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mercoledì, novembre 02, 2011

SUL FRONTE DELLA GUERRA FINANZIARIA

Pagine di quotidiani online come bollettini di guerra. Tutti al fronte a seguire la battaglia sui mercati finanziari, inseguire i ministri economici, carpire le decisioni dei leader. Quando le giornate sono convulse, come quella di martedì 1 novembre, è la Rete con la sua tempestività a conquistarsi il dominio dell'informazione, affermando una tendenza ormai già consolidata anche nel mondo dei media tedeschi [... continua su Lettera43].

martedì, ottobre 04, 2011

NUOVA VESTE PER LA FAZ

La versione online della Frankfurter Allgemeine Zeitung si veste di nuovo. E un po' di antico, riprendendo anche sul web la testata originale della versione cartacea.

domenica, marzo 20, 2011

L'elicottero e la Cancelliera

Qualche volta basterebbe anche solo un buon vocabolario per riportare correttamente le notizie. Tra una bomba su Tripoli, un getto d'acqua sul reattore di Fukushima e gli ultimi segreti delle escort del Cavaliere, Repubblica ci informa che la cancelliera Angela Merkel ha rischiato di morire e se l'è vista brutta sull'elicottero della polizia che la trasportava da un appuntamento all'altro della sua campagna elettorale. Il velivolo sul quale viaggiava - ci informa il quotidiano romano - è stato sul punto di schiantarsi, precipitando da un'altezza di 1600 metri e riprendendo quota solo a 100 metri dal suolo. Uno shock tremendo. Peccato solo che la Merkel su quell'elicottero non c'era. O meglio, non c'era più.

Come scrive la Bild, da cui Repubblica ha ripreso la notizia, su quell'elicottero, al momento dell'incidente, c'erano solo i due piloti. La cancelliera era scesa prima, a Offenbur, ultima tappa della sua giornata elettorale. Il velivolo, un Superpuma 332, aveva poi ripreso il volo per Oberschleißheim, nei pressi di Monaco di Baviera. Attorno alle 21, le due turbine sono andate in avaria e il mezzo ha perso quota fino a quando, a poche centinaia di metri dal suolo (quindi, comunque più di 100), i piloti sono riusciti a riattivare il motore e a stabilizzare il volo dell'elicottero. Dopo una pausa tecnica all'aeroporto di Augsburg, il mezzo ha proseguito fino alla destinazione finale di Oberschleißheim. Nel frattempo, Angela Merkel stava concludendo il suo intervento elettorale a Offenbur. Di certo, la notizia che l'elicottero su cui aveva viaggiato per tutto il pomeriggio aveva avuto un grave incidente non deve averla lasciata tranquilla. Ma non è mai stata in pericolo di vita.

ps.: dopo molte ore, Repubblica ha corretto la propria versione, accorgendosi che la cancelliera era scesa prima. Meglio tardi che mai. Ma troppo tardi (e troppa approssimazione), per quello che è il secondo quotidiano nazionale.

lunedì, febbraio 07, 2011

Camusso inaccettabile, Brunetta invisibile

Breve salto in Italia, per la foto inserita dall'Ansa a corredo della notizia. Fate in fretta, perché prima o poi la toglieranno o alzeranno l'inquadratura.

lunedì, novembre 15, 2010

La paralisi italiana vista dalla stampa tedesca

Fini, Berlusconi, l'opposizione che non c'è e la difficoltà di interpretare la politica bizantina e il gioco del cerino. Breve rassegna stampa sull'Italia che non va né avanti né indietro. Su Lettera43.

venerdì, ottobre 08, 2010

Lettera43



È cominciata l'avventura di Lettera43, il quotidiano online diretto da Paolo Madron (ex Panorama, Giornale, Panorama Economia, Sole 24 Ore) che si rifà a modelli come The Daily Beast e Rue 89: giornale esclusivamente sul web, redazione giovane, ambizione di indipendenza rispetto a partiti politici e (si spera) a potentati economici. Però per un'iniziativa del genere ci vogliono i soldi e questi ce li hanno messi in parte nomi pesanti dell'economia e della finanza come Andrea Agnelli e Matteo Arpe. Il direttore assicura che condividono il progetto di una testata libera e indipendente, quella che serve in un paese dove troppe iniziative, anche le più nuove, finiscono prima o poi con l'insediarsi su una curva calcistica, nord o sud, destra o sinistra, oggi preferibilmente questo o quell'altro politico. C'è da fidarsi, Madron è uno spirito libero e un giornalista non naif.

Di questa avventura faccio parte anche io. Come collaboratore dalla Germania e dall'Europa dell'est. Un appuntamento fisso, quotidiano e mattutino, nella rassegna stampa di prima pagina che viene poi replicata nella sezione Europa: il tema del giorno da Berlino e dintorni, raccontato attraverso uno o più articoli della stampa tedesca. E poi servizi, reportage, curiosità e - perché no? - anche un po' di politica raccontata come si deve, per informare gli italiani su quel che accade in queste contrade d'Europa. Dopo la nuova collaborazione con La Stampa, con i reportage dall'Europa dell'est, un altro passo in avanti sperando di trovare quell'equilibrio giornalistico a lungo cercato negli ultimi anni, dopo l'irripetibile lunga esperienza di Ideazione.

I lettori di Walking Class troveranno come sempre le segnalazioni degli articoli sul blog, con i link giusti per proseguire la lettura. Alla redazione di Lettera43 gli auguri di buon lavoro.

lunedì, settembre 28, 2009

Trionfi

Titolo dell'edizione online di Repubblica: "Trionfa Angela Merkel". Inizio del commento di Bernardo Valli, sempre su Repubblica: "La cristiano-democratica Angela Merkel ha vinto, resta cancelliera federale, ma non ha trionfato". Ovviamente ha ragione Valli, di cui consiglio la lettura. Ma fate un fischio al titolista.

martedì, settembre 15, 2009

mercoledì, settembre 09, 2009

Il giornalismo di domani (oggi?) secondo Arianna

Arianna Stassinopoulos, ovvero Huffington, fondatrice del celebre The Huffington Post, 8 milioni di lettori al giorno, intervistata da Marco De Martino per Panorama sul futuro del giornalismo, dei giornali, delle ipotesi di siti a pagamento, dei blog e dello straordinario periodo di transizione che i media stanno vivendo. I tempi dei verbi sono tutti al futuro, l'intervista parla però di quel che accade già oggi, sotto il nostro naso. Buona lettura (via Dagospia).

lunedì, dicembre 01, 2008

Un problema (anche) di lettori

Nei giorni passati, e in diverse occasioni, mi è capitato con amici - e qualche collega - italiano che vive in Germania di discutere del livello dell'informazione giornalistica nel nostro paese. Hai voglia a prendertela con direttori, capiredattori, redazioni e mediocrità varie. Date un'occhiata alla classifica degli articoli più letti sul sito del Corriere della Sera e capirete da dove parte la spirale. Che poi ci voglia qualche direttore di senso e di coraggio capace di interromperla, è un discorso che viene appena un passo dopo. Ogni paese ha l'informazione che si merita. Questa la classifica di oggi:

1 - Ragazze disponibili e spalmate di sedativi per derubare ricchi e ignari stranieri
2 - Sky, in campo Ilaria e le altre star «Colpita la tv delle famiglie»
3 - Calcio: gli 11 con la peggiore capigliatura
4 - Craxi, Veltroni e le liti nel Pd Show di D'Alema da Crozza
5 - Neve al nord, disagi al traffico A Venezia una marea da record
6 - Palermo, a 82 anni prende il viagra La moglie impaurita chiama la polizia
7 - Grillo compra casa a Lugano «Sono preoccupato per il blog»
8 - Tassa Sky, Veltroni attacca Berlusconi
9 - Spot di Sky contro il raddoppio dell'Iva
10- Accoltella il marito e uccide la figlia.

Le notizie in primo piano, invece, erano queste:
ESTERI. Obama: «Lotta al terrorismo, è tempo per un nuovo inizio»
ECONOMIA. Borse europee chiudono in forte calo. Il mercato dell'auto crolla a novembre
POLITICA. Tassa Sky, Veltroni attacca Berlusconi
CRONACHE. Neve al nord, disagi al traffico. A Venezia una marea da record
POLITICA. Napolitano: «No a tagli generalizzati».

mercoledì, novembre 05, 2008

Americana / 13. Il sorpasso del web

In attesa di incoronare ufficialmente Barack Obama, ormai lanciato verso la Casa Bianca, un vincitore di queste elezioni già c'è ed è Internet. L'informazione in Rete ha superato come lettori quella della carta stampata e ora si lancia al sorpasso della tv. Arianna Huffington da The Huffington Post e Marco Pratellesi dal Corriere della Sera. E, in due righe, Federico Rapini sul suo blog.

mercoledì, settembre 24, 2008

Non ci sono più i giornalisti di una volta


Si legge in questi giorni dall'Italia degli assalti di Paolini alle postazioni del tg1 e dei divieti di movimento che gli vengono comminati nel tentativo di arginarne la follia. Eppure, quando c'era Frajese, Paolini aveva imparato a non avvicinarsi più alle telecamere.

domenica, settembre 21, 2008

The Week After

Alla velocità della luce, il Corriere della Sera spara sul proprio sito una storia che qui vi avevamo raccontato undici giorni fa. Nel frattempo ne avevano parlato lo Stern, ovviamente la Bild, la dotta Deutschlandfunk e una quantità infinita di trasmissioni televisive.

martedì, settembre 16, 2008

Il Corriere che si scioglie

Il Corriere della Sera (l'ex grande giornale autorevole d'Italia) fornisce sul suo sito internet una notizia sulla quale Repubblica ha mandato nelle settimane scorse uno dei migliori inviati scrittori italiani, Paolo Rumiz, che ci ha scritto sopra quattro reportage: uno, due, tre e quattro. Concorrenza: ma il Corsera arriva sempre dopo.

mercoledì, settembre 10, 2008

Noio voulevon savuar


Il Trap è sempre in piedi, nonostante gli scivoloni dalla sedia. Cosa che non si può dire di Repubblica (nonostante un grande pezzo di Ezio Mauro oggi sulle svolte politiche poco digerite di An). Nel sito, commentando la caduta di Trapattoni dalla sedia in conferenza stampa con la sua nuova nazionale irlandese, Repubblica sostiene: "Giovanni Trapattoni prosegue la striscia fortunata di esibizioni all'estero. Dopo la lavata di capo in tedesco quando era allenatore dello Stoccarda, ora tocca all'Irlanda. Il nuovo ct si è esibito (senza coseguenze) in uno scivolone nel corso di una conferenza stampa. Molte risate ma nessun danno. In questa galleria le immagini diffuse dai quotidiani irlandesi". In apertura del post, da YouTube, la famosa "lavata di capo" (ma come si esprimono a Repubblica... le parole sono importanti, gridava Nanni Moretti): vi sembra che siamo a Stoccarda?

sabato, settembre 06, 2008

Message in a bottle (per Paolo Emilio Petrillo)

Non conosco personalmente il collega Paolo Emilio Petrillo, che lavora anche lui da Berlino. Ma avevo avuto occasione di incrociare quasi un anno fa un suo articolo e di prenderlo ad esempio di una imprecisione professionale. La mia critica era al fatto, non alla persona: non sono così presuntuoso da fare il professorino e perderei giornate intere a raccontare i miei errori. Nulla di personale, ci mancherebbe, solo un caso da raccontare e lui ci era capitato in mezzo. Ora però un amico comune ha avuto occasione di incontrarlo e Petrillo gli ha raccontato come andarono le cose in quell'occasione. Per farla breve, la fonte lui l'aveva citata e il taglio avvenne in redazione. Ora si aprirebbe il vasto capitolo del rapporto fra i corrispondenti (e gli inviati) e le proprie redazioni, gli articoli letti velocemente e mal titolati, le richieste balzane dei direttori mentre si cerca di spiegare che la notizia è altrove, i tagli arbitrari di chi deve chiudere pagine e giornale in tempi brevissimi. Solo chi vive la vita interna dei giornali può comprendere come, ingranaggi che si ritengono oliati, siano invece continuamente inceppati da quella splendida intrusione nel meccanismo che è l'uomo. Vaste programme. Il mio è invece solo il doveroso obbligo di dare a Petrillo quel che è di Petrillo, chiudere un malinteso nel modo che spero più corretto, augurandomi che legga questo post come aveva letto l'altro.

sabato, luglio 26, 2008

Le memorie storiche confuse

Così, gironzolando per internet in cerca di spunti est-europei, mi sono imbattuto in questa recensione dei vecchi reportage di Indro Montanelli dalla Budapest in fiamme del 1956, pubblicati due anni fa in occasione del cinquantenario. La recensione era di Beppe Benvenuto, che ovviamente non c'entra niente. C'entra invece il quotidiano in questione, il prestigioso Secolo XIX di Genova e il suo ignoto titolista. Che ha fatto un errore grande quanto il carattere del titolo. Che suona così: "Ungheria '56, così l'inviato Montanelli s'innamorò della Primavera di Praga" (qui il pdf). Mi sono letto l'articolo incuriosito dal legame tra l'esperienza ungherese del '56 e l'innamoramento, dodici anni dopo, per la rivolta praghese ma ovviamente si trattava di un errore. Non di un refuso, ma di un errore. La rivolta di Budapest confusa con quella di Praga, nel cielo grigio del passato est-europeo. No, è che oggi si ragiona sullo studio della Freie Universität di Berlino che denuncia la scarsa conoscenza della storia della DDR da parte dei giovani studenti tedeschi. Ma almeno non vanno a titolare le pagine di uno storico quotidiano regionale.