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venerdì, aprile 06, 2012

MURO DI BERLINO, LA MEMORIA BANALIZZATA

Da un lato uno storico museo sul comunismo, messo su quando ancora c'era il Muro da un bizzarro collezionista, poi allargatosi caoticamente negli ultimi anni con i cimeli raccolti dopo la caduta della Ddr. Dall'altro, una fila interminabile di fast food che emanano odori forti: kebab, currywurst, spaghetti cinesi e hamburger di Mc Donald's. In mezzo, tra le auto che faticano a farsi strada, una moltitudine di turisti, aggrappata agli immancabili falsi soldati americani e sovietici per una foto ricordo o assiepata attorno al falso gabbiotto dove erano asserragliati i soldati dell'Us Army [... continua su Lettera 43].

mercoledì, novembre 09, 2011

lunedì, ottobre 03, 2011

NUOVI LÄNDER, LA SFIDA È SUI SALARI



Germania riunificata, ventunesimo anno. La festa nazionale, fissata nel giorno in cui il Paese tornò ufficialmente unito il 3 ottobre 1990, non fa segnare quest'anno un numero pieno. Così alle celebrazioni, che pure ci saranno, questa volta a Bonn in quella che fu la capitale della Germania Ovest, si sovrappongono le analisi e i bilanci sullo stato della riunificazione a oltre due decenni di distanza

mercoledì, dicembre 29, 2010

Reportage. Il ponte delle spie, tra Berlino e Potsdam

Quando non c’era Wikileaks, internet era ancora un vago progetto nella mente dei militari americani e, soprattutto, lo spionaggio era un’arte avventurosa e pericolosissima, il grande gioco dei servizi tedeschi si svolgeva all’ombra degli archi di ferro verdi del Glienicker Brücke, il ponte sul fiume Havel che collega Potsdam a Berlino. Erano i tempi della Guerra Fredda e delle due superpotenze, delle divisioni ideologiche e della competizione fra due mondi, due sistemi politici, due economie. Era necessario spiarsi, carpirsi i segreti, anticipare le mosse. E non c’era posto migliore di Berlino, sdoppiata in due avamposti militari, est contro ovest, divisa da un Muro invalicabile per tutti ma non per uomini scaltri, titolari di cammuffati salvacondotti diplomatici [... continua su Lettera 43]

venerdì, dicembre 24, 2010

Ronald-Reagan-Straße

Nel complesso rapporto che lega Berlino alla propria storia, fa caso a sé quello che la città ha con uno dei protagonisti che più di tutti ha inciso, e in positivo, sulle sue vicende. Il prossimo febbraio si celebrano i 100 anni dalla nascita di Ronald Reagan. Sotto le colonne della Porta di Brandeburgo ancora riecheggiano le parole che il presidente americano pronunciò durante la visita del 12 giugno 1987: «Mister Gorbacev, tiri giù questo Muro». Ma in città, a 23 anni di distanza, nessuna via porta il suo nome. Il progressista Tagesspiegel apre una campagna [... continua su Lettera 43].

sabato, novembre 13, 2010

Joystick sulla cortina di ferro

Berlino 1976. C’è ancora il Muro. E ci sono i cani da guardia, il filo spinato, le torrette di avvistamento e le cellule fotoelettriche. I Vopos, ci sono anche loro, sono appostati dietro una mitragliatrice. Da lontano si avvicinano circospette alcune persone. Sono fuggitivi, hanno deciso di provare l’impossibile, trovare un varco e saltare dall’altra parte, verso la libertà, verso Berlino Ovest. Non è una delle tante ricostruzioni storiche installate in qualche museo della capitale riunificata per ricordare gli anni in cui i tedeschi vivevano separati. È un videogioco. E infatti si gioca [... continua su Lettera43].