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giovedì, aprile 19, 2012

E LA NAVE VA

In controtendenza rispetto all'Italia e alla maggioranza dei Paesi europei, il governo tedesco si appresta a rivedere in positivo i numeri della propria economia per il 2012. Ad alimentare la nuova ventata di ottimismo sono i dati elaborati dai più grandi istituti di ricerca economica della Germania, che forniscono puntualmente al governo il materiale per correggere le politiche economiche in corso e programmare quelle future [... continua su Lettera43].

lunedì, marzo 05, 2012

FONDO PERMANENTE, LA GERMANIA TRATTA

Il governo tedesco starebbe contrattando un compromesso sul volume complessivo del fondo permanente salva Stati Ems, che prevederebbe uno sfondamento del tetto di 500 miliardi di euro preventivato nel mese di dicembre del 2011 [... continua su Lettera 43].

mercoledì, gennaio 25, 2012

IL BRACCIO DI FERRO SUL FONDO ESM

È in corso un vero e proprio braccio di ferro fra la Germania e la maggior parte degli altri Stati dell’Unione europea sulle misure per contrastare la crisi del debito che minaccia di far saltare la moneta unica. Man mano che i giorni passano e che da più governi europei vengono lanciate proposte concrete all’indirizzo della cancelleria di Berlino, il gran rifiuto di Angela Merkel appare sempre meno sostenibile [... continua su Lettera 43].

lunedì, gennaio 23, 2012

FONDO ESM, IL TETTO CONTESO

Confronto aperto in Germania dopo le indiscrezioni pubblicate dallo Spiegel sull’ipotesi che avrebbe avanzato Mario Monti, spalleggiato da Mario Draghi, di raddoppiare il volume del fondo salva Stati Esm, da 500 a 1.000 miliardi di euro. La Merkel è da sempre contraria e il governo, per bocca del ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, ha questa mattina ribadito il rifiuto a qualsiasi aumento della dotazione prevista per il fondo. Ma nelle stesse file della Cdu, si fa spazio qualche autorevole posizione aperturista. Tutto sulla rassegna stampa di Lettera 43.

venerdì, novembre 11, 2011

PIÙ BCE? IL DIBATTITO IN GERMANIA SI MUOVE

Il ministro dell'Economia tedesco Philipp Rösler ha ribadito questa mattina la posizione sua, del suo partito (Fdp) e in fondo del governo tedesco sul comportamento della Banca centrale europea nella crisi dei debiti statali: «La Bce non ha una potenza di fuoco illimitata nell'acquisto dei bond dei paesi europei maggiormente colpiti dalla crisi e tale attività deve avere un termine». Nulla di nuovo, dunque, sotto il sole tedesco. In apparenza però. Fuori dalla politica, nel mondo degli operatori economici, l'idea che la Bce debba intervenire di più e con più decisione, comincia a farsi strada. Qualcuno comincia anche ad accennare al fatto che la Banca centrale europea debba porsi come prestatore di ultima istanza, unica condizione ormai capace di salvare l'euro. D'altronde, gli altri mezzi messi in capo dall'Europa non sono sufficienti a difendere l'Italia e, dunque, a impedire la dissoluzione della moneta unica. Anche se alcuni individuano ancora ulteriori margini di manovra. L'Handelsblatt ha riassunto il dibattito, il cui contenuto potete leggerlo sulla rassegna stampa quotidiana dalla Germania su Lettera43.

giovedì, novembre 10, 2011

DANZANDO TRA L'EURO E LA LIRA

Gli spaghetti, immancabili, ci sono sempre. Ma al posto della P-38 fumante compare una moneta da 1 euro che lentamente scompare tra i fili della pasta più amata dagli italiani. L'Handelsblatt non è un magazine e dunque la foto che ha illustrato un lungo articolo sulla situazione italiana, non ha lo stesso impatto che ebbe, quasi 35 anni fa, la famosa copertina dello Spiegel che suscitò polemiche e indignazione nel raffigurare l'Italia di fine Anni 70 stretta nella spirale del terrorismo [... continua su Lettera43].

mercoledì, novembre 09, 2011

LA CRISI ITALIANA VISTA DA BERLINO/2

Questa volta non ci sono i condizionali d'abitudine: per la maggior parte della stampa tedesca non ci sono dubbi, con il voto a Montecitorio dell'8 novembre si è chiusa una fase della storia politica italiana [... continua su Lettera43].

martedì, novembre 08, 2011

LA CRISI ITALIANA VISTA DA BERLINO/1

Le voci italiane sulle possibili dimissioni di Silvio Berlusconi hanno trovato spazio sulla stampa tedesca nel quadro di un'Europa alle prese con la crisi finanziaria, fra le trattative per la formazione di un governo di unità nazionale in Grecia , la stretta di Nicolas Sarkozy al bilancio francese e le polemiche tedesche per la sostenibilità dei tagli fiscali proposta dall'esecutivo di Angela Merkel [... continua su Lettera43].

martedì, novembre 01, 2011

ILLUSIONE CINESE, TAPPA A VIENNA

L'Europa guarda alla Cina misurando ogni respiro che arriva da Pechino, nella speranza che da Oriente giunga la corda di salvataggio per un'economia e una moneta trascinate giù dal peso dei debiti sovrani. Sono passati in fondo pochi anni e il clima è completamente cambiato: il pericolo giallo si è trasformato in una speranza gialla, gli europei mettono in mostra beni non troppo pregiati come le obbligazioni di Stato con l'auspicio che Pechino voglia farne incetta [... continua su Lettera43].

giovedì, ottobre 27, 2011

ELOGIO (TEDESCO) DI ANGELA MERKEL

In tempi di distacco dalla politica come quelli attuali, per di più aggravati da una crisi finanziaria che obbliga i suoi protagonisti a scelte impopolari, è difficile sfuggire alla tendenza, forse un po' populistica, di fare di ogni erba un fascio e voltare le spalle a ogni politico che calca la scena pubblica. Le invettive contro la Casta non sono un esercizio solo italiano. Anche in Germania [... continua su Lettera43].

martedì, ottobre 25, 2011

IL RISO E L'OBLIO

In un primo momento, quei sorrisi beffardi apparsi sul volto di Nicolas Sarkozy e di Angela Merkel all'ormai famosa domanda su Silvio Berlusconi non avevano suscitato né commenti né attenzione. La stampa tedesca si è accorta in ritardo che quella risata appena accennata dalla propria cancelliera, quasi a rimorchio di un ben più ironico Sarkozy, stava creando un fastidioso e (date le circostanze) inopportuno confronto diplomatico. Così sono stati i giornali online, nel pomeriggio del 24 ottobre, a dare conto che in Italia, tra una riunione di governo e l'altra, il dibattito era quasi monopolizzato «dall'affronto» al Paese azzardato dai due leader divisi su tutto ma uniti dalla considerazione che Berlusconi non ha fatto quel che aveva promesso di fare per mettere al riparo l'Italia dalla tempesta finanziaria [... continua su Lettera43].

sabato, ottobre 22, 2011

TUTTI A BRUXELLES, SCONSIDERATAMENTE

Settimana dominata dalla ricerca (vana) da parte dei Paesi europei, e di Francia e Germania in particolare, dell'accordo sui meccanismi del fondo salva Stati Efsf. Ora, i capi di Stato e di governo europei vanno al vertice di Bruxelles per guardarsi in faccia, prendere tempo e sperare che gli sherpa trovino la soluzione entro la prossima settimana. Un fine settimana di melina, nel quale la scena potrà essere occupata dai comprimari. Tra gli addetti ai lavori italiani, si dice che Berlusconi racconterà ai partner europei un decreto sviluppo che non esiste, nessuno gli crederà ma i quotidiani italiani ne riporteranno i contenuti per giorni. I giochi veri si svolgeranno dietro le quinte, tra gli esperti che parlano francese e tedesco. A seguire le vicende degli ultimi giorni, non c'è da star tranquilli neppure di questo.

Qui di seguito la cronaca degli ultimi giorni vista dall'osservatorio della stampa tedesca (i titoli sono modificati rispetto alla versione originale):

- Il mistero della leva moltiplicatrice
- UE, prove di bavaglio alle agenzie di rating
- Il vertice dei senza potere

martedì, ottobre 18, 2011

FRANCIA (E GERMANIA), RATING A RISCHIO

La pellicola proiettata dall'Istituto di ricerca economica tedesco (Diw) sul futuro dell'euro sembra un film dell'orrore: i salvatori della moneta unica lavorano fino allo sfinimento per trovare la soluzione ai problemi del debito dei propri partner e alla fine dimenticano di salvare se stessi. Una corsa senza vincitori, dalla quale escono anzi tutti sconfitti, compreso l'euro destinato a frantumarsi [... continua su Lettera43].

mercoledì, ottobre 12, 2011

SLOVACCHIA, ANCHE LE FORMICHE S'INCAZZANO

Forse George Papandreou si salverà, e con lui anche l'euro, ma nel frattempo sotto l'aumento del fondo salva Stati Efsf è caduta il premier della Slovacchia Iveta Radicova. Il parlamento di Bratislava non ha votato il via libera nella drammatica seduta dell'11 ottobre per l'opposizione di uno dei partiti della maggioranza, Libertà e solidarietà di Richard Sulik, aprendo così la strada alla crisi di governo [... continua su Lettera43].

lunedì, ottobre 10, 2011

FRATTINI: NON PERVENUTO

Ho il dito anchilosato che pigia da qualche ora sul mouse all'infantile ricerca sui quotidiani online tedeschi di una eco, anche piccolissima, del ruggito del ministro degli Esteri italiano contro l'asse Berlino-Parigi. Eppure la Repubblica titola, ancora adesso in apertura, che in Europa sarebbe scoppiato il caso Frattini. Magari. Qua non è scoppiato proprio nulla. Il caso è, semplicemente, non pervenuto. E resta a uso e consumo dell'inutile, infruttuoso dibattito politico interno all'Italia. Serve altro per contare in Europa. Oggi qui si attende solo qualche misura, più o meno decente, per affrontare il problema della crescita dell'economia italiana. Altro non interessa.

giovedì, settembre 29, 2011

IL BUNDESTAG APPROVA AMPLIAMENTO EFSF

Dopo oltre due ore di dibattito, il Bundestag ha votato e approvato l'ampliamento del pacchetto di aiuti salva Stati Efsf. Il provvedimento è stato approvato con larga maggioranza: 523 voti a favore, 85 contrari, 3 astenuti. La suspance riguardava in verità solo la tenuta della coalizione di governo, nella quale si sono levate nei giorni scorsi - e anche oggi nel dibattito parlamentare - diverse voci discordi. Si doveva capire se il via libera all'ombrello di salvataggio ci sarebbe stato comunque, senza il soccorso dell'opposizione. La risposta è sì: dalle file di Cdu-Csu e Fdp sono attivati 315 voti, quattro in più rispetto alla soglia fatale dei 311. La coalizione dispone nel Bundestag di una maggioranza di 330 voti: secondo le prime indiscrezioni, si sarebbero defilati dagli ordini di partito 11 deputati di Cdu-Csu e 4 dell'Fdp.

Per  ricostruire i contorni di una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso il governo tedesco, ecco un elenco di articoli scritti per Lettera43 (fate il netto alla forzatura dei titoli, che ovviamente non è mia):

- Angela, destino in bilico.
- S&P minaccia Frau Merkel in attesa del voto sull'Efsf.
- Berlino, crisi di governo in vista?

martedì, febbraio 22, 2011

Mario Draghi alla campagna di Germania

Può un candidato proveniente da un Paese noto per il disordine dei suoi conti pubblici diventare presidente della Banca centrale europea? Se lo è chiesto lo Spiegel, riassumendo tutti i dubbi che su Mario Draghi serpeggiano in Germania, tra i politici e l’opinione pubblica. Ma il ritratto del governatore italiano che emerge dal lungo articolo è decisamente positivo, un uomo serio e rigoroso, gentile ma deciso, riservato e poco amante della mondanità. "Mister Euro made in Italy" su Lettera 43.

domenica, dicembre 12, 2010

Nostalgia del marco, forse sì?

Sondaggio che vai, risultato che trovi. Il buon Bernardo Valli riscatta le sue posizioni grazie a un altro sondaggio appena pubblicato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, secondo il quale la maggioranza dei tedeschi la pensa più o meno così: ah, avessimo mantenuto il caro, vecchio, solido marco! Qui l'articolo della Faz.

venerdì, dicembre 10, 2010

Ma i tedeschi non hanno nostalgia del vecchio marco

«La maggioranza dei tedeschi rimpiange il marco. Non è una novità. Ma l’intensità con cui viene ribadito il rimpianto in questi mesi di crisi dell’euro condiziona il comportamento del governo». Così, questa mattina su Repubblica, scrive Bernardo Valli, uno dei mostri sacri del giornalismo italiano, in un reportage da Berlino sulla Germania. Peccato non sia vero. Quello che condiziona il governo sono semmai le tambureggianti posizioni espresse dalla Bild, la cui sede Valli ha visitato, che sull'argomento ama non andare per il sottile. I tedeschi invece, in maggioranza, la pensano all'opposto, e solo un terzo vorrebbe tornare al vecchio marco. Potrà non sembrare una componente esigua, ma la maggioranza sta da un'altra parte. Lo dimostra il sondaggio riportato lo stesso giorno da diversi altri quotidiani. Qui lo riprendiamo dall'edizione online dello Spiegel: Deutsche wollen Euro behalten.