanità a causa di un nuovo ponte che le amministrazioni locali hanno intenzione di costruire per unire ancor più velocemente le due sponde dell’Elba. L’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite con sede a Parigi che tutela educazione, scienza e cultura e che assegna questi titoli, ha da un anno avvertito la città che se il ponte verrà costruito il titolo verrà depennato dalla lista [... continua su Ideazione].

ps. è l'ultima puntata della rubrica Alexanderplatz, prima della pausa estiva della rivista Ideazione che la ospita. L'appuntamento è per settembre, alla ripresa. Ovviamente, su Walking Class continueremo a parlarvi di Berlino e di Europa centro-orientale anche nelle prossime settimane estive.

martedì, luglio 01, 2008

Sarkozy alla prova dell'Europa

Visto da Berlino, il semestre di presidenza europeo che Nicolas Sarkozy avvia oggi si presenta ambizioso e irrealizzabile. Tanto più irrealizzabile quanto più ambizioso. Il giudizio non viene, ovviamente, dalle sedi istituzionali ufficiali, dalla Cancelleria o dall’Auswärtiges Amt (il ministero degli Esteri), quanto dalla stampa e dagli opinionisti. Questi ultimi, non vincolati all’obbligo della diplomazia, possono esternare con più libertà i dubbi che la Germania nutre sul vasto programma sarkoziano [... continua su Ideazione].

giovedì, giugno 26, 2008

Luftbrücke. L'epopea dei Rosinenbomber

Il Douglas C-47 Skytrain sembra ancora in pieno volo, lì in alto, impigliato nei tiranti che lo sostengono sulla terrazza del Deutsches Technikmuseum di Berlino. Scivolando sul barcone lungo il Landwehrkanal, uno dei canali navigabili che intersecano la Sprea, non si può fare a meno di notarlo, immenso, luccicante con quella fusoliera argentata battuta dal sole. Ci si aspetta che sganci ancora una volta pacchi di viveri e sigarette e saponi e dentifrici, o scatole di cioccolato e chewing gum che facevano impazzire i bambini dai volti ancora emaciati dagli stenti del dopoguerra. Il C-47 è un “Rosinenbomber”, come lo chiamarono i berlinesi, un bombardiere d’uva passa [... continua su Ideazione].

martedì, giugno 17, 2008

Berlino la città del mutamento

La città di Berlino è da sempre associata ad aggettivi che ne riassumono il carattere mutevole, veloce, moderno. Il suo camaleontismo è la carta d’identità. Quello che c’era ieri non c’è più oggi e se c’è ancora non va più di moda. Correre, correre, correre, come faceva Lola Rennt nel film che simboleggiò le tumultuose convulsioni degli anni Novanta, quando la città era un cantiere aperto e si costruiva a destra e a manca, in alto e in basso, per restituire la capitale alla modernità e farla entrare con palazzi di vetro e acciaio nella liquidità del Ventunesimo secolo [... continua su Ideazione].

martedì, giugno 10, 2008

Pianeta Balcani, eppur si muove

Se la politica induce alla speranza, e quindi le analisi dei politici si colorano inevitabilmente di ottimismo della volontà, quelle dei giornalisti inducono alla prudenza: il loro mestiere è quello di raccontare le cose come stanno e non come potranno essere. Nessuna sorpresa, dunque, che da un simposio giornalistico lo sguardo sui Balcani e sul loro futuro si uniformi a toni realistici che inducono a mitigare entusiasmi a volte eccessivi sullo sviluppo di tali regioni. E’ quanto emerso dai tre giorni di convegno a Gorizia dell’Associazione giornalistica italo-tedesca [... continua su Ideazione].

martedì, maggio 27, 2008

Aspettando il vero Toni

E ora chi glielo dice a Pasquale Ametrano, l’immigrato lucano interpretato da Carlo Verdone in “Bianco, Rosso e Verdone”), che un suo omologo, quasi trent’anni dopo, impazza nelle tv e sui giornali tedeschi pubblicizzando televisori al plasma della catena Media Markt per gustare i campionati europei di calcio? Almeno il copyright al buon Ametrano glielo dovrebbero pagare. Pasquale, taciturno operaio, si faceva duemila chilometri di fila da Monaco di Baviera a Matera per adempiere al suo dovere elettorale di cittadino italiano residente all’estero. A quei tempi Mirko Tremaglia non pensava mai che un giorno sarebbe diventato ministro e agli italiani non era permesso di votare per posta o nelle ambasciate [... continua su Ideazione].

sabato, maggio 24, 2008

L'Ue ripensa i contributi agricoli

L’approssimarsi della stagione estiva è in genere foriera di dibattiti nel mondo politico che si appresta alle ultime iniziative prima della pausa (che in molti paesi europei parte con qualche settimana d’anticipo rispetto all’Italia). Le iniziative sono generalmente procrastinate all’autunno. La tarda primavera è tempo di dibattiti. A Bruxelles si discute la riforma delle politiche agricole europee, a Parigi al centro di un acceso confronto con risvolti anche di tipo partitico c’è la legge sulle trentacinque ore. E poi uno sguardo ad Est, dove il boom economico degli ultimi anni è messo in crisi dall’inflazione e dall’instabilità politica. Intanto si avvicina il campionato europeo di calcio è c'è chi già dà i numeri [... continua su Ideazione].

martedì, maggio 20, 2008

Hoffenheim, il villaggio della serie A

C’è la comunità evangelica, duecento anime fra bimbi e genitori, che si riunisce in preghiera due volte alla domenica, alle dieci del mattino e alle sei della sera, nella piccola chiesetta al numero 6 della Sinsheimer Strasse. Una scalinata, il corpo antico della chiesa con l’interno invece bianco di calce e al soffitto le travi di legno, un campanile. Il pastore Thomas Bock è uno smilzo signore, alto e stempiato, che sembra l’immagine classica del curatore d’anime protestanti. Non fosse per le lenti vezzose con la montatura leggera che tradiscono una certa accondiscendenza ai tempi moderni, padre Bock potrebbe essere appena uscito da una vecchia stampa del Seicento fiammingo. Invece siamo a Hoffenheim, Germania profonda, e in pieno inizio di Ventunesimo secolo [... continua su Ideazione].

sabato, maggio 17, 2008

Il boom tedesco tira l'intera europa

E’ stata una settimana priva di un forte tema europeo. La stampa continentale si è più soffermata su fatti avvenuti al di fuori del confine comunitario. Dalla cronaca, con le conseguenze dell’alluvione in Birmania o del terremoto in Cina, alla politica con le primarie dei democratici americani ormai giunte quasi al loro epilogo. E’ dunque forse dall’economia che giungono le notizie più interessanti, anche perché inattese [... continua su Ideazione].

giovedì, maggio 15, 2008

Il risveglio anseatico

Se si dovesse misurare la crescita delle regioni settentrionali dell’ex Germania Est dal livello del traffico autostradale, il deserto che ci avvolge in questi ultimi chilometri di asfalto verso l’Ostsee – come qui chiamano il Mar Baltico – sarebbe una risposta più cupa e realistica delle cifre del pil. L’autostrada è splendidamente vuota e nuova. O meglio, è nuovo questo raccordo che, una decina di chilometri a sud di Rostock, piega verso destra in direzione della Polonia. Si viaggia verso Stralsund, una delle cittadine che a partire dal 1200 diede vita a quella straordinaria avventura commerciale e politica del Medioevo che fu la Lega Anseatica [... continua su Ideazione].

sabato, maggio 10, 2008

Serbia, ennesimo voto, ennesimo bivio

Ancora una volta al voto, ancora una volta ad un bivio. La storia recente della Serbia è fatta di sfide sul filo del rasoio, tra chi intende realizzare un percorso europeo per offrire al paese una prospettiva di integrazione dopo i drammi della guerra civile jugoslava e chi, pur non rinunciando a Bruxelles, non accetta la definitiva perdita dei territori kosovari e sceglie una strada tortuosa e difficile, solleticando inevitabilmente sentimenti revanscisti. Dietro queste posizioni si gioca anche una lunga guerra di potere fra due leader una volta alleati, il presidente della Repubblica Boris Tadic e l’ex capo del governo Voijslav Kostunica. Data l’importanza del paese balcanico per le sorti dell’Europa e per gli interessi strategici dell’Italia, è ad esso che dedichiamo gran parte della rassegna stampa di questa settimana [... continua su Ideazione].

mercoledì, maggio 07, 2008

Precursori

Terrorismo psicologico, nella reunion del Foglio (oggi affidata alla bella penna di Annalena Benini). "Esce ancora Ideazione?" si chiede il buon Giuliano. "Sì, online", risponde un reunionista. "Pensa quando si dirà di noi: ma il Foglio esce ancora? Sì, online". Annalena scrive che si ride soffrendo. Ideazione e il Foglio hanno un lungo percorso parallelo. Scrivono di cultura politica e di esteri più della media dei giornali italiani. Sono nati sulle sponde della prima rivoluzione berlusconiana, ma ne hanno rappresentato la fronda più irriverente. Le critiche più feroci sono sempre venute dai saggi del bimestrale o dai corsivi del quotidiano ferrariano. Poi, al dunque, pesata l'altra sponda, nessuno ha mai mancato il patto d'onore con i propri lettori. E anche oggi, nella tarda primavera berlusconiana, chi volesse legger qualcosa che sia lontano dall'agiografia popolibertista, si deve rivolgere al Foglio. Su carta. O a Ideazione. Adesso online.

Il finanziamento pubblico fa la differenza. Noi non ne abbiamo mai usufruito. E "fabbricare" una rivista quando chi potrebbe finanziarla preferisce investire nell'ennesima tv, può risultare un po' frustrante. Ma siccome le idee da lanciare e le notizie da raccontare non ci mancavano, abbiamo deciso di far economia, risparmiare sulla carta e di puntare su quello che avevamo inventato già dal 2000, un vero giornale online. Trasferitici esclusivamente sul web, abbiamo scoperto cose strane. Ad esempio, che rispetto alla carta stampata la considerzione dei colleghi non è (ancora) la stessa, ma i lettori sono molti di più. Ma d'altronde, non siete stati voi, voi del Foglio, a non sfanculare il Grillo del V2Day in nome dell'eccessiva autoreferenzialità dei giornalisti?

Ideazione è nata nel 1994. Il Foglio nel 1996. Ideazione ha inaugurato sul suo sito web la prima edizione di una testata originale online nel 2000. Il Foglio ha trasformato il suo sito in un'entità vivente nel 2008. Chissà. E poi magari sul web si ride e neppure si soffre.

martedì, maggio 06, 2008

In viaggio da Berlino a Bonn

Il treno che parte dalla nuova stazione centrale di Berlino fa parte di quella flotta di super-rapidi (in Germania si chiamano Ice) che ogni giorno collega ogni angolo del paese, facendo ormai concorrenza al congestionato traffico aereo. Il viaggio ci porterà a Bonn. Quattro ore e mezzo per collegare due estremi geografici del Paese, dall’estremo est all’estremo ovest, dal confine con la Polonia a quello con il Belgio. Dal centro della nuova al cuore della vecchia capitale. Dai binari del simbolo del nuovo potere berlinese (la futuristica stazione a tre piani dove tubi e vetrate si piegano all’immaginazione del futuro) a quelli di una stazione che sa di modernariato e prefabbricato. Come la Repubblica di Bonn, tanto modesta e tanto confortevole da essere oggi già rimpianta da una buona parte di tedeschi occidentali [... continua su Ideazione].

martedì, aprile 29, 2008

L'ultimo volo di Tempelhof

Magari fra qualche anno se ne pentiranno, come è accaduto per il Muro. Magari fra qualche anno il sindaco di Berlino tirerà fuori una nuova audio-guida per accompagnare i curiosi nel giro turistico virtuale dell’aeroporto che salvò Berlino Ovest dall’isolamento sovietico: il ponte aereo di migliaia di velivoli americani, chiamati “Rosinenbomber” (bombardieri di uva passa), che nei mesi drammatici fra il 1948 e il 1949 fecero la spola da occidente a questo aeroporto per rifornire la città di cibo e medicinali e vincere la prima battaglia di una lunga guerra fredda. Magari invece avrà avuto ragione lui, Klaus Wowereit, e con lui tutti quei cittadini che domenica hanno disertato le urne referendarie, spegnendo le ultime luci di Tempelhof, il terzo e più vecchio aeroporto berlinese [... continua su Ideazione].

sabato, aprile 26, 2008

L'anno di Sarkozy e il futuro di Tempelhof

“Un discorso umile” è stato il giudizio del quotidiano conservatore Le Figaro. Il discorso è quello televisivo del presidente Nicolas Sarkozy. Una “entretien”, un colloquio in tv. Per fare un bilancio dei suoi primi 365 giorni. Incollati allo schermo quasi 12 milioni di francesi. Cifre da una finale di calcio di Champions, non di un Mondiale. Lontani i 18 milioni dell’intervista dello scorso ottobre. Segno tuttavia, che il presidente che aveva fatto sognare i suoi elettori li ha sì delusi, ma loro vogliono ancora sapere perché. Lo vogliono sapere dalla sua voce. E vogliono capire se si è trattato solo di una falsa partenza e se si può sperare in una rivincita. Una rivincita, innanzitutto, per lo stesso Sarkozy [... continua su Ideazione].

sabato, aprile 19, 2008

Trans Europa Press. Roma chiama Mosca

Dopo la rassegna stampa europea della scorsa settimana completamente dedicata alle elezioni italiane, torniamo oggi al tradizionale ventaglio informativo da tutto il Continente, partendo però ancora una volta dal nostro Paese. Su questo giornale abbiamo lamentato la totale assenza nella campagna elettorale dei temi di politica estera. Ora però, finite le elezioni e eletto il nuovo governo, la stampa internazionale discute su come sarà l’azione della Farnesina sotto il terzo mandato di Silvio Berlusconi [... continua su Ideazione].

martedì, aprile 15, 2008

Berlusconi alla prova della Merkel

Quando non ci occupiamo di costume e curiosità che riguardano la città di Berlino (o più in generale la Germania) e alziamo lo sguardo oltre il Ring autostradale, in questa rubrica siamo soliti guardare a Est. Berlino (e l’Alexanderplatz come suo luogo simbolico) sono per noi sinonimo di Nuova Europa. Questa settimana, invece, lo sguardo lo lanciamo a Sud, verso l’Italia, per valutare come potranno cambiare i rapporti politici e diplomatici fra Germania e Italia con la formazione del nuovo governo Berlusconi [... continua su Ideazione].

sabato, aprile 12, 2008

Trans Europa Press. L'Italia in crisi sotto i riflettori

A poche ore dal voto l’Italia è finita sotto i riflettori della stampa internazionale. Le elezioni politiche sono sempre l’occasione per focalizzare l’attenzione sul paese che le vive. Il voto, le emozioni di una campagna elettorale, lo scontro fra le forze politiche evidenziano problemi e speranze. Ed è così che la stampa straniera ha scoperto la profondità della crisi italiana. Disegna, senza eccezioni, un paese a tinte fosche, senza riuscire a trovare elementi di speranza. Per questo motivo la rassegna stampa europea di questa settimana è monografica. L’argomento è l’Italia. Con due raccomandazioni [... continua su Ideazione].

giovedì, aprile 10, 2008

L'Italia chiusa in se stessa

Poco più di un mese fa, il commissario europeo Franco Frattini, in procinto di lasciare il suo ufficio di Bruxelles per gettarsi nella campagna elettorale italiana, formulava in un’intervista al quotidiano Liberal questo auspicio: “Il Popolo della libertà deve piazzare l’Europa al primo posto, per recuperare credibilità europea, indispensabile per il nostro Paese, ma anche per poter beneficiare della strategia di crescita che rientra nel Patto di Lisbona. Insomma, per essere nella e della partita”. Non facciamo fatica ad immaginare che il candidato Frattini, che nel suo curriculum annovera anche due anni trascorsi alla Farnesina, sia tra i delusi di come il nuovo partito berlusconiano abbia trattato i temi di politica estera nella campagna elettorale che si va concludendo [... continua su Ideazione].

martedì, aprile 08, 2008

L'Italia (vista dall'estero) tra voto e mozzarelle

Della campagna elettorale italiana vista dall’estero, riportiamo scarni reportage ogni settimana nella rubrica Trans Europa Press. Dall’osservatorio berlinese, azzardiamo un giudizio drastico: cosa accadrà in Italia domenica prossima non interessa quasi a nessuno. Certo, negli ultimi giorni un po’ di commenti riporteranno per dovere di cronaca l’attenzione della stampa straniera su Montecitorio e dintorni. Dubito che questo obbligo incontrerà anche l’interesse del lettore tedesco o inglese o francese, nonostante da queste parti siano più curiosi di quel che succede altrove rispetto a noi. La politica italiana non è più un fenomeno da esportazione, neppure per criticarla [... continua su Ideazione].