domenica, marzo 30, 2008

Trans Europa Press. Un'Italia spenta verso il voto

Si avvicina la data delle elezioni in Italia e la stampa europea dedica all’avvenimento le prime analisi. Prevalgono i toni grigi e l’impressione che il nuovo governo che uscirà dal voto non sarà in grado di fornire una soluzione ai problemi dell’Italia, sia quelli contingenti che quelli di natura più strutturale. Colpa della legge elettorale, che potrebbe riproporre una diversa maggioranza alla Camera e al Senato e delle leadership politiche che difficilmente saranno in grado di imporre riforme decisive [... continua su Ideazione].

giovedì, marzo 27, 2008

Europa: boicottare o no le Olimpiadi?

Se per Pechino sul piano militare appare più difficile del previsto riportare l’ordine a Lahsa, su quello mediatico la partita può considerarsi già perduta. Solo qualche giorno fa sarebbe stato impensabile che i governi occidentali prendessero in considerazione l’ipotesi di una qualche forma di boicottaggio verso i giochi olimpici cinesi del prossimo agosto. Ma la durezza della repressione e la sensibilizzazione di media e opinione pubblica ha aperto in molti paesi un dibattito che ormai occupa stabilmente le prime pagine dei giornali. E’ quanto la Cina temeva più di ogni cosa [... continua su Ideazione].

Meno male che Carla c'è

La risalita di Nicolas Sarkozy può partire dalla grazia della sua nuova Jackie.

mercoledì, marzo 26, 2008

Pier Silvio Airlines/2

Se c'è una giustizia a questo mondo (e credo che non ci sia), per quello che ha combinato il centrodestra in questi giorni sul caso Alitalia, meriterebbe di perdere le elezioni. Non le perderà. E la speranza è che la vicenda della vendita a Air France-Klm si concluda prima dell'insediamento del nuovo governo. Poi, fra un paio d'anni, valuteremo la situazione. Ma, per favore, ricordatevi cosa avete sostenuto in queste settimane.

martedì, marzo 25, 2008

Il futuro di Ankara passa da Berlino

Il treno della metro si inabissa nei corridoi sotterranei della Berlino turca. Una dopo l’altra scorrono le stazioni del quartiere di Kreuzberg, un tempo chiamata con orgoglio la Istanbul sulla Sprea. Fino a che il Muro lo ha costretto all’angolo e alla marginalità è stato a un tempo quartiere di lotta e di contestazione e terra di conquista degli emigrati turchi. Collettivi anarchici e chioschi di kebab. Demolito il confine, Kreuzberg s’è ritrovata al centro della Berlino riunificata, a cavallo tra il Mitte e Friedrichshain: agglomerati di case tornati appetibili per berlinesi benestanti [... continua su Ideazione].

Sotto pressione

Guardando quello che accadde in Unione Sovietica e negli Stati Uniti, penso che il boicottaggio delle Olimpiadi sia una scelta infruttuosa. Molto meglio approfittare dell'evento per tenere la Cina sotto pressione. La battaglia mediatica è appena iniziata. Pechino non dormirà sonni tranquilli.

lunedì, marzo 24, 2008

Chi è lo Strunz stavolta?

Sarà dura per il Trap trovare questa volta lo Strunz della situazione. A dieci anni dal celebre sfogo nello spogliatoio di Monaco (decennale celebrato sui media tedeschi) al Trap non è riuscito di festeggiare come si deve. Anzi, il suo Salisburgo, campione uscente d'Austria s'è beccato davanti ai propri tifosi la più cocente sconfitta della sua storia calcistica: 0-7 nello scontro con il Rapid Vienna. A cinque giornate dal termine del campionato, il Rapid ha anche scavalcato il Salisburgo al primo posto in classifica e potrebbe soffiargli il titolo in volata.

A recente memoria europea, solo la Roma di Luciano Spalletti è riuscita a collezionare negli ultimi tempi un passivo così consistente: 1-7 lo scorso anno in Champions League con il Manchester United (fuori casa però). Ma se i giallorossi possono rifarsi fra poche settimane quando ritroveranno sulla loro strada i ragazzi di Ferguson, per il Salisburgo sarà difficile. Il Trap ha detto sconsolato ai giornalisti che nella sua lunga carriera di uomo di calcio, calciatore prima allenatore poi, non gli era mai capitato di prendere una batosta di tal genere. In questi casi non basta uno Strunz, ce ne vogliono tanti e l'impressione è che l'intera squadra stia ormai giocando contro il suo allenatore che ha già dichiarato di andar via a fine stagione: destinazione, la Nazionale irlandese. Evidentemente non fa bene annunciare in anticipo il proprio trasferimento, la squadra si demotiva. E' lo stesso errore che ha commesso in Italia Roberto Mancini e che potrebbe costare caro alla sua Inter.

sabato, marzo 22, 2008

Trans Europa Press. Il caso Sarkozy

Sempre molto critica la posizione dell’Economist verso il presidente francese Sarkozy (pure gratificato in campagna elettorale di un vero e proprio endorsment). La sconfitta nelle amministrative offre lo spunto per un dibattito sui diversi aspetti della politica di Sarkozy. Sul piano interno, il settimanale inglese di chiara impostazione liberista dubita che l’idea dell’Eliseo di accelerare le riforme economiche sia la soluzione giusta per risolvere il calo di popolarità [... continua su Ideazione].

venerdì, marzo 21, 2008

Pier Silvio Airlines and friends

Sposeremo Pier Silvio per risolvere i nostri problemi economici, voleremo con Pier Silvio per risolvere i problemi di mobilità. Non ci sarà più Mediaset ma la Pier Silvio Tv, e per non perderlo mai di vista avremo due Pier Silvio Channels sulla tivvù terrestre e un Pier Silvio Sat sul satellite. Quando la sanità sarà fallita, useremo una Pier Silvio Card per farci curare nei Pier Silvio Hospital, strutture lombarde di piersilvia efficienza, per raggiungere le quali, oltre ai voli della Pier Silvio Airlines potremo usufruire delle Pierrovie Silvio, che avranno rilevato i resti delle Ferrovie dello Stato. Mangeremo la Pierpasta e berremo il Piersilvio frizzante e la nostra vita sarà solo una gran piersilviata. Io piersilvio, tu piersilvi, egli piersilvia... Piersilviati, Italia! Per una boccata d'ossigeno, leggetevi JimMomo. E Salvatore Bragantini sul Corriere.

La Merkel alla Knesset: difenderemo Israele

Se oggi Angela Merkel risulta imbattibile in tutti i sondaggi per le elezioni del prossimo anno, lo deve quasi esclusivamente all’immagine costruita nell’azione in politica estera. La Germania è uno dei pochi Paesi in cui la politica estera conta quasi più di quella interna. La cosa ha un po’ a che fare con il senso di colpa che i tedeschi si portano appresso dalla Seconda guerra mondiale. La considerazione che all’estero si ha della Germania, la fiducia nel senso per la pace e la democrazia che i tedeschi nutrono dopo la grande colpa del nazismo, sono elementi più importanti della crescita economica o dei dati sulla disoccupazione. Figuriamoci quando di mezzo c’è lo Stato di Israele [... continua su Ideazione].

martedì, marzo 18, 2008

E' ufficiale/2


In Francia hanno eletto un maniaco sessuale travestito da politico.

Il piatto ricco dell'altra Europa

Qualche anno fa, a comparare la vivibilità delle città dell’Europa occidentale con quelle dell’altra metà del Continente, si rischiava di esser presi per matti. Si concedeva alle grandi capitali tipo Praga o Budapest una qualche chance legata alle bellezze monumentali e allo charme malinconico dei ponti sulla Moldava o sul Danubio. Nulla di più. L’Occidente era sempre e comunque il mondo dei privilegiati, di quelli che non avevano vissuto le miserie del comunismo, che avevano conosciuto la libertà e con essa il benessere e la ricchezza. Per gli altri, i fratelli ritrovati e appena usciti dal congelatore della storia, solo compatimento e al limite qualche battuta [... continua su Ideazione].

sabato, marzo 15, 2008

Esplode deposito di armi a Tirana


Le immagini riprese da un videoamatore (e prontamente rilanciate sui circuiti mediatici internazionali) testimoniano la tragedia che si è consumata questa mattina a Vora, una dozzina di chilometri a nord di Tirana in direzione Durazzo. Diverse esplosioni hanno fatto saltare in aria un deposito di armi dell'esercito albanese nel quale operavano anche militari americani (da anni è ormai stretto il rapporto militare tra Stati Uniti e Albania). Il numero delle vittime è ancora incerto, così come quello dei feriti. Il capo del governo Sali Berisha ha visitato alcuni dei feriti e poi ha riunito l'esecutivo in seduta straordinaria. L'Italia si appresta a inviare i primi aiuti. Grande l'emozione nella capitale e in tutto il paese, raccapriccianti i primi racconti dei sopravvissuti. Aggiornamenti su BBC, Corriere della Sera, Repubblica.

Trans Europa Press. Balcani a due velocità

Molte e articolate le notizie della settimana provenienti dall’area balcanica. Partiamo dalla Serbia, dove le frizioni interne degli ultimi mesi legate alla proclamazione dell’indipendenza del Kosovo hanno portato alle dimissioni del premier Vojislav Kostunica, al dissolvimento della coalizione di governo e alla proclamazione di elezioni anticipate per l’11 maggio, data in cui erano già previste le elezioni amministrative. Sarà dunque un election day che deciderà il futuro della Serbia [... continua su Ideazione].

martedì, marzo 11, 2008

In bici nella Berlino degli scioperi

Non è vero che essere italiani, cioè essere in qualche modo avvezzi a cavarsela durante i tanti scioperi che costellano la vita quotidiana nel nostro Paese, aiuti a vivere con maggiore disinvoltura gli scioperi all’estero. Berlino è nel mezzo di settimane surreali. Da mercoledì scorso, 5 marzo, sono in sciopero i lavoratori della Bvg, l’azienda locale del trasporto pubblico: metropolitana (U-Bahn), autobus, tram [... continua su Ideazione].

sabato, marzo 08, 2008

Maglia rosa: Habemus Fahrrad!

Da mercoledì scorso sciopera il 70 per cento dei mezzi di trasporto pubblico a Berlino: U-Bahn (metro), autobus, tram. Ad oltranza. Da lunedì si fa filotto, perché entra in scipero (sempre ad oltranza) anche il restante 30 per cento, rappresentato dalla S-Bahn (metro di superficie) che in questi giorni ci ha consentito, con qualche disagio, di evitare la paralisi. E chi se ne frega! Ci siamo fatti la bici. Da lunedì si pedala.

Sempre più bella

Il colpo di reni di Hillary Clinton ha riportato incertezza nelle primarie in campo democratico, rendendo ancora più bella e appassionante questa campagna elettorale statunitense. Dice bene chi sostiene che, come era sbagliato prima dare per certa la vittoria di Obama, è sbagliato oggi considerare sicuro il ritorno di Hillary. Quello che è invece certissimo è che i due andranno fino in fondo senza essere in grado di assestare il colpo definitivo. Rischiano così di sfilacciare la loro tenuta e quella dei loro staff, di consumarsi in una tensione che spinge all'errore e alla gaffe. Episodi di questo genere stanno costellando gli ultimi giorni della campagna di Obama: i video musicali sdolcinati e fighetti che hanno ormai oscurato l'impatto straordinario di "Yes we can" e soprattutto l'incidente occorso a Samantha Power, sua principale consigliera. E al contrario, il candidato repubblicano John McCain, ha già incassato la nomination e ha adesso tutto il tempo per preparare come si deve la sua strategia per la Casa Bianca. Chi l'avrebbe mai detto qualche mese fa? Da questo blog la campagna si segue su Camillo e su The Right Nation (tra un sondaggio italiano e l'altro).

Come il Milan perse Champions e campionato

Magari hanno fatto la campagna acquisti così.

Alla fiera del turismo

Fatevi un giro (virtuale) per il mondo turistico di scena a Berlino.

Trans Europa Press. Da Mosca a Madrid

Quando questa rubrica verrà pubblicata, mancheranno poche ore all’apertura dei seggi in Spagna, per il rinnovo delle Coortes e del governo ma sarà forte, fortissima, l’emozione per l’ultimo attentato che ancora una volta ha insanguinato la vigilia del voto. La vittima è Isaias Carrasco, 42 anni, socialista, ex assessore del comune di Mondragon, nei Paesi Baschi. Questa volta non c’è dubbio: è stata l’Eta [... continua su Ideazione].

venerdì, marzo 07, 2008

Lettera chiusa a Rita Bernardini

Su questo blog scrivo ormai poco di Italia. Quanto sia delicato il momento della presentazione delle liste elettorali è testimoniato dal particolare nervosismo che investe tutti i partiti. Fanno specie le dichiarazioni di candidati e trombati: ho letto quelle di un egregio signore impegnato nell'anti-mafia, e per molte ore in bilico nel pallottoliere dei candidati, che misurava la volontà di lotta alla mafia del Pd dal fatto che lui personalmente fosse in lista (fra i sicuri) o meno. Dichiarazioni roboanti, che non temono il ridicolo, tanto più che con questa legge elettorale i partiti decidono vita, morte e miracoli dei loro candidati. Si sa, più o meno con certezza matematica, chi sarà eletto e chi no. Quindi una certa dose di nervosismo è spiegabile e, in qualche caso, addirittura comprensibile. A noi di Ideazione è capitato di incocciare, in questi giorni, il nervosismo del partito radicale.

Da quelle parti sono però tanto nervosi, che alla segretaria Rita Bernardini è venuto a mancare il tempo per rispondere gentilmente alle domande di un nostro giornalista che stava svolgendo un'inchiesta sui radicali. Ma quel tempo lo ha trovato, il giorno dopo, per inviare una letterina sgarbata nella quale, alla fine, si chiede se la linea del giornale non sia dettata da Daniele Capezzone, nominato lo scorso anno nemico acerrimo di tutta la combriccola che gironzola attorno ai due mostri sacri del partito, Marco ed Emma.

Chi vive male, pensa male e giudica male. Diciamo che la mia impressione è che la Bernardini non viva bene. E quindi non pensi bene e non giudichi bene. Si chiede chi sia a decidere la linea politica del nostro giornale, con l'atteggiamento di chi è abituato ad avere sempre un padrone al quale attaccare le proprie idee e le proprie azioni. Casca male. La linea (editoriale, non politica) di Ideazione la scegliamo noi, noi che la facciamo, noi che ci scriviamo. Di più: Ideazione si è presa da qualche tempo il lusso e la briga di avere una linea editoriale tanto libera da affidarla di volta in volta a chi esprime la propria opinione. L'intento è di dimostrare che si possono dire cose intelligenti senza per forza doversi iscrivere in una qualche casella ideologica o partitica. Una volta i radicali erano maestri in questo.

Scegliamo collaboratori che, secondo noi, hanno cose intelligenti da dire ai lettori. Secondo noi, Daniele Capezzone ha cose intelligenti da dire, per questo è un collaboratore apprezzato e prezioso e quando scrive (il lunedì per l'esattezza) esprime la sua opinione e contribuisce a formare la linea editoriale della rivista. Accade lo stesso con commentatori che hanno opinioni di destra, di sinistra e nessuna opinione. La cosa può apparire un po' eccentrica ma non è difficile da capire.

Pensavamo che anche Rita Bernardini avesse delle cose intelligenti da dire, a noi e ai nostri lettori, in una fase delicata per le trattative del suo partito. E per questo il nostro giornalista l'aveva cercata. Ci hanno insegnato che una buona regola dei politici è quella di farsi trovare sempre pronti, a discutere e se è il caso anche a litigare con i giornalisti. Mai a negarsi. Troppo facile rispondere il giorno dopo, per di più in modo un po' arrogante e assai banale.

Barbara, che adesso dirige Ideazione, fa correttamente il suo lavoro e nel suo articolo la invita a inviarci le sue opinioni non il suo fiele. E' il compito di un direttore quello di mantenere la porta aperta. Io, invece, che me ne sto qui in disparte, felicemente lontano, appollaiato sull'Alexanderplatz, le do un altro consiglio. Non ci scriva. Non ci cerchi. Si tenga stretta il posto sicuro alla Camera che le hanno riservato e provi a svolgere bene il suo futuro lavoro di deputato. Ma a noi non scriva. Se non ha cose intelligenti da dirci su quello che sarà il partito radicale, ci aiuti almeno a mantenere il buon ricordo di quello che fu.

mercoledì, marzo 05, 2008

Streik ad oltranza

Nella collezione "Questa Germania così italiana" è da qualche tempo entrato il vocabolo "Streik", ovvero sciopero. Il contrasto sull'adeguamento dei salari spinge i lavoratori dei trasporti raccolti attorno alla sigla Ver.di alla linea dura. Le principali città del paese verranno paralizzate dal blocco del trasporto pubblico e gli effetti sull'intero sistema tedesco si fanno già sentire: la Lufthansa ha annullato 142 voli, valutando l'impossibilità dei viaggiatori di raggiungere gli scali aeroportuali.

A Berlino da questa notte alle 3, hanno incrociato le braccia i lavoratori della BVG, l'azienda berlinese che gestisce metropolitana (U-Bahn), autobus e tram. Praticamente la città si blocca. Si viaggia solo con la S-Bahn, la metropolitana di superficie che appartiene alla Deutsche-Bahn. Purtroppo serve solo una parte della città e bisognerà ingegnarsi per muoversi. In alternativa: taxi, auto private, biciclette o piedi. Il bello è che lo sciopero è ad oltranza. Cioè, non si sa quando finirà. La dichiarazione ufficiale dei sindacati parla di durata almeno fino a venerdì, praticamente tutta la settimana lavorativa. Peggio che in Italia. Info di servizio per gli italo-berlinesi che seguono questo blog: tutte le corse di emergenza sono già state pianificate e le trovate qui, proprio sul sito della BVG. Insomma, sopravviveremo.

Berlino, il comunicato ufficiale (in tedesco). Die Dienstleistungsgewerkschaft Verdi hat zu unbefristeten Streiks bei den Berliner Verkehrsbetrieben (BVG) aufgerufen. Das heißt, dass von Mittwoch, 5.03.2008 ab 3 Uhr bis mindestens Freitag, 14.03.2008 um 24 Uhr, keine U-Bahnen, Straßenbahnen und kaum reguläre Busse fahren. Nicht betroffen vom Streik ist der gesamte S-Bahn- und Regionalbahn-Verkehr. Darüber hinaus hat die BVG einen Notverkehr mit Bussen eingerichtet. Über diesen können jedoch maximal 5% der regulären Beförderungsleistung erbracht werden, so dass ein gesicherter Fahrplan und ausreichend Fahrzeugkapazitäten in keinem Fall garantiert werden können.

martedì, marzo 04, 2008

Knut, Berlino e l'identità leggera

Knut goes to Hollywood. L’epopea dell’orso bianco dello zoo di Berlino è arrivata sul grande schermo, presentata in anteprima domenica sera, di fronte a millecinquecento invitati speciali, nella sala dello Zoo-Palast, il cinema più famoso della vecchia Berlino Ovest che tradizionalmente ospita una parte dei film della Berlinale. Una manciata di metri dallo zoo dove vive. Il titolo: Knut e i suoi amici (Knut und seine Freunde) [... continua su Ideazione/Alexanderplatz].

Il deficit liberale dei conservatori tedeschi

Tutta colpa della sigaretta. La politica tedesca, a volte, riserva lati surreali che stridono con il cliché che vorrebbe i politici di questo Paese sempre seri ed equilibrati. Sì, la Csu – la costola social-conservatrice bavarese della Cdu – prende in casa una delle batoste più grandi della sua storia. Le elezioni comunali di domenica l’hanno vista arretrare in tutta la regione... [continua su Ideazione].

lunedì, marzo 03, 2008

Baviera, crolla la Csu orfana di Stoiber

Pesante sconfitta nelle elezioni comunali in Baviera per la Csu orfana di Edmund Stoiber. I socialdemocratici vincono nelle grandi città, a Monaco e Norimberga. Particolarmente bruciante il risultato di Monaco, dove il borgomastro uscente Christian Ude (Spd) è stato rieletto con il 66,7 per cento mentre il suo sfidante Josef Schmid (Csu) si è fermato al 24,5. I cristianosociali (la costola bavarese della Cdu) è al governo della regione ininterrottamente dal dopoguerra. Il rinnovo del parlamento regionale bavarese è in calendario per ottobre. E l'Spd comincia a sognare una storica vittoria.

Emma: tragedia sfiorata all'aeroporto di Amburgo


Tragedia sfiorata, sabato pomeriggio, all'aeroporto di Amburgo. Un aereo della Lufthansa, un Airbus 320 partito da Monaco con 131 passeggeri a bordo, ha rischiato di schiantarsi sulla pista in fase di atterraggio, sballottato dalle raffiche di vento dell'uragano Emma. Pochi istanti prima dell'impatto il pilota è riuscito miracolosamente a far riprendere quota al velivolo, che è poi riuscito ad atterrare più tardi su un'altra pista dello stesso aeroporto. Nel video qui sopra, girato da un amatore e trasmesso sul sito Live Leack, le spaventose fasi del mancato atterraggio.

Nella giornata di oggi, il video (che su questo blog abbiamo inserito già da ieri sera) ha fatto il giro del mondo, ed è ormai presente sui principali quotidiani online. In Germania, assieme alla gioia per lo scampato pericolo e ai complimenti per il pilota, sono montate le polemiche per il fatto che all'aereo sia stato consigliato di atterrare proprio su quella pista. L'aeroporto di Amburgo, infatti, permette l'atterraggio da quattro diverse traiettorie, come accade in molti aeroporti dove il vento è una costante (anche nella mia Brindisi, infatti, è così). Questi aeroporti sono considerati estremamente sicuri, giacché un aereo non ha alcun problema a decollare o atterrare in condizioni di vento forte, basta che lo faccia controvento. Il problema, invece, possono essere le raffiche: impreviste, repentine e, soprattutto a ridosso del mare, traditrici. E' quello che è accaduto ad Amburgo? Oppure c'è stata disattenzione da parte della torre di controllo? L'inchiesta è in corso. Qui riportiamo (per chi conosce il tedesco) l'intervista a Markus Kirschneck, portavoce dell'associazione dei piloti, che fa quello che ci si attende da tutti i piloti: minimizza. E assicura i viaggiatori: un atterraggio del genere può creare molto panico, ma per noi è una routine, ci alleniamo per queste emergenze cinquanta, sessanta volte all'anno.

domenica, marzo 02, 2008

Emma

L'uragano se n'è andato e soli ci ha lasciato. Secondo gli esperti, il limitato numero di vittime (12 in tutta l'Europa centrale, quattro delle quali in Germania) e i contenuti danni materiali sono dovuti alla fortuna che l'uragano sia transitato nel week-end. Ben diversamente sarebbe andata se Emma si fosse abbattuta sulla Germania in un giorno feriale con le attività lavorative in corso. Comunque è stato anche un passaggio affascinante per la violenza del vento e delle precipitazioni. La violenza di alcune raffiche rendeva difficile muoversi anche a piedi. Una sensazione simile a quella che devono provare i triestini sotto la bora. Oggi il vento è già calato, anche se qualche disagio persiste negli scali aeroportuali di Berlino con ritardi in atterraggi e partenze (ieri i voli erano stati tutti cancellati). Per rimanere in tema (e a beneficio dei lettori italiani berlinesi) domani cala la temperatura. Dopodomani, forse, la prima neve dell'anno.

La strana campagna (elettorale)

Berlusconi è contrastato. Non può fare il "caimano". Prendersela con i comunisti e con la sinistra. Non solo perché oggi di fronte ha i democratici. Mentre i comunisti e la sinistra stanno "più in là". Ma, soprattutto, perché non ha interesse ad accendere troppo la campagna elettorale. Per timore di "mobilitare" gli elettori delusi, che oggi stanno, in larga parte, a centrosinistra. Fatica, inoltre, a sfruttare il principale argomento che gli fornisce consenso: la sfiducia nel governo Prodi. Perché di fronte, oggi, c'è un leader diverso: Veltroni. Il quale ha fatto del "nuovo" un marchio personale. Per questo il Cavaliere e il Pdl parlano, con insistenza, del "Pd di Prodi". Tuttavia, non è un'operazione facile. Perché il Pd, oggi, è un partito personalizzato, al servizio di Veltroni. Perché Berlusconi stesso evita lo scontro diretto con Veltroni. Lo accusa, semmai, di copiargli i programmi. E invita, anzi, gli elettori a scegliere fra loro due. Berlusconi o Veltroni. Perché oggi il vero nemico per Berlusconi non è il comunismo, ma il "casinismo". La sfida vera, per lui, è contro Casini e l'Udc. I principali freni alla sua crescita elettorale. Per questo insiste nel definire "inutile" il voto a questi "piccoli partiti". Anzi: un sostegno alla sinistra.

Veltroni, parallelamente, ha il problema di evitare una campagna retrospettiva. Sfuggire al passato. (In qualche modo: a Prodi). I suoi messaggi, per questo, evocano il "nuovo". Il "futuro". Incitano a non camminare con la testa "voltata indietro". A "guardare avanti". In sintesi: a scivolare da sinistra per avvicinarsi al centro. Il vero terreno di battaglia, oggi. Per entrambi i partiti "nuovi". Per i due candidati Presidenti.

(estratto da Ilvo Diamanti, Il voto all'ombra del muro di Arcore, la Repubblica)

sabato, marzo 01, 2008

Il sabato di Trans Europa Press

Da oggi, e ogni sabato mattina, troverete sul sito di Ideazione una nuova rubrica. E' Trans Europa Press, una rassegna stampa settimanale che vi accompagnerà nella lettura dei giornali europei e che curo io da Berlino. Sarà una rassegna senza un filo conduttore tematico preciso. Spazieremo dalla società alla politica, alla cultura e all'economia, privilegiando gli spunti originali e le notizie che raramente attirano l'attenzione della nostra stampa. Viaggeremo tra internet e la carta stampata, dai quotidiani alle riviste, dal Nord Europa al Mediterraneo, con l'ambizione di arricchire il panorama informativo italiano di uno strumento utile per conoscere e comprendere meglio quei paesi che ormai condividono con l'Italia uno spazio umano, culturale e politico comune.