domenica, ottobre 31, 2010

C'era una volta Yulia Timoshenko

Ce la ricordiamo con la treccia bionda e ruffiana alla moda delle contadine ucraine sulle barricate della Maidan, la piazza centrale di Kiev, nei giorni gloriosi della rivoluzione arancione. Poi battagliera co-leader di quella coalizione che aprì le speranze di democrazia alle giovani generazioni ucraine. Quindi caparbia concorrente del suo ex alleato Yushenko per la leadership del campo moderato (pro-occidentale, si diceva allora). Infine inconcludente premier alla guida del governo che consegnò al redivivo Yanukovich, il filo-russo, la rivincita alle presidenziali del febbraio scorso. La parabola di Yulia Timoshenko è quella della rivoluzione arancione: euforia, speranza, litigi, delusione, sconfitta.

Oggi in Ucraina si torna a votare per rinnovare consigli regionali e comunali, con esclusione di quello della capitale, ma il clima è tutto diverso. E non pare un bel clima. Lo Spiegel è andato a intervistarla nel momento più difficile della sua carriera politica. In attesa di conoscere i risultati dello spoglio, ci si affida ai sondaggi della vigilia: il suo partito, Patria, è in flessione e oscilla fra il 10 e il 13%. Quello delle Regioni, guidato da Yanukovich, potrebbe arretrare anche lui ma secondo i pronostici vincerà lo stesso. Con il rischio di consolidare un potere che di giorno in giorno si fa sempre più autoritario. È l’accusa di molti osservatori, di organizzazioni sociali, di intellettuali e anche di giornalisti, la cui attività è tornata ad essere monitorata dai servizi di sicurezza.

Da febbraio, il presidente ha rafforzato la propria maggioranza parlamentare attraverso una spudorata campagna acquisti di deputati, ha messo mano alla Costituzione per aumentare i propri poteri, ha stretto il controllo sui media e, nonostante le assicurazioni che tranquillizzano Bruxelles, ha riportato l’antenna della politica estera a sintonizzarsi sulle frequenze di Mosca più che su quelle dell’Europa. Tutte accuse che la Timoshenko ovviamente conferma all’edizione online del settimanale tedesco, aggiungendo ulteriori elementi di drammatizzazione: «L’introduzione del nuovo codice fiscale minaccia l’esistenza delle piccole e medie imprese e molti industriali hanno restituito le proprie registrazioni, la paura del dissenso ha portato alla citazione in giudizio di blogger, giornalisti e politici di opposizione». Una situazione che non si era mai verificata dalla nascita dell’indipendenza – sostiene l’ex primo ministro – neppure ai tempi di Kuchma, il leader autoritario che ha guidato l’Ucraina prima della rivoluzione arancione.

Due settimane fa, sotto accusa è finita anche lei. Tra il 2008 e il 2010 avrebbe distratto dalle casse statali una somma di 500 milioni di euro coinvolgendo funzionari di diversi ministeri. Alcuni suoi collaboratori sono stati arrestati. La Timoshenko nega le responsabilità e riconduce tutto alla vicenda della RosUkrEnergo, società di intermediazione del gas «che rappresenta la più grande mangiatoia dei leader del nostro paese e che dal 2004 ha funzionato come cassa in nero del presidente». Nel 2009, in qualità di primo ministro, la Timoshenko l’ha abolita, quest’anno Yanukovic l’ha riesumata. Uno dei suoi proprietari è l’oligarca Dmitrij Firtasch, sponsor principale del Partito delle Regioni nella campagna presidenziale: «Sono convinta – accusa a sua volta l’ex premier – che la RosUkrEnergo sia oggi la principale fonte di finanziamento di Yanukovich».

La pasionaria è un fiume in piena, nell’intervista non c’è spazio per l’autocritica, manca del tutto un’analisi approfondita sul perché 5 anni di maggioranze arancioni alla presidenza della Repubblica e (con una breve pausa) anche al governo, non siano riuscite a cambiare il paese o almeno a metterlo nelle condizioni di aprire la nuova stagione promessa. La polemica è aspra, polarizza la scena politica ma sembra non appassionare più i cittadini delusi. La Timoshenko afferma di combattere una vera e propria mafia e quando Benjamin Bidder, il giornalista che conduce l’intervista, le chiede se l’Ucraina sia diventata un paese criminale, risponde: «No, ma il paese è caduto nelle mani di organizzazioni criminali».

Quindi la critica all’Europa, che al nuovo presidente ha concesso notevoli aperture di credito: «Ci scioccano le spiegazioni, si saluta la stabilità del paese, la volontà di riformare, il cammino verso l’Europa. Si considerano le limitazioni alla democrazia una riforma? I brogli elettorali una conferma della libertà? Chiedo ai leader dei paesi democratici solo una cosa, che almeno chiamino le cose con il loro nome».

L’ex eroina della rivoluzione arancione mette anche le mani avanti per il voto: temiamo brogli, non sono elezioni libere. Tenacia e grinta non le mancano, ma dopo aver governato per ben due volte (da gennaio a settembre del 2005 e da dicembre 2007 a marzo 2010) le molte parole sembrano contare meno dei pochi fatti. I sondaggi registrano la flessione delle due grandi forze politiche e la crescita dei piccoli partiti guidati da nuovi outsider. Un segnale di disaffezione e di disagio che allontana ancora di più nella memoria le festose notti arancioni di 6 anni fa.

sabato, ottobre 30, 2010

Roland Koch, la politica e gli affari

Se in Italia gli imprenditori diventano politici, in Germania avviene il contrario. Negli anni passati, famoso il caso di Gerhard Schröder. Ora è la volta di Roland Koch, esponente di punta della Cdu ed ex presidente dell’Assia, la regione di Francoforte, cuore finanziario del Paese, passato al vertice della Bilfinger Berger, gruppo internazionale di costruzioni. E si apre la polemica sui conflitti d'interesse. L'articolo su Lettera 43.

venerdì, ottobre 29, 2010

Tasse: il libro nero degli sprechi teutonici

Neppure per i tedeschi pagare le tasse è una cosa piacevole. Ma se finora il tasso di evasione fiscale è stato molto più basso che in Italia, lo si deve anche al fatto che lo Stato ridistribuisce gran parte dei soldi in servizi efficienti e puntuali. La regola, come sempre, ha delle eccezioni, che l’associazione dei contribuenti (il potente Bund der Steuerzahler) si prende la briga ogni anno di pubblicare in un libro nero [... continua su Lettera43].

Berlino senza bunga bunga



Berlino passa per essere una delle capitali più trasgressive d'Europa. Ma rischia di perdere terreno rispetto alle periferie milanesi. Nel dettagliato articolo di Barbara Ciolli per Lettera43, a zonzo per le notti perverse sulla Sprea, si scopre un grave ritardo: non c'è traccia del bunga bunga.

Germania, i disoccupati sotto i 3 milioni

La soglia è di quelle psicologicamente importanti: 3 milioni. Non si tratta di soldi ma di uomini. Per la precisione di disoccupati. Si può quindi comprendere l’enfasi con cui il ministro per il Lavoro Ursula von der Leyen ha annunciato che il numero dei senza lavoro in Germania è sceso al di sotto di quella soglia: 2 milioni 945 mila, per l’esattezza [... continua su Lettera43].

mercoledì, ottobre 27, 2010

Trentotto


Berlino, il quartiere governativo. © plm

La doppia vita (e i doppi costi) della politica tedesca

Una commissione consiglia al ministro della Difesa di riorganizzare l'intera struttura. Tagliando. A cominciare dalla doppia sede del ministero. Il ministro sarebbe pure d'accordo, ma non lo sono i suoi colleghi. Berlino è ormai considerata la capitale della Germania. E molti hanno dimenticato che, dal punto di vista pratico, Bonn non ha mai cessato di esserlo. Sei ministeri hanno a Bonn la sede principale, anche se i titolari non ci mettono quasi mai piede. Eppure quelle sedi sono ancora piene di funzionari. Fra trasferimenti di documenti, doppie rappresentanze e viaggi di personale, ecco quanto costa la doppia vita del governo tedesco. Sdoppiata per legge. Articolo su Lettera43.

Nella terra dei Verbote

Alla fine era inevitabile. La stampa è parte fondamentale del nostro villaggio globale e più le notizie sono bizzarre, più si ritagliano spazio rimbalzando da un lato all’altro del pianeta. Così, dopo aver campeggiato per un giorno sull’home page della britannica Bbc, la trovata del sindaco di Castellammare di Stabia di vietare le minigonne in città, è piombata anche sulle pagine della Bild, per lo sconforto dei tedeschi. Preoccupati anche per la sfilza di divieti che sta inondando la "Bella Italia". Articolo completo su Lettera43.

Fumo di imposta

Le imprese che consumano molta elettricità non dovranno più pagare una sovrattassa ecologica. Il surplus sarà interamente pagato dai fumatori. La tassa esce dalla porta delle imprese e entra in quella dei consumatori (anche se solo di quelli che fumano). Le sorprese del pacchetto di risparmi che il governo Merkel sta per varare nell'articolo su Lettera43.

martedì, ottobre 26, 2010

Cucù

C'è un tizio che per due volte è riuscito a bussare indisturbato alla porta del cottage nell'Uckermark dove Angela Merkel e suo marito trascorrono, quando gli impegni lo permettono, qualche fine settimana di tranquillità. Una volta s'è trovato di fronte la cancelliera, un'altra l'algido professor Sauer. Si tratta di un pazzoide, segnalato almeno una volta anche di fronte al sobrio appartamento cittadino della coppia, nel quartiere Mitte di Berlino. Lo hanno preso e portato in clinica, hanno riscontrato che è squilibrato: ce l'avrebbe con la cancelliera perché non avrebbe trovato il tempo di rispondergli a una lettera inviatale privatamente. Ora devono decidere che farne, se liberarlo o affidarlo a qualche istituto di cura. Mentre infuriano le polemiche sul livello di efficienza della sicurezza della signora Merkel, resta nell'ombra l'identità del tizio. Io avrei un'idea.

Tempi duri per gli oracoli

Tareq Aziz è stato condannato a morte e il polpo Paul ha tirato le cuoia dopo anni di onorata carriera e di successi al totocalcio.

lunedì, ottobre 25, 2010

Feluche all'ombra della croce uncinata

Era falso il mito post-bellico di un ministero degli Esteri (tedesco) come oasi di resistenza contro la politica nazista verso gli ebrei. I diplomatici dell'Auswärtiges Amt erano a conoscenza di quelle strategie e collaborarono attivamente nello sterminio in Europa sud-orientale, dai Balcani alla Grecia. Ci sono voluti più di 60 anni, ma uno studio di una commissione storica, insediata da Josckha Fischer quanto era agli Esteri, rivela in 900 pagine il coinvolgimento delle aristocratiche feluche nella pagina più oscura della storia tedesca. Articolo su Lettera43.

domenica, ottobre 24, 2010

Depositi di scorie, l'UE prepara un piano europeo

Niente più esportazione di scorie nucleari dai Paesi europei nel resto del mondo. La Commissione europea sta preparando una direttiva comunitaria per obbligare gli Stati membri a gestire e risolvere all'interno dei propri confini lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti nucleari provenienti dalle centrali nazionali [... continua su Lettera43].

sabato, ottobre 23, 2010

Achtung baby: giocattoli tossici!

Sostanze tossiche nei giocattoli. Dei cinesi si sapeva già. Adesso la Stiftung Warentest mette sotto accusa il made in Germany. Nel mirino anche le grandi marche. E una sorpresa: i giochi di plastica sono meno nocivi di quelli di legno. Articolo su Lettera43.

venerdì, ottobre 22, 2010

La Germania fra Pil e felicità

Chi glielo dice adesso ai tedeschi che il Pil non rende felici? Chi ha il coraggio di contraddire la nuova ventata di ottimismo che si respira in Germania da quando, a metà agosto, le agenzie ufficiali hanno snocciolato i dati economici più recenti? Gli ultimi bollettini sono piovuti sul paese come manna dal cielo, riaccendendo entusiasmo e speranza dopo il lungo inverno della crisi globale. Tutto questo proprio grazie a quei numeri legati al Pil (che in tedesco si chiama Bip, Bruttoinlandsprodukt, venti fra consonanti e vocali tutte strette assieme come nella tradizione del lessico tedesco, che dettano il ritmo economico della nazione [... continua su East Side Report, pubblicato in prima versione su Charta Minuta].

Trentasette


Bremenhaven, il porto. © plm

Berlusconi e Fini alla guerra di Germania

Sembra quasi che Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini abbiano scelto appositamente la Germania come campo neutro sul quale proseguire l’aspra disfida che da mesi ormai li contrappone. Gli ex alleati e oggi, con qualche pausa parlamentare, acerrimi nemici, sbarcano dunque all’estero per cercare di convincere élite e opinioni pubbliche della bontà dei rispettivi percorsi politici. Terreno difficile, comunque, la Germania [... continua su Lettera43].

Addio a Loki Schmidt

Per i tedeschi è come se se ne fosse andata una madre della patria. Loki Schmidt, all’anagrafe Hannelore Glaser, aveva 91 anni e da 68 era sposata con Helmut Schmidt, 91 anni anche lui, il cancelliere tedesco che nel 1974 raccolse l’eredità di Willy Brandt e nel 1982 consegnò il mandato a Helmut Kohl, nell’unico voto di sfiducia costruttiva andato a segno nella storia politica della Bundesrepublik. Una vita insieme, fino all'ultimo momento, come nelle favole [... continua su Lettera43].

giovedì, ottobre 21, 2010

Özil-Merkel, irruzione di spogliatoio (con polemica)

All’inizio di ottobre la foto aveva fatto il giro del mondo. Angela Merkel, la cancelliera che dai mondiali in casa nel 2006 ha scoperto l’importanza mediatica di frequentare le partite di calcio della nazionale, dopo la partita contro la Turchia si era infilata negli spogliatoi dell’Olympiastadion di Berlino per stringere la mano ai tedeschi vittoriosi per 3 a 0, l'8 ottobre scorso [... continua su Lettera43].

mercoledì, ottobre 20, 2010

Trentasei


Tramonto a Istanbul. © plm

Germania-Turchia, lezioni di tolleranza

«L’Islam appartiene alla Germania», aveva detto il presidente della Repubblica tedesca Christian Wulff nel suo primo discorso ufficiale in occasione delle celebrazioni per il ventennale della riunificazione, scatenando un putiferio ancora non sedimentatosi, specie nelle file del suo partito conservatore. «Ma anche il cristianesimo appartiene alla Turchia», ha rilanciato ieri [... continua su Lettera43].

martedì, ottobre 19, 2010

Trentacinque


Berlin Kreuzberg. © plm

Berlino, nudi contro il caro-affitto



Sta tramontando uno dei miti che nell’ultimo ventennio hanno reso Berlino la capitale più attraente d’Europa per migliaia di giovani: quello degli affitti a buon mercato. La Berlino arm aber sexy, povera ma sexy, celebrata dal sindaco Klaus Wowereit, sta perdendo il suo fascino trasandato [... continua su Lettera43].

lunedì, ottobre 18, 2010

Il ritorno a Kohl salverà la Merkel?

Non lo aveva immaginato certo così, Angela Merkel, il suo primo governo di centro-destra. «Finalmente faremo le riforme che i socialdemocratici ci hanno impedito di realizzare nei quattro anni della Grosse Koalition», aveva detto poco più di un anno fa, quando presentò gli uomini del suo secondo gabinetto, una solida maggioranza fra cristiano-democratici e liberali. In 13 mesi il consenso è evaporato [... continua su Lettera43].

sabato, ottobre 16, 2010

La favola dei Guttenberg approda sullo Spiegel

Quella che vedete di fianco è la prima pagina dello Spiegel in uscita domani. In copertina, la coppia più glamour del momento politico tedesco, i "favolosi" coniugi zu Guttenberg, nobile lui e nobile lei, la cui lunga marcia verso la Cancelleria vi abbiamo raccontato qualche giorno fa in questo articolo per Lettera43. Al ministro però queste speculazioni non fanno piacere e provocano anche qualche imbarazzo. Almeno così dice. E con quell'aria da bravo ragazzo, difficile non credergli. Proprio allo Spiegel, il politico più amato dai tedeschi dice che l'idea di una sua candidatura alla cancelleria è una bizzarria lontana da ogni concreta riflessione, che non ha affatto un piano prestabilito per la sua carriera politica e che, anzi, potrebbe mollare tutto di colpo per sperimentare nuove esperienze. A 39 anni non pensa a un impegno politico per tutta la vita e in questo è un po' lo specchio della generazione alla quale appartiene, predisposta a una vita fatta di tante tappe diverse.

Gottardo Express, il tunnel cerca sbocchi

Ci sono i minatori, ancora loro, anche se questa volta sono tutti europei. Hanno gli elmi colorati in testa, come si conviene a chi lavora a centinaia di metri sottoterra e le bandiere dei loro paesi di appartenenza. È una festa, ci sono le telecamere, i politici, i dirigenti delle imprese impegnate nel progetto, i parroci a benedire l’opera. Non si tratta di una delicata operazione di salvataggio ma della perforazione dell’ultimo diaframma che divide i due scavi sotto il San Gottardo. [... continua su Lettera43].

venerdì, ottobre 15, 2010

Trentaquattro


Odessa/2, il bazar del Settimo chilometro. © plm
Qui il reportage completo.

Trentatré


Odessa/1, il bazar del Settimo chilometro © plm

Odessa: il 7° chilometro, dove muore il made in Italy

Il bacino di attracco delle navi è qualche chilometro più avanti. Arrivi a Odessa alle prime luci dell’alba con il treno notturno partito da Kiev, che il mare lo respiri anche se non lo vedi. Aria già calda, impregnata di umidità e iodio. I viaggiatori delle notti ucraine sbarcano sui marciapiedi della stazione più affascinante d’Europa, carichi di pacchi e sonno [il reportage - anche fotografico - continua su Lettera43].

Berlino si ripara sotto lo scudo

La Germania ha aperto al progetto di scudo missilistico americano sotto ombrello Nato.
Nel corso della riunione dei ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 Paesi aderenti all’Alleanza atlantica in corso a Bruxelles, il ministro tedesco alla Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg (leggi il suo profilo) ha messo da parte il riserbo finora mantenuto sul progetto e ha ventilato il via libera di Berlino [... continua su Lettera43]

giovedì, ottobre 14, 2010

Trentadue


Il festival delle luci sulla Unter den Linden. © plm
Qui la galleria fotografica completa.

Le luci di Berlino

Puntuale come il cielo grigio, arriva a ottobre il festival delle luci. Monumenti, strade, alberi, palazzi di Berlino si colorano di luci che aiutano ad affrontare l'inizio dell'autunno. Certo, quando c'è il sole è anche il tempo del "goldener Herbst", un esplosione di tinte dorate dovute alle foglie degli alberi che ingialliscono: non c'è necessità di volare fino in Canada, basta venire qui a Berlino. Però, siccome il grigio delle nuvole, della pioggia e della nebbia tendono a prendere il sopravvento, ben venga questa manifestazione che dura dieci giorni e trasforma la città in un caleidoscopio di colori. L'intero programma, con la mappa completa dei luoghi illuminati, è qui. Nella foto di copertina (scattata per voi ieri sera) la Unter den Linden. L'intera galleria fotografica, invece, la potete guardare su East Side Report.

La favola dei zu Guttenberg: missione Cancelleria

Lui è da mesi il ministro più amato del governo Merkel. Lei, che è sua moglie da 10 anni, è da tempo impegnata in associazioni a difesa dei minori. Insieme formano la coppia più glamour della severa politica tedesca. In due fanno 73 anni [... continua su Lettera43].

Trabant 2.0

La Serbia (e i serbi) oltre i fuochi di Genova

Non è mai facile, di fronte a eclatanti episodi di cronaca, analizzare con pacatezza il dietro le quinte. Specie quando tali eventi rafforzano opinioni consolidate verso paesi sui quali l'informazione è piuttosto carente. Con i fuochi di Genova, rimbalzati su tutta la stampa europea (qui una selezione di quanto pubblicato in Germania), le immagini e i racconti di una notte di follia seppelliscono i commenti che provano a distinguere e spiegare. In un cortocircuito che alla fine favorisce chi quegli incidenti li ha creati, amplificandone gli effetti, anche se si tratta di minoranze. La Serbia è molto cambiata dagli anni in cui un intero popolo si lanciò dietro Milosevic nell'avventura rovinosa della guerra civile: non era compatto neppure allora, ma la ventata nazionalista lasciava poco spazio alle voci d'opposizione. Oggi è diverso, anche se quelle scorie sono ancora presenti in un intreccio fra reduci politici, giovani estremisti, curve di stadio, trafficanti di mille mafie, servizi più o meno deviati, frange dell'esercito: tutti uniti in un progetto politico che è quello di fermare il riavvicinamento di Belgrado all'Europa. Che sia la manifestazione del Gay Pride o una partita della nazionale di calcio, il tentativo è quello di fare rumore, di danneggiare l'immagine del paese provando a farlo tornare indietro nel tempo. Strano paradosso per chi sostiene di voler difendere l'onore serbo.

L'altra Serbia è più silenziosa, non fa rumore e quindi neppure notizia. Ma va raccontata e spiegata, perché è quella che oggi imprime al paese la direzione di marcia. Come fa Matteo Tacconi, uno che in Serbia ci passa sempre molto tempo e per questo sa di cosa parla. Qui vi offriamo tre interventi pubblicati sul quotidiano Europa e ripresi sul suo blog: Ma l'Europa si fida ancora di Belgrado, Gay Pride a Belgrado qualche considerazione a bocce ferme, Gli uligani.

Un altro ottimo sito in italiano attraverso il quale è possibile seguire i cambiamenti della Serbia, specie in campo economico, è quello di Alessandro Napoli, consulente internazionale esperto di sviluppo regionale, che dal 2001 ha spostato le tende in quella che un tempo chiamavamo Europa dell'Est. Prima in Ungheria, dal 2003 in Serbia. Date un'occhiata ad articoli e paper e alle statistiche economiche. Fanno meno notizia di un fumogeno ma servono di più a capire cosa si muove in un paese strategico per i Balcani e per l'Europa (Italia compresa).

Un seggio all'Onu per la politica interna

Dopo sei anni, la Germania rientra nel Consiglio di sicurezza dell’Onu dalla porta secondaria. Eletta già nella prima votazione del 12 ottobre al Palazzo di Vetro di New York, è entrata assieme ad altri quattro Paesi a far parte dei 10 membri non permanenti per il prossimo biennio [... continua su Lettera43].

martedì, ottobre 12, 2010

Qualificazioni europee

Oggi ad Astana Kazakistan-Germania. Arbitra Borat. Ah, la Bild. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla.

Immigrazione, in Germania il confronto si infiamma

Si infiamma in Germania il dibattito sull’immigrazione. Tutto è iniziato lo scorso fine settimana [... continua su Lettera43].

lunedì, ottobre 11, 2010

Trentuno


La Potsdamer Platz, il centro futuristico di Berlino. © plm

Business: Berlino attira più di Monaco. L'Italia va giù

Visto dall’ottica tedesca, il risultato è clamoroso: Berlino supera Monaco di Baviera come città preferita dagli imprenditori per fare affari, aprire aziende e impiantare nuovi business [... continua su Lettera43].

domenica, ottobre 10, 2010

La nuova cortina di ferro passa tra centro e periferia

Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia sono tornate a esportare i loro prodotti nell’Europa occidentale. Romania, Bulgaria e Paesi baltici sono invece ancora impigliati nelle secche della crisi. La tempesta finanziaria degli ultimi due anni ha cambiato la geografia dei Paesi dell’Europa centro-orientale [... continua su Lettera43].

Schäuble (Finanze) verso le dimissioni?

Si infittiscono le voci sulle possibili dimissioni del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, ricoverato da una settimana in ospedale per le conseguenze di una ferita non curata dopo l’operazione allo stomaco subita nella scorsa primavera [... continua su Lettera43].

Trenta


Wismar, Aufbau Ost. © plm

I mattoni rossi di Wismar

Prosegue con le immagini da Wismar, il fotoreportage di East Side Report sulla Germania riunificata. Antica città anseatica, forgiata dagli svedesi che la conquistarono per un po', prova a ritrovare un suo ruolo dopo anni di marginalizzazione ai tempi della Ddr. L'ampia piazza centrale dai tratti architettonici tipicamente nordici, i vecchi magazzini, le case e le mastodontiche chiese in mattoni rossi (non tutte sopravvissute ai bombardamenti della seconda guerra mondiale), le atmosfere del porto. Su East Side Report.

venerdì, ottobre 08, 2010

Stuttgart 21, sempre più nel caos

Ci vorrebbe il punto interrogativo nel titolo, perché il caos che si sta creando attorno alla vicenda della nuova stazione di Stoccarda lascia tutti allibiti. Un progetto visionario o faraonico, a seconda dei punti di vista, le proteste dei cittadini, il ritorno delle Montagsdemonstrationen, la violenza dell'intervento della polizia, infine il mediatore che dovrebbe riportare tutti di fronte a un tavolo. «I lavori si bloccano finché si tratta», dice. Ma dopo due ore il presidente del Land lo smentisce. E tutto torna in alto mare. Tutto su Lettera43.

Lettera43



È cominciata l'avventura di Lettera43, il quotidiano online diretto da Paolo Madron (ex Panorama, Giornale, Panorama Economia, Sole 24 Ore) che si rifà a modelli come The Daily Beast e Rue 89: giornale esclusivamente sul web, redazione giovane, ambizione di indipendenza rispetto a partiti politici e (si spera) a potentati economici. Però per un'iniziativa del genere ci vogliono i soldi e questi ce li hanno messi in parte nomi pesanti dell'economia e della finanza come Andrea Agnelli e Matteo Arpe. Il direttore assicura che condividono il progetto di una testata libera e indipendente, quella che serve in un paese dove troppe iniziative, anche le più nuove, finiscono prima o poi con l'insediarsi su una curva calcistica, nord o sud, destra o sinistra, oggi preferibilmente questo o quell'altro politico. C'è da fidarsi, Madron è uno spirito libero e un giornalista non naif.

Di questa avventura faccio parte anche io. Come collaboratore dalla Germania e dall'Europa dell'est. Un appuntamento fisso, quotidiano e mattutino, nella rassegna stampa di prima pagina che viene poi replicata nella sezione Europa: il tema del giorno da Berlino e dintorni, raccontato attraverso uno o più articoli della stampa tedesca. E poi servizi, reportage, curiosità e - perché no? - anche un po' di politica raccontata come si deve, per informare gli italiani su quel che accade in queste contrade d'Europa. Dopo la nuova collaborazione con La Stampa, con i reportage dall'Europa dell'est, un altro passo in avanti sperando di trovare quell'equilibrio giornalistico a lungo cercato negli ultimi anni, dopo l'irripetibile lunga esperienza di Ideazione.

I lettori di Walking Class troveranno come sempre le segnalazioni degli articoli sul blog, con i link giusti per proseguire la lettura. Alla redazione di Lettera43 gli auguri di buon lavoro.

Ventinove


Gorbaciov, Bush sr. e Kohl (Berlino 2009). © plm

Per Helmut Kohl ci vorrebbe un Nobel alla carriera

Alla fine non ce l’ha fatta. Neppure questa volta. Helmut Kohl ha fallito ancora il traguardo del premio Nobel per la pace dal comitato norvegese. Pazienza. Il riconoscimento è andato a un dissidente proprio di quel mondo comunista che venti anni fa ha contribuito ad abbattere, Liu Xiaobo, 54 anni, scrittore e letterato, sbattuto – con una pena di 11 anni – in galera per le proprie idee, osteggiato fino all’ultimo dalle pressioni del governo cinese cui gli asettici giurati di Oslo hanno saputo contrapporsi, come ha fatto Xiaobo. Segno che non tutte le speranze che il crollo del Muro di Berlino aveva suscitato si sono poi avverate. Ma per l’anziano cancelliere servirebbe istituire un premio alla carriera [... continua su East Side Report].

giovedì, ottobre 07, 2010

Kohl, vent'anni per un Nobel. Sarà la volta buona?

Sarà Helmut Kohl, il cancelliere dell'unità, l'uomo che sfruttò il momento favorevole per riunificare il paese, a ricevere il nobel per la pace, vent'anni dopo? In Germania ci sperano. L'ultima volta di un tedesco fu quella di Willy Brandt. Era il 1971.

Qualificazioni europee

Domani a Berlino, Germania-Turchia. Arbitra Thilo Sarrazin.

Bielorussia, come muore un giornalista

Bei dem Film, den Sie jetzt gleich sehen werden, merkt man erst wieder, wie gut es uns geht. Wir können hier berichten, was wir wollen, fragen, wen wir wollen, kritisieren, wie wir wollen - ohne Angst haben zu müssen. Belarus - Weißrußland - ist so ein Land, in dem man nicht Journalist sein möchte. Unter Aljaksander Lukaschenko, dem Präsidenten von Weißrussland, ist journalistische Unabhängigkeit und freie Berichterstattung nicht gerade aufgeblüht. Umso mehr Respekt hat man vor den Menschen, die sich trotzdem trauen kritisch zu berichten. Einer dieser Journalisten mit Mut und Haltung ist nun tot. Zapp mit einer ganzen bedrückenden Geschichte.

mercoledì, ottobre 06, 2010

Ventotto


Fiera del Libro di Francoforte (2009). © plm

Francoforte, la Fiera del libro si fa digitale

Giornata di apertura per la Fiera del libro di Francoforte, la più grande esposizione del settore nel mondo con i suoi 7533 espositori in rappresentanza di 111 paesi. Gli editori italiani sono quest’anno 324, raggruppati come di consueto nel padiglione 5. Come sempre ben nutrita la schiera degli editori dai paesi dell’Europa centro-orientale e dei Balcani, così come della Turchia. Sugli oltre 170mila metri quadrati della Fiera, vengono presentati 300mila titoli [... continua su East Side Report].

lunedì, ottobre 04, 2010

Ventisette


Varsavia, festa della Repubblica. @ plm

La corsa polacca, da Cenerentola a grande d'Europa

Le melodie di Sting e i fuochi d'artificio hanno accompagnato la festa di inaugurazione del nuovo stadio di calcio di Poznan, preludio delle notti magiche che fra due anni scandiranno il ritmo del primo campionato europeo nell'Europa dell'Est, ospitato insieme da Polonia e Ucraina. È il primo dei quattro stadi polacchi giunto in dirittura d'arrivo, presto seguiranno gli altri, compreso il gioiello in costruzione a Danzica, lo stadio dell'ambra, un'astronave gialla oro appollaiata in riva al Baltico, di cui ancora un anno fa era difficile trovare traccia [... continua su La Stampa].

domenica, ottobre 03, 2010

Quattro passi nella Germania riunificata

La riunificazione tedesca compie vent’anni. Dopo i festeggiamenti dello scorso novembre per il ventennale della caduta del Muro di Berlino, oggi è il tempo del bilancio per un processo politico, economico e sociale che ha coinvolto – e coinvolge ancora – il paese che nel frattempo è divenuto il pilastro della nuova Europa allargata, se non dall’Atlantico agli Urali almeno alla Voltava e al Mar Nero [... continua su East Side Report].

Ventisei


Weimar, la piazza del mercato. © plm

sabato, ottobre 02, 2010

venerdì, ottobre 01, 2010

Domenica finisce la prima guerra mondiale

Segnatevi questa data: domenica, 3 ottobre 2010. La Gemania celebra il ventennale della riunificazione ma nello stesso giorno festeggerà la fine della prima guerra mondiale. Non è uno scerzo e le due date sono in qualche modo collegate. In concreto, domenica prossima si conclude il pagamento degli ultimi due crediti di investitori privati legati alle riparazioni di guerra imposte alla Germania con il trattato di Versailles nel 1919 dopo la capitolazione del Kaiser. Quasi duecento milioni di euro, interessi compresi, legati a titoli che avevano perso valore dopo la divisione della Germania e le negoziazioni successive alla seconda guerra mondiale e che sono tornati esigibili proprio nel 1990 con la riunificazione tedesca [... continua su East Side Report].