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mercoledì, aprile 18, 2012

I GUERRILLA-GÄRTNER, GUERRIGLIERI GIARDINIERI

In attesa che il tempo meteorologico si decida a recepire gli obblighi del calendario, la primavera si è annunciata in Germania con l'esplosione di piante e fiori negli angoli più impensati delle città. Accade ormai da diversi anni. Aiuole pubbliche e private, isole perdute nel traffico, zone incolte, spazi trascurati rinascono a nuova vita, riflettendo natura e colori negli spazi urbani grigi [... continua su Lettera43].

martedì, aprile 10, 2012

LUCI E OMBRE DEL BOOM DELLE "ICH-AG"

Fuori dal fascio di luce proiettato dal marketing turistico, Berlino vive da sempre una difficile situazione economica. Comparata con il resto della Germania, la capitale risulta una città sostanzialmente povera, priva di grandi imprese, affollata di percettori di sussidio pubblico (il famigerato Hartz-IV) [... continua su Lettera 43].

venerdì, aprile 06, 2012

MURO DI BERLINO, LA MEMORIA BANALIZZATA

Da un lato uno storico museo sul comunismo, messo su quando ancora c'era il Muro da un bizzarro collezionista, poi allargatosi caoticamente negli ultimi anni con i cimeli raccolti dopo la caduta della Ddr. Dall'altro, una fila interminabile di fast food che emanano odori forti: kebab, currywurst, spaghetti cinesi e hamburger di Mc Donald's. In mezzo, tra le auto che faticano a farsi strada, una moltitudine di turisti, aggrappata agli immancabili falsi soldati americani e sovietici per una foto ricordo o assiepata attorno al falso gabbiotto dove erano asserragliati i soldati dell'Us Army [... continua su Lettera 43].

mercoledì, marzo 14, 2012

ORA NEI GUAI FINISCE L'ICONA DI BERLINO

Incaponitisi alla ricerca del politico perfetto, senza tentazioni e senza macchia, i tedeschi rischiano di far fuori un'intera classe dirigente, colpevole in passato di leggerezze o reati veniali che oggi, però, i cittadini non sembrano più disposti a tollerare [... continua su Lettera 43].

giovedì, marzo 08, 2012

ITB, IL MONDO IN UNA STANZA

Sipario aperto per l’edizione numero 46 dell’Itb Berlin, l’appuntamento fieristico più grande del mondo dedicato al turismo che si svolge tradizionalmente nella capitale tedesca all’inizio di marzo. I numeri dell’evento sono come sempre giganteschi, ma i nuovi record raggiunti nell’anno di crisi 2012 testimoniano che questo settore, come pochi altri, non risente in alcun modo di flessioni o cali [... continua su Lettera 43].

domenica, febbraio 12, 2012

BABELSBERG, 100 ANNI DI CINEMA TEDESCO

In piena Berlinale, i leggendari studi Babelsberg di Potsdam festeggiano il loro centenario. Cento anni di cinema tedesco nel reportage radiofonico di Pascal Thibaut, corrispondente a Berlino di Radio France Internationale. Ovviamente in francese. Buon ascolto.

IL LATO ECONOMICO DELLA BERLINALE

Berlino è entrata in quello che ogni anno è il suo periodo più esaltante: lo svolgimento della Berlinale, il festival del cinema che per 10 giorni trasforma la capitale tedesca in una fiera della celluloide [... continua su Lettera 43].

martedì, febbraio 07, 2012

L'UNION (BERLIN) FA LA FORZA

Chissà se Dirk Zingler, il patron dell'Union Berlin, squadra della seconda Bundesliga, avrebbe poi davvero resistito, se Silvio Berlusconi si fosse presentato davvero con il contante sonante a sottoscrivere l'intero pacchetto di azioni societarie per finanziare il completamento dello stadio di calcio. Il Cavaliere, suo malgrado e in verità in compagnia di altri presunti cattivi del mondo sportivo come Joseph Blatter e una lattina di Red Bull, era comparso sui cartelloni di mezza Berlino come simbolo negativo di una campagna dal motto: «Ci vendiamo l'anima, ma non a chiunque». Non a Berlusconi né a Blatter né alla Red Bull [... continua su Lettera 43].

giovedì, gennaio 26, 2012

IL FANTASMA DI BENNO OHNESORG

Il caso di Benno Ohnesorg è tornato di attualità sui giornali tedeschi, dopo le nuove rivelazioni dello Spiegel. Qui di seguito, il link a un articolo del luglio 2009 (Stasi e terrorismo) che ricostruisce la vicenda storica che segnò una svolta nella politica e società tedesca alla fine degli anni Sessanta.

lunedì, ottobre 17, 2011

NIENTE MOLOTOV, SIAMO TEDESCHI

Sul versante tedesco, le manifestazioni di protesta si sono svolte sostanzialmente senza disordini, a parte qualche tafferuglio nella notte fra sabato 15 e domenica 16 ottobre a Berlino di fronte al Bundestag, dove un centinaio di giovani che volevano issare le tende sul prato di fronte al parlamento si sono scontrati con la polizia. Il bilancio, confrontato con la violenza degli avvenimenti romani, è stato poca cosa: 11 feriti leggeri fra le forze dell'ordine, 12 manifestanti fermati e poi rilasciati il giorno dopo [... continua su Lettera43].

giovedì, ottobre 13, 2011

BERLINE È MILLE CULURE


Un'eccezione allo stile bianco e nero di questo blog per l'inaugurazione del Festival of Lights di Berlino, giunto alla settima edizione. I principali monumenti sono colorati da proiezioni artistiche e lo resteranno fino al 23 ottobre. L'immagine si riferisce alla torre della televisione sull'Alexanderplatz. Qui invece il link al reportage fotografico dello scorso anno su East Side Report.

BUCAREST MEGLIO DI ROMA

In Europa non c'è posto migliore di Londra per far mettere radici a un'attività imprenditoriale. Da evitare, invece, Roma e Atene, che risentono evidentemente della crisi finanziaria che sta investendo Italia e Grecia. Questo è quel che pensano 500 manager di grandi imprese internazionali, interpellati dagli esperti del gigante del settore immobiliare Cushman&Wakefield [... continua su Lettera43].

martedì, ottobre 11, 2011

HAUPTBAHNHOF ORE 12, SUL LUOGO DEL DELITTO


L'amico cui non si può negare compagnia per tre ore, il tempo (per lui) di attendere la coincidenza per Bonn, ti chiede di passare dall'Hauptbahnhof di Berlino. Il suo treno arriva da Minsk, via Varsavia, motivo in più per non perdere l'occasione di confrontare subito le impressioni di viaggio, di capire se le sue visioni della Bielorussia coincidono con le mie di sei mesi fa, senza aspettare di scambiarsele per telefono. Allora mi sveglio presto, sbrigo i compiti del corrispondente diligente e, (quasi) puntuale, mi imbuco nei vagoni della metro che portano alla stazione centrale.

Un sms mi comunica che il treno viaggia con 40 minuti di ritardo. Allora perdo tempo dalle parti di Friedrichstrasse, fumo una sigaretta sotto la pioggia sottile dell'autunno finalmente arrivato, premo il naso sulle vetrate del nuovo museo del Tränenpalast, dove i berlinesi dell'est e dell'ovest consumavano gli ultimi sospiri prima di saltare legalmente dall'altra parte e pure io ci transitai pieno di emozione e circospezione in quel marzo del 1990, quando il muro era ufficiosamente caduto ma ufficialmente ancora in piedi e per passare dall'altra parte dovevi mostrare al soldatino passaporto e faccia intimorita e cambiare marchi della Bundesrepublik con marchi della Ddr, che poi non sapevi che farci. Tranquilli, non vi parlo del museo: anzi annotatevelo, il lunedì è chiuso.

Così riprendo le scale della stazione di Friedrichstrasse, mi pigio nel vagone della S-Bahn tanto è una sola fermata e arrivo sotto il tunnel di vetro e acciaio della Hauptbahnhof. Sono passati 15 minuti da mezzogiorno, quando secondo le agenzie di stampa un solerte impiegato delle ferrovie ha scovato sette ordigni incendiari che da lì a qualche minuto avrebbero dovuto fare un po' di fuochi d'artificio nel tunnel della stazione. L'allarme è scattato, ma nessuno s'accorge di niente. La stazione è aperta come sempre, c'è un sacco di gente che percorre i corridoi interni, affolla i caffè e i ristoranti e anche i bagni pubblici, pulitissimi ma cari: 1 euro a bisogno. Viaggiatori trascinano i trolley su per le scale mobili che conducono ai binari, sbandati di ogni genere sbandano da un'entrata all'altra dell'enorme cuore ferroviario della capitale: entrano da Europaplatz, escono su Washingtonplatz, prendono una boccata d'aria, chiedono qualche cent o una sigaretta e tornano indietro, percorrendo l'illusione di camminare fra le due sponde dell'Atlantico.

Non c'è un poliziotto, solo i soliti omini della sicurezza interna, non c'è segnale di agitazione, non c'è un'area chiusa da nastri biancorossi, l'unica stranezza è quella dei ritardi segnalati dal tabellone luminoso delle partenze e degli arrivi. Ma non ci faccio troppo caso, se non per guardare quanto ritardo ha ancora il treno da Varsavia. E poi si sa, la Deutsche Bahn non è più puntuale come una volta, ai ritardi ci abbiamo fatto l'abitudine e noi italiani ci sentiamo un po' più a casa nostra e sorridiamo beffardi per i disagi degli indigeni. In mattinata poi, e questo si sapeva, qualche cosa aveva fatto saltare una centralina sulla linea per Amburgo, un attentato dicevano e quindi quella mezzora di ritardo sui treni per il nord era più che giustificata: «Wir bitten um Ihr verständnis», e noi comprendiamo.

Facciamola breve. L'amico arriva, ha fame (io pure) e ci raccontiamo le facce di Minsk addentando baguette in un fast-food della stazione. Poi è l'ora del caffè e per quello bisogna andare al locale italiano, un Segafredo in franchising che dà l'illusione di una moka trangugiabile. E ancora niente e nessuno: agitazione, controllo, sbarramento, allarme. Eppure, da qualche parte laggiù in fondo al tunnel dei binari inferiori, ci deve essere un bel po' di agitazione. C'è una troupe della rete all-news n-tv, il conduttore prende posizione di fronte alle scale mobili che portano ai binari del piano superiore, orologio della Bahn ben visibile sullo sfondo, tutto in ordine, ciack-si-gira. E chissà che dice. È solo sorseggiando il caffè, che sullo schermo televisivo al plasma incastonato nell'angolo del franchising compare il collegamento in diretta con la stazione e la breaking news: «Sventato attacco all'Hauptbahnhof».

Alla fine erano sette ordigni incendiari innescati e non sarebbero scoppiati solo per pochi minuti. Terrorismo di sinistra, dice la polizia. E la Bild calca la mano: siamo di fronte a un pericolo come quello dei tempi della Raf. Ci mancavano i Raffini, dopo i terroristi islamici che hanno fatto sbarrare tutta l'area attorno al Bundestag (e per passare da una parte all'altra meglio prendere l'autobus: consiglio l'85, ma scendete al Kanzleramt, se no finite diritto sull'altra sponda della Sprea), i naziskin e i disadattati che scotennano ignari passanti serali e notturni nelle stazioni della metropolitana. Berlino sta diventando nervosa. Ma non la polizia. Se mai un giorno dovesse accadere che qualche bombarolo riesca a bucare la fitta rete di intelligence, poliziotti e solerti addetti della Bahn, ho l'impressione che non ci accorgeremmo di nulla. A meno di non essere seduti sopra il pacco esplosivo: ma allora che sfiga!

mercoledì, ottobre 05, 2011

MORIREMO DEMOCRISTIANI

A Berlino sono falliti i colloqui tra Spd e Verdi per il nuovo governo del Land. L'auto a doppia trazione è sbandata sul rettilineo dell'autostrada A100, il prolungamento che i socialdemocratici considerano irrinunciabile per lo sviluppo della capitale e i Verdi invece no. Ora Klaus Wowereit aprirà il tavolo delle trattative con la Cdu, che quei chilometri di autostrada cittadina li vuole. Se si accorderanno, Berlino tornerà dopo 10 anni a un governo di Große Koalition. Sic transit gloria Grünen.

venerdì, aprile 08, 2011

BERLINO, IL PONTE DELLE SPIE

Quando non c'era WikiLeaks, Internet era ancora un vago progetto nella mente dei militari americani e, soprattutto, lo spionaggio era un’arte avventurosa e pericolosissima, il grande gioco dei servizi si svolgeva all’ombra degli archi di ferro verdi del Glienicker Brücke, il ponte sul fiume Havel che collega Potsdam a Berlino. Erano i tempi della Guerra Fredda e delle due superpotenze [... continua su East Side Report].

mercoledì, marzo 09, 2011

Una Berlino da bere?

Si è aperta a Berlino la ITB, l’annuale fiera del turismo più grande del mondo, un appuntamento imprescindibile per tutti gli operatori del settore, e il Tagesspiegel ne ha approfittato per capire come le guide internazionali descrivono la capitale tedesca, accreditata da molti come la nuova mecca degli anni Duemila: una città di tendenza capace di attirare turisti e nuovi cittadini grazie alla sua straordinaria vita notturna e alle sue offerte culturali [... continua su East Side Report e su Lettera 43].

venerdì, febbraio 25, 2011

Il buono e il cattivo ambasciatore

Per lungo tempo è stato considerato quasi inadatto a ricoprire il ruolo di ministro degli Esteri della Germania. Ma ieri Guido Westerwelle si è goduto un bagno di folla nella piazza Tahrir del Cairo, acclamato dagli egiziani come non accadeva a un ministro degli Esteri tedesco dai tempi di Genscher a Praga. Invece Klaus Wowereit è l'amato sindaco di Berlino, uno degli artefici della trasformazione dell'ex città divisa dal Muro in capitale più trasgressiva d'Europa. Anche lui è da oggi impegnato in una missione diplomatica. Ma le atmosfere che accompagneranno la sua visita sono del tutto diverse. Wowereit va in Arabia Saudita per stringere accordi economici con una dittatura. Una cattiva abitudine, che in questi giorni di rivoluzioni nei paesi arabi suona come una beffa. Articolo su Lettera 43.

mercoledì, febbraio 16, 2011