venerdì, settembre 26, 2008

Turbolenze ad alta quota: il voto alpino

(Alpi bavaresi, fotowalkingclass)

Domenica elettorale in area alpina. In Baviera si vota per rinnovare il parlamento regionale. La Csu, costola regionale dei cristiano-democratici, rischia il tracollo elettorale. A rischio la maggioranza assoluta. Gli ultimi sondaggi la danno al 47 per cento. Ovviamente i margini per un governo di coalizione ci sono tutti, ma secondo molti osservatori il crollo sarebbe l'onda lunga della crisi di consenso che ha investito i partiti di massa tedeschi (e in Baviera la Csu è il partito di massa per eccellenza). Campanello d'allarme per Angela Merkel in vista della corsa alla Cancelleria del prossimo anno. Da tenere sott'occhio, come sempre in ogni nuova elezione regionale ad ovest, la Linke, vicina alla soglia d'ingresso in parlamento del 5 per cento. Dovesse farcela anche nella conservatorissima Baviera (ma pare difficile), sarebbe un ulteriore segnale. Dall'articolo pubblicato due mesi fa non è cambiato molto, a parte le sbandate alcoliche sui boccali di birra del presidente uscente Beckstein. Per questo lo ripropongo nel link qui. Aggiungo le pagine speciali della bavarese Süddeutsche Zeitung e del settimanale Die Zeit.


Si salta il confine (virtuale, siamo in Europa) e si arriva in Austria, la repubblica alpina per eccellenza. Campagna elettorale sottotono, in un quadro politico soporifero che neppure il ritorno del populista Heider è riuscito a vivacizzare. Il governo di Grosse Koalition a guida socialdemocratica è caduto qualche tempo fa nell'indifferenza generale, un nuovo governo di Grosse Koalition potrebbe riformarsi dopo il voto, probabilmente sempre nell'indifferenza generale. D'altronde l'Austria è un paese piccolo ma ricco e benestante e la politica dell'ultimo decennio non rende merito anche al ruolo internazionale che il paese svolge, grazie anche alla sua posizione geografica al centro del continente. Sarà anche per questo che gli unici spasimi vengono dai sondaggi (così come la curiosità maggiore è quella dell'introduzione del voto ai sedicenni): gli austriaci sembrano intenzionati a punire i due partiti maggiori (socialdemocratici e popolari) che hanno insieme malgovernato, sprofondandoli ben al di sotto del 30 per cento. In compenso crescerebbero in maniera sparsa tutti i partiti minori, dai nazionalisti ai populisti, dai liberali ai verdi. Ci vorrà molta fantasia e un po' di azzardo per inventare inedite coalizioni di governo. Ma se il crollo di socialdemocratici e popolari sarà davvero pesante, si vivrà il paradosso che la Grosse Koalition sarà l'unica formula matematicamente possibile di governo. Un anticipo di quello che potrà accadere tra un anno in Germania (dove già si parla, non a caso, di deriva austriaca della politica tedesca)? Intanto link alle pagine speciali dei quotidiani anche qui: Der Standard e Die Presse.