giovedì, settembre 30, 2010

Venticinque


Joachim Gauck, conferenza stampa della VAP. © plm

VAP, and the winner is... Joachim Gauck

Joachim Gauck, il candidato alla presidenza della Repubblica federale tedesca che lo scorso giugno è stato sconfitto da Christian Wulff, ha ricevuto il premio annuale dell'Associazione della stampa estera tedesca (VAP, Verein der ausländischen Presse). Il riconoscimento emerge da una votazione fra i giornalisti stranieri e coinvolge tutti coloro che nel corso dell'anno lavorativo (settembre-agosto) sono stati invitati ai colloqui e alle conferenze organizzate dall'associazione. Si premia la disponibilità, la simpatia, la competenza, l'efficacia. In gara ci sono cancellieri, ministri, presidenti di Land, manager di imprese pubbliche e private, professori universitari, scrittori, intellettuali e tutti coloro che svolgendo un ruolo rilevante nell'ambito del paese vengono chiamati a confrontarsi con le domande dei giornalisti delle testate straniere che operano in Germania. Mai come quest'anno, tuttavia, la votazione è stata quasi plebiscitaria. Oltre alle doti umane, Gauck ha colpito l'immaginazione della stampa estera per la chiarezza e l'emozione con cui ha saputo rendere vivi due concetti che sembrerebbero passati di moda: democrazia e libertà. Il premio è stato consegnato nella consueta cerimonia annuale dela VAP, che quest'anno si è tenuta ieri nei saloni dell'ambasciata di rappresentanza a Berlino del Land Baden-Württenberg. Visto che questo voto non è segreto, confesso di aver votato anch'io per Gauck, non avendolo potuto fare nella Bundesversammlung. La foto di copertina, lo ritrae proprio in occasione della conferenza stampa tenuta al Gorky Theater di Berlino lo scorso 16 giugno.

Germania, tornano in tribunale gli anni di piombo

Le immagini sono quasi sempre in bianco e nero: una strada cittadina ampia e deserta, una Mercedes nera ferma sul ciglio della strada con i finestrini frantumati dai colpi, tre lenzuola bianche distese su tre corpi esanimi, tre punti abbaglianti in un quadro tutto grigio, una camionetta della polizia sullo sfondo, evidentemente arrivata troppo tardi. Sembrano saltare fuori da archivi lontani, invece raccontano una pagina tragica della Germania Ovest degli anni Settanta così simile a quella dell’Italia: la vicenda del terrorismo politico, della Raf, la Rote Armee Fraktion, il gruppo che si ispirava alle Brigate Rosse. Era il 7 aprile 1977 [... continua su East Side Report].

martedì, settembre 28, 2010

La rivoluzione verde della Bundesliga

Oggi sul Corriere della Sera Mario Sconcerti cercava di spiegare la strana classifica del campionato di calcio italiano con una certa stanchezza dei soliti campioni e con l'emergere di una nuova leva di protagonisti. Ci sarebbero loro dietro i successi attuali di Lazio, Brescia, Chievo o Cesena. Magari poi alla fine vincerà di nuovo l'Inter, che sulla carta rimane la squadra più forte e certi equilibri si ristabiliranno nel corso della stagione. Tuttavia l'impressione di Sconcerti è quella di essere di fronte a un cambio generazionale del calcio italiano, che potrebbe anche essere una buona notizia per la Nazionale, se non fosse che gran parte di questi giovani talenti sia straniera. La stessa cosa sta avvenendo in Bundesliga: classifica stravolta rispetto alle gerarchie degli ultimi anni, con il sorprendente Mainz a punteggio pieno (18 punti dopo 6 giornate) e il titolato Bayern Monaco, che sabato scorso le ha prese in casa proprio dalla nuova capolista, a dieci punti di distanza. E ancora più giù vecchie glorie degli ultimi anni come Schalke 04 e Stoccarda. E anche qui si impongono nuove figure. La Bild offre una galleria di 13 giovani sulla cresta dell'onda. Una volta si diceva: consigli per gli acquisti.

Bosnia, uno nessuno e centomila

Sguardi a Sudest. In Bosnia si vota a quattro anni dall'ultima tornata elettorale tra divisioni interne e assenze esterne. Analisi e commento affidati a Matteo Tacconi sul blog Radio Europa Unita.

Resta in vigore la sovrattassa per la riunificazione

I tedeschi dovranno rassegnarsi a pagare l’odiata sovrattassa per la solidarietà, chiamata popolarmente “Soli”, un’imposta aggiuntiva su imposte sul reddito, redditi da capitale e redditi delle società. Lo ha stabilito qualche giorno fa la Corte costituzionale federale, che a sede a Karlsruhe, respingendo un’istanza di controllo di costituzionalità avanzata dall’ufficio giudiziario tributario della regione della Bassa Sassonia. La sovrattassa venne introdotta nel 1991 dall’allora governo di Helmut Kohl con l’obiettivo prevalente di far fronte ai costi dell’unità tedesca. Abolita un anno dopo, venne reintrodotta nel 1995 ed estesa anche ai Länder orientali [... continua su East Side Report].

domenica, settembre 26, 2010

Running in the rain: la Maratona di Berlino

Si è appena conclusa la parte agonistica della Maratona di Berlino, giunta alla trentasettesima edizione, con la vittoria del keniano Patrik Macao (già vincitore a Rotterdam) con uno sprint finale sul connazionale Geoffrey Mutai sotto la Porta di Brandeburgo. Ma la corsa continua per tutti gli altri maratoneti, i professionisti che sfilano in questi secondi sotto la linea del traguardo e le migliaia di amatori che poi rappresentano il vero sale del circuito delle maratone cittadine. Quest'anno corrono tutti sotto una pioggia battente, tra banchi di nebbia e freddo autunnale (temperature fra i 9 e gli 11 gradi, a seconda dei quartieri). Per la scarsa visibilità, oggi siamo stati risparmiati dai consueti ronzii degli elicotteri, che non si sono potuti alzare in volo. Ma a giudicare dall'atmosfera che da due giorni i partecipanti hanno portato a Berlino, il maltempo non pregiudica l'entusiasmo. Anzi, meglio il freddo - mi ha detto un'amica italiana che in questo momento sta correndo per le strade della città - perché con il caldo le energie vanno via prima. L'anno scorso si era corso sotto un sole splendente, quest'anno è stata accontentata: la cima della torre di Alexanderplatz è completamente avvolta da nuvole basse. Qui una prima selezione di immagini dal Berliner Morgenpost.

venerdì, settembre 24, 2010

ESR, il secondo fotoreportage sull'isola di Rügen

È chiamata, con qualche esagerazione, la Capri del Nord. Ma chi ha memoria degli straordinari paesaggi fissati su tela dal pittore romantico Caspar David Friedrich (Greifswald, 5 settembre 1774 – Dresda, 7 maggio 1840) non faticherà a capire dove sia il segreto della sua bellezza. Il secondo reportage fotografico sull’ex Germania Est lascia le città per tuffarsi nei paesaggi naturali. Parliamo dell’isola di Rügen, appollaiata sul Baltico che i tedeschi chiamano Ostsee a una manciata di chilometri dalla Polonia [... continua su East Side Report].

sabato, settembre 18, 2010

Elezioni, la Svezia giudica l'esperimento Reinfeldt

Svezia alle urne domani per il rinnovo di parlamento e governo. Può apparire una forzatura inserire la Scandinavia nelle analisi di un sito che si occupa di Europa centro-orientale. Eppure quest’area nordica è a pieno titolo parte integrante, per molti aspetti principale, di quella regione artico-baltica che, grazie ai rivolgimenti storici del 1989, è tornata centrale negli equilibri del Vecchio Continente. L’interrelazione commerciale con la Russia sul Baltico e nell’Artico, quella infrastrutturale con la Germania (e quindi con l’Europa continentale), infine la massiccia presenza economica nelle piccole Repubbliche Baltiche obbliga East Side Report a guardare con attenzione le vicende politiche scandinave [... continua su East Side Report].

Per la cronaca: Union-Hertha 1-1

Dato che era anche una partita di calcio, diamo ai lettori qualche informazione sportiva. Il derby di Berlino è finito 1-1. Gol a freddo degli herthani, in vantaggio dopo soli due minuti. Schema della partita saltato: l'Hertha avrebbe dovuto attaccare, l'Union agire di rimessa. Invece, dopo una decina di minuti di sbandamento, i padroni di casa hanno preso a macinare gioco, diventando sempre più pericolosi man mano che passava il tempo. Diverse occasioni, una traversa, ma il primo tempo si concludeva sullo 0-1. Ripresa sullo stesso registro: l'Union a fare la partita, l'Hertha a difendersi. Il pareggio era dunque nell'aria, quando all'82 i biancorossi hanno finalmente trovato il gol. Pareggio salomonico, ma bella partita, piena di emozioni e passioni. Ha giocato meglio l'Union, come spesso accade nei derby, in cui la squadra sulla carta più debole impone ritmo e agonismo all'avversario. Grandi misure di sicurezza, ma non ce n'è stato bisogno. Appuntamento all'Olympiastadion per il derby di ritorno.

Le nozze di Westerwelle

Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, si è sposato ieri con il compagno di una vita Michael Mronz, manager di eventi sportivi. Cerimonia riservata, a Bonn, nessuna foto e invitati ristretti al circolo dei familiari. Se le vicende politiche danno al leader dei liberali grandi dispiaceri (il partito nei sondaggi è crollato sulla soglia fatidica del 5 per cento), quelle private sembrano restituirgli un po' di serenità.

venerdì, settembre 17, 2010

Ventidue


Tifosi dell'Union Berlin all'Alte Försterei. © plm

Est-Ovest, Union-Hertha: si gioca il derby di Berlino

Ovest contro Est, Charlottenburg contro Köpenick, ricchi e viziati contro poveri ma belli. Si potrebbe andare avanti all’infinito, complice anche l’approssimarsi del ventesimo anniversario dell’unità tedesca, per descrivere con i luoghi comuni il primo vero derby calcistico berlinese dai tempi della riunificazione. Il primo derby che mette di fronte squadre provenienti dalle due metà del cielo della capitale. Questo pomeriggio, ore 18, stadio An der alten Försterei: 1. Fc Union contro Hertha. Un derby in tono minore, dopo che l’Hertha ha dovuto subire nella passata stagione l’umiliazione della retrocessione. L’incontro è rubricato nel cartellone della seconda Bundesliga, la serie B tedesca. Ma il piccolo e rinnovato stadio dell’Union è da settimane tutto esaurito. E l’attesa è tanta [... continua su East Side Report].

giovedì, settembre 16, 2010

mercoledì, settembre 15, 2010

Se Varsavia sostituisce Parigi

Della prepotente ripresa economica tedesca si è scritto molto nelle settimane scorse, fin da quando, proprio nei giorni di ferragosto, le agenzie economiche hanno cominciato ad anticipare i dati relativi alla crescita congiunturale nel secondo trimestre (cioè trimestre su trimestre), indicandola al 2,2 per cento. Poi sono arrivate le conferme, addirittura corrette al rialzo, con la trionfale certificazione che la Germania sta vivendo la crescita più sostenuta dai tempi della caduta del muro di Berlino. Due giorni fa la Commissione europea ha fissato al 3,4 per cento il tasso di crescita del Pil di Berlino per il 2010, quando ancora tre mesi fa si tiravano sospiri di sollievo per l’1,2 per cento stimato a maggio. La Germania dunque esce dalla crisi e lo fa a vele spiegate, grazie alla crescita dei paesi asiatici che la sua industria all’avanguardia riesce a soddisfare meglio di altri. È sempre l’export che tira, anche se questa volta pure il mercato interno sembra dare qualche segnale di risveglio. Ma Berlino non è una sorpresa. E non è la sola a contribuire a rimettere in moto il motore dell’Europa. C’è anche la Polonia [... continua su East Side Report].

L'est letterario di scena al Literaturfestival di Berlino

Si apre oggi a Berlino la decima edizione dell’Internationales Literaturfestival, undici giorni di discussioni, letture, dibattiti e concerti sparsi un po’ ovunque per la città. Luogo centrale sarà l’Haus der Kulturen der Welt, l’edificio a forma di ostrica appollaiato nel parco del Tiergarten e ormai confinante con i palazzi governativi della Cancelleria e del Reichstag. Focus di questa edizione: l’Europa dell’Est. Così Berlino torna a guardare verso l’oriente continentale, alle sue espressioni artistiche più recenti, da quelle letterarie a quelle teatrali e musicali e soprattutto a farsi guardare e scrutare dagli scrittori di quei paesi per i quali, dalla caduta del Muro, rappresenta una sorta di centro di gravità permanente [... continua su East Side Report].

ESReport, fotoreportage su come è cambiata la Ddr

Si parte da Lipsia, la città degli eroi dell'89, per raccontare attraverso le immagini le trasformazioni avvenute negli ultimi vent'anni nelle regioni che prima componevano la Ddr. Una serie di reportage fotografici da città, paesi, villaggi che hanno subito trasformazioni profonde. Un lungo viaggio visivo che inizia a Lipsia e che contribuisce al dibattito sul bilancio della riunificazione tedesca, vent'anni dopo. Ovviamente su East Side Report.

venerdì, settembre 10, 2010

Berlino-Bonn express: viaggio fra due capitali

Il treno che parte dalla nuova stazione centrale di Berlino fa parte di quella flotta di super-rapidi (in Germania si chiamano Ice) che ogni giorno collega ogni angolo del paese, facendo ormai concorrenza al congestionato traffico aereo. Il viaggio ci porterà a Bonn. Quattro ore e mezzo per collegare due estremi geografici del paese, dall’estremo est all’estremo ovest, dal confine con la Polonia a quello con il Belgio. Dal centro della nuova al cuore della vecchia capitale. Dai binari del simbolo del nuovo potere berlinese (la futuristica stazione a tre piani dove tubi e vetrate si piegano all’immaginazione del futuro) a quelli di una stazione che sa di modernariato e prefabbricato. Come la Repubblica di Bonn, tanto modesta e tanto confortevole da essere oggi già rimpianta da una buona parte di tedeschi occidentali. E’ un percorso all’incontrario, una specie di viaggio nel passato, esattamente il tragitto inverso compiuto ormai quasi venti anni fa da camion e vagoni carichi di scartoffie politiche e documenti burocratici. Berlino si riprese le luci della storia. E Bonn dovette reinventarsi una vita [... continua su East Side Report].

lunedì, settembre 06, 2010

VERSO IL PRIMO EUROPEO DELL'EST

Sono iniziate in questi giorni le partite dei gironi di qualificazione per il campionato di calcio europeo del 2012, il primo che si disputerà in due paesi appartenenti all’ex blocco dell’Europa dell’Est: Polonia e Ucraina. I due stati confinanti si divideranno tra giugno e luglio i gironi finali, Varsavia ospiterà la gara d’inaugurazione, Kiev la finale. Così, a soli due mesi dalla conclusione del mondiale in Sud Africa, le squadre europee sono tornate in campo tra mercoledì e venerdì scorso e domani giocheranno la seconda giornata. Qualche sorpresa, alcune conferme, molti avvii prudenti e in sordina, come da tradizione [... continua su East Side Report].

Diciannove


La statua di Alexander von Humboldt a Berlino. © plm

Weltanschauung

«Die gefährlichste Weltanschauung ist die Weltanschauung der Leute, welche die Welt nie angeschaut haben».
Alexander von Humboldt

venerdì, settembre 03, 2010

Sarrazin, la Germania e l'integrazione

Alla fine le tesi sugli immigrati musulmani, ma ancor più le polemiche esternazioni sui geni degli ebrei, costeranno a Thilo Sarrazin il posto nel consiglio di amministrazione della Bundesbank. L’istituto centrale tedesco ha votato all’unanimità la richiesta al presidente della Repubblica Christian Wulff (cui spetta la decisione finale) di estromettere il sessantacinquenne politico socialdemocratico dal board. Il mondo politico approva, cancelliera Merkel in testa, e appare sollevato dalla votazione della Bundesbank che lascia Wulff senza troppi margini di manovra. La speranza è che il clamore e le polemiche sollevate in questi giorni possano placarsi, ma è una speranza destinata a rimanere delusa [... continua su East Side Report].