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lunedì, marzo 12, 2012
GERMANIA MAESTRA NEGLIGENTE
Se in una classe che già non eccelle per l'alto numero di studenti modello anche il maestro si lascia andare alla negligenza, le cose si mettono male. Per assegnare i compiti agli altri, bisogna essere nelle condizioni di dare il buon esempio. Fuor di metafora, dopo mesi di insistenti pressioni della Germania sui Paesi debitori affinché riducano le spese e riportino in equilibrio i bilanci, ora è saltato fuori che neppure Berlino è riuscita a centrare gli obiettivi di riduzione della spesa che si era preposta nel 2011 [... continua su Lettera 43].
lunedì, marzo 05, 2012
FONDO PERMANENTE, LA GERMANIA TRATTA
Il governo tedesco starebbe contrattando un compromesso sul volume complessivo del fondo permanente salva Stati Ems, che prevederebbe uno sfondamento del tetto di 500 miliardi di euro preventivato nel mese di dicembre del 2011 [... continua su Lettera 43].
lunedì, febbraio 27, 2012
BERLINO, TRA ATENE E FONDO ESM
Il via libera del Bundestag al secondo pacchetto di aiuti per la Grecia non è in discussione, nonostante i molti mal di pancia dei deputati della maggioranza [... continua su Lettera 43].
venerdì, febbraio 24, 2012
AIUTI ALLA GRECIA, UN SÌ A DENTI STRETTI
Berlino davvero non si fida più di Atene e, prima di dare il suo lasciapassare al secondo pacchetto di aiuti concordato nell'ultimo vertice Europeo, vuole attendere che vengano messe in opera le riforme promesse [... continua su Lettera 43].
giovedì, febbraio 23, 2012
Che l'Italia negli ultimi mesi abbia ripreso tono è un'impressione che ormai si è largamente diffusa anche in Germania. I tedeschi tirano un sospiro di sollievo [... continua su Lettera 43].
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venerdì, febbraio 17, 2012
ORGOGLIO GRECO: «SCHÄUBLE CHI?»
In Grecia, le critiche all'atteggiamento della cancelliera tedesca Angela Merkel sono tracimate al più alto livello politico. Uno scontro all'arma bianca passato dalle piazze agli scranni più alti della rappresentanza politica [... continua su Lettera 43].
martedì, febbraio 14, 2012
MERKEL, NUOVO PRESSING SU ATENE
Il governo tedesco ha reagito con prudente scetticismo al voto del parlamento greco che, nella notte del 12 febbraio, ha licenziato il programma di risparmio richiesto dall'Europa per dare il via libera alla nuova tranche di aiuti in grado di evitare la bancarotta [... continua su Lettera 43].
mercoledì, febbraio 08, 2012
C'ERA UNA VOLTA L'AUSTRIA FELIX
La rinascita era arrivata da Est, da quella Cortina di ferro caduta per prima proprio al confine di casa, tra Austria e Ungheria. Un taglio netto di cesoia, nel maggio infuocato del 1989, quando il muro di Berlino era ancora in piedi e il passaggio a sud-ovest aperto nel cuore dell'Europa rese chiaro a tutti che un'epoca stava finendo e una nuova era destinata ad aprirsi [... continua su Lettera 43].
lunedì, febbraio 06, 2012
GRECIA, SE BERLINO TENDESSE LA MANO
Ad Atene e dintorni, i tedeschi non godono di buona fama ormai da molto tempo, almeno da quando, nel 2009, la crisi finanziaria ha cominciato a mordere il Paese, anticipando l’onda che poi avrebbe travolto tutto il Sud Europa. La durezza delle misure intraprese per cercare di evitare la bancarotta si sono trasfigurate nel volto della cancelliera Angela Merkel, il politico europeo che ha dettato il ritmo di quelle politiche di risparmio che finora non hanno allontanato la nave ellenica dagli scogli [... continua su Lettera 43].
giovedì, gennaio 26, 2012
L'EUROPA FANNULLONA
L'Europa resta il luogo migliore al mondo nel quale vivere. Ma questo primato è stato raggiunto con spese che molti dei suoi Stati non sono più in grado di permettersi. È la conclusione a cui sono giunti gli esperti della Banca mondiale, che hanno dato alle stampe un rapporto dal titolo chiaro: «Crescita dorata: come ripristinare lo splendore del modello economico europeo». Il problema è che gli europei lavorano poco, non solo rispetto ai cittadini delle economie emergenti, che corroborano la loro crescita tumultuosa grazie - tra le altre cose - a un'attività che non conosce limiti d'orario, ma anche a quelli di economie mature come gli Stati Uniti. L'articolo su Lettera 43.
mercoledì, gennaio 25, 2012
IL BRACCIO DI FERRO SUL FONDO ESM
È in corso un vero e proprio braccio di ferro fra la Germania e la maggior parte degli altri Stati dell’Unione europea sulle misure per contrastare la crisi del debito che minaccia di far saltare la moneta unica. Man mano che i giorni passano e che da più governi europei vengono lanciate proposte concrete all’indirizzo della cancelleria di Berlino, il gran rifiuto di Angela Merkel appare sempre meno sostenibile [... continua su Lettera 43].
lunedì, gennaio 23, 2012
FONDO ESM, IL TETTO CONTESO
Confronto aperto in Germania dopo le indiscrezioni pubblicate dallo Spiegel sull’ipotesi che avrebbe avanzato Mario Monti, spalleggiato da Mario Draghi, di raddoppiare il volume del fondo salva Stati Esm, da 500 a 1.000 miliardi di euro. La Merkel è da sempre contraria e il governo, per bocca del ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, ha questa mattina ribadito il rifiuto a qualsiasi aumento della dotazione prevista per il fondo. Ma nelle stesse file della Cdu, si fa spazio qualche autorevole posizione aperturista. Tutto sulla rassegna stampa di Lettera 43.
venerdì, novembre 11, 2011
PIÙ BCE? IL DIBATTITO IN GERMANIA SI MUOVE
Il ministro dell'Economia tedesco Philipp Rösler ha ribadito questa mattina la posizione sua, del suo partito (Fdp) e in fondo del governo tedesco sul comportamento della Banca centrale europea nella crisi dei debiti statali: «La Bce non ha una potenza di fuoco illimitata nell'acquisto dei bond dei paesi europei maggiormente colpiti dalla crisi e tale attività deve avere un termine». Nulla di nuovo, dunque, sotto il sole tedesco. In apparenza però. Fuori dalla politica, nel mondo degli operatori economici, l'idea che la Bce debba intervenire di più e con più decisione, comincia a farsi strada. Qualcuno comincia anche ad accennare al fatto che la Banca centrale europea debba porsi come prestatore di ultima istanza, unica condizione ormai capace di salvare l'euro. D'altronde, gli altri mezzi messi in capo dall'Europa non sono sufficienti a difendere l'Italia e, dunque, a impedire la dissoluzione della moneta unica. Anche se alcuni individuano ancora ulteriori margini di manovra. L'Handelsblatt ha riassunto il dibattito, il cui contenuto potete leggerlo sulla rassegna stampa quotidiana dalla Germania su Lettera43.
giovedì, novembre 10, 2011
DANZANDO TRA L'EURO E LA LIRA
Gli spaghetti, immancabili, ci sono sempre. Ma al posto della P-38 fumante compare una moneta da 1 euro che lentamente scompare tra i fili della pasta più amata dagli italiani. L'Handelsblatt non è un magazine e dunque la foto che ha illustrato un lungo articolo sulla situazione italiana, non ha lo stesso impatto che ebbe, quasi 35 anni fa, la famosa copertina dello Spiegel che suscitò polemiche e indignazione nel raffigurare l'Italia di fine Anni 70 stretta nella spirale del terrorismo [... continua su Lettera43].
mercoledì, novembre 02, 2011
SUL FRONTE DELLA GUERRA FINANZIARIA
Pagine di quotidiani online come bollettini di guerra. Tutti al fronte a seguire la battaglia sui mercati finanziari, inseguire i ministri economici, carpire le decisioni dei leader. Quando le giornate sono convulse, come quella di martedì 1 novembre, è la Rete con la sua tempestività a conquistarsi il dominio dell'informazione, affermando una tendenza ormai già consolidata anche nel mondo dei media tedeschi [... continua su Lettera43].
martedì, novembre 01, 2011
ILLUSIONE CINESE, TAPPA A VIENNA
L'Europa guarda alla Cina misurando ogni respiro che arriva da Pechino, nella speranza che da Oriente giunga la corda di salvataggio per un'economia e una moneta trascinate giù dal peso dei debiti sovrani. Sono passati in fondo pochi anni e il clima è completamente cambiato: il pericolo giallo si è trasformato in una speranza gialla, gli europei mettono in mostra beni non troppo pregiati come le obbligazioni di Stato con l'auspicio che Pechino voglia farne incetta [... continua su Lettera43].
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mercoledì, ottobre 05, 2011
DEXIA, ARISTERA
Sembrano indicazioni stradali in greco, e invece si tratta della banca franco-belga Dexia, in apnea perché intasata di bond ateniesi. Aveva passato poco tempo fa con successo lo stress-test europeo. Ora è sull'orlo del baratro: è rimasto lo stress, senza test.
giovedì, dicembre 09, 2010
L'Europa e il dubbio tedesco
Jean-Claude Juncker è noto per essere uno dei politici europei di maggior esperienza ed equilibrio e un estimatore del ruolo che la Germania ha avuto, dal dopoguerra a oggi, nel consolidare il progetto di integrazione europea. Qualche anno fa, lui lussemburghese, rintuzzò le aggressioni verbali dell’ex premier polacco Jaroslav Kaczynski contro il presunto revanscismo di Angela Merkel, affermando che ogni paese europeo avrebbe voluto avere un vicino come la Germania odierna [... continua su East Side Report].
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